Roma, 29 agosto 2025
Politica

Villa Sciarra torna a splendere, terminato il primo blocco di restauri. Gualtieri: «Presto sarà proprietà del Comune»

Il programma di interventi, finanziato con oltre 10 milioni di euro provenienti dai fondi del progetto Caput mundi legato al Pnrr, è il più ampio mai realizzato su Villa Sciarra e prevede nove cantieri, tre dei quali già conclusi

di Camilla PalladinoULTIMO AGGIORNAMENTO 16 giorni fa - TEMPO DI LETTURA 3'

Sedici fontane e ventidue statue riportate all’antico splendore. Questi i risultati del primo blocco di restauri a Villa Sciarra, inaugurato nella mattinata di giovedì 10 luglio dal sindaco Roberto Gualtieri con il sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce, all’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi e ai presidenti del I e del XII municipio Lorenza Bonaccorsi ed Elio Tomassetti. Il programma di interventi, finanziato con oltre 10 milioni di euro provenienti dai fondi del progetto Caput mundi legato al Pnrr, è il più ampio mai realizzato su Villa Sciarra e prevede nove cantieri, tre dei quali già conclusi.

Il primo blocco di restauri a Villa Sciarra

«Oggi apriamo un primo tassello di un lavoro molto complesso sulle nostre ville storiche», ha detto il primo cittadino dopo aver liberato le prime fontane dalle transenne dei lavori. Gli interventi realizzati finora, per un importo pari a 1,6 milioni di euro, hanno riguardato la fontana dei Satiri e quelle del settore nord, la fontana dei Putti e quelle del settore sud, insieme a numerose statue e gruppi scultorei. In totale, sono state restaurate 16 fontane e 22 statue settecentesche, molte delle quali provenienti dal castello Visconti di Brignano Gera d’Adda e integrate nel parco nei primi del Novecento.

Gli interventi realizzati e i prossimi lavori

Ma cosa hanno previsto i lavori? Innanzitutto la messa in sicurezza delle parti pericolanti, la pulitura chimica e meccanica delle superfici. Poi la rimozione delle incrostazioni calcaree e delle erbe infestanti, il consolidamento delle stuccature e il trattamento delle parti metalliche ossidate. Infine il rifacimento delle porzioni di modellato danneggiate e il ripristino dell’impermeabilizzazione delle vasche. «Alcuni restauri, soprattutto quelli sulle fontane più recenti, si sono rivelati tecnicamente complessi – ha spiegato Gualtieri – ma l’obiettivo resta valorizzare senza mai compromettere la fruibilità della villa, che è rimasta aperta anche durante i cantieri». A breve si concluderanno anche gli interventi sulla fontana di Diana e Endimione e sulle fontane del settore centrale.

Un patrimonio storico restituito alla città

Villa Sciarra si estende per oltre 63mila metri quadrati e ha una storia affascinante. Appartenuta nel XVII secolo alla famiglia Barberini, fu acquistata nel 1902 dall’americano George Washington Wurts e dalla moglie Henrietta Tower, ricca ereditiera di Filadelfia, che la trasformarono in un raffinato parco neobarocco, arricchito da sculture e fontane.

Alla morte di Wurts, nel 1930, Henrietta Tower donò la villa allo Stato italiano, con l’impegno che fosse destinata a uso pubblico. Ma successivamente, come raccontato dal sindaco, la gestione è rimasta per decenni in un limbo amministrativo: «Nel 1930 lo Stato diede in concessione Villa Sciarra al Comune di Roma per trent’anni. Quella convenzione scadde nel 1960 e non fu mai rinnovata: la villa è rimasta figlia di nessuno, priva di base giuridica. Ora, grazie al federalismo demaniale, l’abbiamo acquisita al patrimonio di Roma Capitale. A breve firmeremo il rogito dal notaio: diventerà ufficialmente nostra, per la prima volta».

In arrivo una caffetteria e nuovi spazi pubblici

Oltre ai restauri già conclusi, il progetto prevede interventi sul complesso del Belvedere – che comprende fontane, loggia e muro su via Calandrelli – sulle Finte Rovine, sul tratto delle Mura Gianicolensi adiacente al parco, sulla riqualificazione del verde e sulla messa in sicurezza del versante instabile su via Dandolo. Il termine dei lavori è previsto tra il 2025 e il 2026.

Tra le novità in arrivo anche il recupero della residenza del custode, che verrà trasformata tramite project financing in uno spazio culturale e ricreativo dotato di caffetteria, sul modello del Casale dei Cedrati. «Le ville storiche devono tornare a vivere – ha aggiunto Gualtieri – grazie anche al contributo attivo dei cittadini e delle associazioni che per anni hanno supplito all’assenza di interventi pubblici».

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