Roma, 9 giugno 2026
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Ben Gvir indagato a Roma per il caso Flotilla: «L'Italia? Da Paese dello Stivale a Paese delle ciabatte»

La Procura iscrive nel registro degli indagati il ministro della Sicurezza nazionale israeliano nell'inchiesta sull'abbordaggio della Global Sumud Flotilla. Nel fascicolo si ipotizzano, tra gli altri, i reati di tortura e sequestro di persona. La replica su X: «Non mi lascerò scoraggiare da questa o da qualsiasi altra inchiesta»

di Edoardo Iacolucci - TEMPO DI LETTURA 3'
Ben Gvir indagato a Roma per il caso Flotilla: «L'Italia? Da Paese dello Stivale a Paese delle ciabatte»

La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir, esponente del governo guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu, nell'ambito dell'inchiesta sull'abbordaggio della Global Sumud Flotilla da parte delle autorità israeliane avvenuto nel maggio scorso.

L'indagine, coordinata dai magistrati di piazzale Clodio, riguarda in particolare alcuni video diffusi sui social dallo stesso ministro, nei quali Ben Gvir compare mentre rivolge parole di scherno agli attivisti della Flotilla, inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena nel porto israeliano di Ashdod.

La replica di Ben Gvir contro l'Italia

La notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati ha provocato la dura reazione del ministro israeliano. In un messaggio pubblicato su X, Ben Gvir ha attaccato direttamente l'Italia affermando che

«Il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte».

Il ministro ha poi rincarato i toni. Ripreso dai media israeliani, ha dichiarato:

«Israele non è un sacco da boxe per un branco di bugiardi sostenitori del terrorismo che fabbricano calunnie e menzogne contro i nostri combattenti. Non mi lascerò scoraggiare da questa o da qualsiasi altra inchiesta e continuerò a stare orgogliosamente al fianco dei nostri combattenti».

Le ipotesi di reato della Procura

L'inchiesta romana sulla vicenda Flotilla ipotizza, tra gli altri, i reati di tortura e sequestro di persona. Gli investigatori stanno acquisendo testimonianze, esposti e materiale video relativo alle operazioni condotte dalle forze di sicurezza israeliane contro le imbarcazioni dirette verso Gaza.

Agli atti dell'indagine figurano anche i filmati pubblicati sui social dal ministro israeliano, ritenuti dagli inquirenti uno degli elementi da approfondire nell'ambito del procedimento.

Gli esposti degli attivisti e le testimonianze

L'indagine si inserisce in un filone investigativo più ampio che riguarda diverse missioni della Flotilla terminate con l'intervento delle forze israeliane. Tra il materiale raccolto dalla Procura vi sono esposti presentati dagli attivisti e testimonianze trasmesse ai magistrati dai loro legali.

Sulla decisione della Procura è intervenuta Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla:

«Siamo soddisfatti dell'iscrizione nel registro degli indagati del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir. È sacrosanto che ci sia un'indagine a suo carico per quel video, per quel comportamento nei confronti degli attivisti, ma non dobbiamo dimenticare che Ben Gvir è un ministro del governo Netanyahu, è espressione di un sistema sionista di quel governo»

Il nodo delle possibili sanzioni europee

La vicenda arriva mentre a livello europeo si discute dell'ipotesi di sanzioni nei confronti di Ben Gvir. Un primo passaggio politico è previsto il 15 giugno a Lussemburgo, quando i ministri degli Esteri dell'Unione europea esamineranno le opzioni presentate dall'Alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas.

L'Italia, attraverso il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nelle scorse settimane ha sostenuto la necessità di procedere con misure sanzionatorie nei confronti del ministro israeliano, ritenendo che abbia «superato la linea rossa» con comportamenti definiti incompatibili con il rispetto dei diritti umani.

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