
Cédric Klapisch al cinema Nuovo Sacher poco prima dell'incontro con la giuria degli studenti italiani a Roma - Foto ©Filippo Gori
Roma al centro del Prix Palatine 2026, il premio cinematografico assegnato da una giuria binazionale composta da studenti italiani e francesi. Nella capitale, all'Ambasciata di Francia e al cinema Nuovo Sacher, si sono svolti alcuni dei momenti chiave dell'iniziativa che ha incoronato «I colori del tempo» di Cédric Klapisch come Miglior film francese e «Un anno di scuola» di Laura Samani come Miglior film italiano.
È stato proprio a Roma che gli studenti italiani coinvolti nel Prix Palatine hanno incontrato Cédric Klapisch, regista e sceneggiatore francese tra i più noti del panorama europeo contemporaneo. In occasione del lancio della nuova edizione del premio, ospitato presso l'Ambasciata di Francia, il regista ha presentato «I colori del tempo», film poi scelto dalla giuria italiana come migliore opera francese dell'anno.
Successivamente Klapisch ha incontrato i giovani giurati anche al cinema Nuovo Sacher, confrontandosi con loro sui temi al centro della pellicola. Il film racconta la storia di quattro eredi che, riuniti in una casa di famiglia in Normandia, ricostruiscono il passato di Adèle, una giovane donna vissuta oltre un secolo prima, scoprendo il legame tra la sua esperienza e le sfide del presente.
La scelta degli studenti italiani ha premiato un'opera che intreccia memoria, identità e desiderio di emancipazione, confermando il ruolo di Roma come luogo di incontro e dialogo culturale tra Francia e Italia.
Sul versante francese, il Prix Palatine 2026 per il Miglior film italiano è andato a Laura Samani, regista italiana, per «Un anno di scuola», distribuito in Francia da Arizona Films con il titolo Une année italienne.
Il film è stato presentato in una proiezione speciale nella sede dell'Unesco a Parigi e ha conquistato la giuria degli studenti francesi grazie al racconto dell'adolescenza e della ricerca della propria identità.
Samani, presente all'incontro con i giovani giurati, ha commentato il riconoscimento dichiarando: «Sono felicissima perché è un premio tra coetanei, cioè tra pari».
Ambientato nella Trieste del 2007 e liberamente tratto da un racconto di Giani Stuparich, il film segue Fred, una diciassettenne svedese che arriva in Italia e si ritrova a frequentare una scuola quasi esclusivamente maschile, mettendo in discussione equilibri e certezze dei compagni di classe.
Con oltre 3 mila studenti coinvolti e più di 60 proiezioni organizzate nei due Paesi, il Prix Palatine si conferma un'importante piattaforma di scambio culturale. Roma ha avuto un ruolo centrale nell'edizione 2026, ospitando incontri, dibattiti e confronti diretti tra gli studenti italiani e i protagonisti del cinema francese.
I giovani giurati hanno premiato due film accomunati dalla presenza di protagoniste femminili determinate a costruire il proprio percorso, confermando la vocazione del premio a valorizzare opere capaci di parlare alle nuove generazioni attraverso temi universali e attuali.
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