Roma, 10 settembre 2026
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Alta Velocità, Roma Termini tra le stazioni con meno ritardi. Ma dalla Capitale parte il Frecciarossa meno puntuale d’Italia

Il dossier AltraVelocità di Europa Radicale analizza oltre 60 mila corse Trenitalia nel 2026. Roma Termini registra 6,8 minuti medi di ritardo, ma il Roma-Bolzano è puntuale solo nell’1,3% dei casi. I dati su Roma e Lazio.

di Edoardo Iacolucci TEMPO DI LETTURA 4'
Stazione di Roma Termini (La Capitale)

Stazione di Roma Termini (La Capitale)

Sono oltre 595 mila i minuti di ritardo accumulati dai treni ad Alta Velocità di Trenitalia nei primi otto mesi del 2026, quasi 10 mila ore trascorse oltre gli orari previsti. E se il quadro nazionale restituisce l'immagine di una rete sulla quale i ritardi sono tutt'altro che occasionali, Roma presenta una situazione apparentemente contraddittoria: Termini è tra le stazioni di destinazione con i ritardi medi più contenuti, ma dalla Capitale parte anche il Frecciarossa meno puntuale tra quelli analizzati.

È quanto emerge dal dossier AltraVelocità, realizzato da Europa Radicale sulla base dei dati raccolti quotidianamente da ViaggiaTreno e presentato oggi pomeriggio, 9 settembre, alla Camera dei deputati insieme al nuovo portale ritardi.info. Alla presentazione hanno partecipato il deputato Benedetto Della Vedova deputato (+Europa) e la senatrice Raffaella Paita (Italia Viva).

Il monitoraggio prende in considerazione il periodo compreso tra il 1° gennaio e il 6 settembre 2026, per un totale di 249 giorni, 60.382 corse e 304 treni distinti. Complessivamente sono 38.937 le corse arrivate in ritardo, pari al 64,5% del totale. I minuti accumulati sono 595.715, equivalenti a 9.929 ore o, messe una dietro l'altra, a 414 giorni. Il ritardo medio è di 15,3 minuti considerando esclusivamente le corse arrivate dopo l'orario previsto, mentre scende a 9,9 minuti considerando anche quelle puntuali.

Roma Termini: 6,8 minuti di ritardo medio

Roma Termini emerge con un dato relativamente positivo. La stazione registra infatti un ritardo medio all'arrivo di 6,8 minuti su 10.043 corse monitorate, il valore più basso tra le grandi stazioni riportate nella graduatoria geografica del dossier.

Il confronto restituisce immediatamente la dimensione della differenza. Bari Centrale arriva a 16,4 minuti medi di ritardo, Reggio Calabria Centrale a 13,6, Brescia a 12,6, Bolzano a 12,5 e Lecce a 12,2. Milano Centrale si attesta a 10,5 minuti, Napoli Centrale a 8,7 e Venezia Santa Lucia a 8,3. Tra Bari e Roma Termini - evidenzia il rapporto - la differenza è di 2,4 a uno.

Il dato va però letto con attenzione. Il dossier misura infatti la differenza tra orario programmato e orario effettivo alla stazione di destinazione finale del treno. I 6,8 minuti di Roma Termini non rappresentano dunque il ritardo di tutti i Frecciarossa che attraversano la Capitale, ma quello dei convogli per i quali Termini costituisce la destinazione conclusiva.

Roma-Napoli e Firenze-Roma tra i collegamenti più puntuali

A rafforzare il dato positivo della Capitale è la presenza di numerosi collegamenti romani nella classifica dei treni con il ritardo medio più basso.

Il Frecciarossa 8335 Roma-Napoli registra appena un minuto medio di ritardo su 245 corse, con l'83% dei viaggi in orario. Un minuto anche per il Firenze Santa Maria Novella-Roma, puntuale nel 79% dei casi.

Il Venezia Santa Lucia-Roma presenta invece un ritardo medio di due minuti e raggiunge l'88% di corse in orario, mentre il Roma-Milano si ferma anch'esso a due minuti medi. Tre minuti per il Napoli-Roma e per il Bolzano-Roma. Sei dei dieci collegamenti con il ritardo medio più basso riportati nella tabella interessano quindi direttamente la Capitale, come punto di partenza o di arrivo.

Roma Termini riesce spesso quindi ad assorbire parte dei ritardi accumulati lungo il percorso, soprattutto quando rappresenta il capolinea.

Il paradosso del Roma-Bolzano: puntuale soltanto tre volte su 239

Il quadro cambia radicalmente guardando ai singoli treni. Ed è proprio da Roma che parte il convoglio che occupa il primo posto nella graduatoria dei meno puntuali.

Il Frecciarossa 8524 Roma Termini-Bolzano è risultato in orario soltanto 3 volte su 239 corse, pari all'1,3% del totale. Il ritardo medio è di 18 minuti. Nessun altro treno presente nella classifica del dossier registra una quota di puntualità così bassa.

Il dato diventa ancora più significativo osservando le serie consecutive. Tra il 13 maggio e il 6 settembre il Roma-Bolzano ha accumulato 110 corse consecutive in ritardo. Il rapporto precisa che si parla di corse consecutive e non necessariamente di giorni consecutivi, perché non tutti i treni circolano quotidianamente.

Non è l'unico collegamento dalla Capitale a comparire tra le peggiori serie. Il Frecciarossa 8508 Roma Termini-Brescia ha registrato 120 corse consecutive in ritardo tra il 5 aprile e l'11 agosto, con un ritardo medio di 12 minuti.

Da Roma anche il peggior ritardo singolo del 2026

Roma compare anche al vertice di un'altra graduatoria, quella decisamente meno positiva dei ritardi singoli più elevati dell'anno.

Il primato appartiene al Frecciarossa 8311 Roma Termini-Bari Centrale, che il 3 maggio ha raggiunto la destinazione con 416 minuti di ritardo: 6 ore e 56 minuti.

Quella stessa giornata è stata particolarmente difficile per altri convogli in partenza dalla Capitale. Il Roma Termini-Lecce 8315 ha accumulato 371 minuti, pari a 6 ore e 11 minuti, mentre il Roma-Lecce 8317 si è fermato a 321 minuti, 5 ore e 21.

Tra i casi estremi compare anche il collegamento nella direzione opposta: il Bolzano-Roma Termini del 28 febbraio ha registrato 397 minuti di ritardo, 6 ore e 37 minuti. Il 2 gennaio il Lecce-Roma Termini aveva invece raggiunto quasi cinque ore, con 295 minuti oltre l'orario programmato.

Civitavecchia-Roma, quasi dieci minuti recuperati nell'ultimo tratto

Il dossier contiene meno elementi specifici sul resto del Lazio, ma un dato interessante riguarda Civitavecchia. Il Frecciarossa 8623 Civitavecchia-Roma Termini è uno dei treni che riescono a recuperare più ritardo nell'ultima tratta prima del capolinea.

Su 210 passaggi monitorati, il recupero medio è di 9,4 minuti, terzo valore più alto tra quelli riportati dal dossier. Soltanto il Giulianova-Pescara, con 9,6 minuti, e il Caserta-Roma Termini, con 9,5, fanno meglio.

E Roma compare ripetutamente nella stessa graduatoria: il Firenze Santa Maria Novella-Roma recupera mediamente 9,3 minuti sull'ultimo tratto, mentre il Napoli Afragola-Roma Termini ne recupera 8,4.

Un elemento che può contribuire a spiegare almeno in parte la performance complessiva di Termini come stazione di arrivo: diversi treni diretti nella Capitale riescono a ridurre il ritardo proprio nell'ultima parte del viaggio.

Napoli-Roma è tra le tratte più veloci d'Italia

Roma compare ai vertici anche per quanto riguarda la velocità commerciale. La tratta Napoli Afragola-Roma Termini copre 210 chilometri in 67 minuti, con una velocità commerciale di 187,6 chilometri orari.

È il terzo dato più elevato nella tabella del dossier, alle spalle soltanto della Bologna-Milano Rogoredo e della Milano Rogoredo-Reggio Emilia Alta Velocità.

Proprio il collegamento con Roma viene utilizzato dagli autori anche per mostrare le profonde differenze infrastrutturali esistenti tra le diverse aree del Paese. Per percorrere i 210 chilometri tra Napoli Afragola e Roma servono 67 minuti, mentre 217 chilometri tra Salerno e Paola richiedono 123 minuti. A distanze quasi identiche corrisponde quindi un tempo di percorrenza quasi doppio.

Igor Boni (Europa Radicale): «Il problema dei ritardi è strutturale»

Secondo Europa Radicale, i dati raccolti non raccontano soltanto una somma di episodi isolati, ma evidenziano un problema più generale della rete. Il portale ritardi.info consente di consultare le performance delle singole Frecce e delle diverse tratte, utilizzando i dati messi a disposizione in tempo reale da ViaggiaTreno e archiviati quotidianamente dall'associazione.

Igor Boni, presidente di Europa Radicale, nel corso della presentazione alla Camera ha sottolineato la frequenza dei disservizi e la necessità di rendere accessibili i dati anche per gli altri operatori.

«Chiunque abbia viaggiato sull'Alta Velocità italiana sa che i disservizi sono gravi e frequenti: proprio oggi guasti alla linea hanno provocato ritardi anche superiori ai 180 minuti. Il portale che presentiamo consente a ogni cittadino di consultare, giorno per giorno, le performance aggiornate di ogni tratta e di ogni Freccia di Trenitalia in servizio sulle linee AV».

Boni pone poi il tema della disponibilità delle informazioni anche per Italo, che non rientra nel monitoraggio realizzato dall'associazione.

«Solo Trenitalia, però. Italo i suoi dati non li rende nemmeno disponibili, e questo è il punto politico: un lavoro di trasparenza che valga per tutti gli operatori e per tutti i cittadini dovrebbe farlo il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, non un'associazione con le proprie forze».

Il dossier specifica infatti che l'analisi riguarda esclusivamente i servizi Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca di Trenitalia. Italo non è compresa perché secondo il dossier «non rende disponibile un sistema pubblico e continuo che permetta di tracciare in maniera comparabile le performance dei propri convogli». Restano esclusi anche i treni regionali, gli Intercity, gli Intercity Notte e soprattutto le corse soppresse, che non vengono conteggiate nelle percentuali.

Nel 2026 quasi due Frecce su tre in ritardo

Il quadro nazionale resta dunque pesante. Il 64,5% delle oltre 60 mila corse monitorate è arrivato almeno un minuto oltre l'orario previsto. I ritardi superiori ai 30 minuti sono stati 5.076, l'8,4% del totale, circa una corsa ogni dodici. Quelli superiori all'ora sono stati 1.868, pari al 3,1%, circa uno ogni 32 viaggi.

Anche l'andamento mensile mostra una situazione persistente: nel 2026 la quota di corse in ritardo è passata dal 65,2% di gennaio al 68,2% di maggio, raggiungendo il 69% a giugno e il 70% a luglio. Ad agosto il dato è sceso al 54,2%, mentre settembre, aggiornato soltanto ai primi sei giorni del mese, si attestava al 57,6%.

Per Europa Radicale, la continuità dei ritardi è la prova di una criticità che va oltre le singole emergenze:

«L'analisi dimostra in modo inequivocabile che esiste un problema strutturale di sovraccarico della linea. Il ministro Salvini, invece di mettersi sulla difensiva raccontando balle, dovrebbe aprire il nostro sito, guardare i numeri e confrontarsi con la realtà».

Dal canto suo, per Roma resta un quadro a due facce. Termini presenta un ritardo medio all'arrivo inferiore a quello delle altre grandi stazioni considerate dal dossier e alcuni collegamenti con la Capitale sono tra i più puntuali d'Italia. Ma proprio da Roma parte anche il Frecciarossa che, nei primi otto mesi del 2026, è riuscito ad arrivare in orario soltanto tre volte su 239. Una fotografia che, più che dividere la rete tra treni puntuali e treni in ritardo, mostra quanto le performance possano cambiare da una tratta all'altra anche all'interno dello stesso sistema.

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