Roma, 2 aprile 2026
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È morto Roberto Arditti: il giornalista si è spento al San Camillo all'età di 60 anni

Coerente con lo spirito civile che ha sempre contraddistinto la sua vita e la sua professione, Arditti ha scelto la via della donazione degli organi, un ultimo atto di altruismo confermato dalle autorità sanitarie nel rispetto delle sue volontà espresse in vita

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 7 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
È morto Roberto Arditti: il giornalista si è spento al San Camillo all'età di 60 anni

Si è spento all'ospedale San Camillo di Roma, all'età di 60 anni, Roberto Arditti. La notizia del decesso è stata ufficializzata nel pomeriggio di oggi dopo che la commissione medica ha accertato lo stato di morte cerebrale. Coerente con lo spirito civile che ha sempre contraddistinto la sua vita e la sua professione, Arditti ha scelto la via della donazione degli organi, un ultimo atto di altruismo confermato dalle autorità sanitarie nel rispetto delle sue volontà espresse in vita.

Una vita tra cronaca e istituzioni

Nato a Lodi il 28 agosto 1965, Roberto Arditti è stato una figura poliedrica e influente nel panorama della comunicazione italiana. La sua carriera, mossa da una curiosità intellettuale mai doma, lo ha visto ricoprire ruoli di primo piano sia nelle redazioni che nelle stanze della consulenza strategica.

Come storico direttore de Il Tempo, Arditti ha saputo guidare il quotidiano romano in fasi di profondo cambiamento, portando avanti un giornalismo attento ai palazzi della politica ma sempre con uno sguardo rivolto ai lettori. La sua voce è stata familiare a migliaia di ascoltatori come autore e conduttore radiofonico, dove si distingueva per l'analisi lucida e il tono mai sopra le righe.

Attraverso il progetto editoriale Formiche, di cui è stato colonna portante, ha contribuito a creare un pensatoio moderno e un ponte tra l'informazione specialistica e il dibattito culturale. Oltre alla penna, Arditti è stato un uomo d'azione istituzionale, ricoprendo tra gli altri il ruolo di Direttore delle Relazioni Istituzionali di Expo Milano 2015, contribuendo in modo decisivo al successo internazionale della manifestazione.

Il ricordo del mondo della cultura e dei colleghi

Le prime reazioni testimoniano il vuoto lasciato da un uomo che sapeva tessere relazioni profonde e trasversali.

Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, lo ha ricordato con commozione sottolineando che con la sua scomparsa perdiamo un intellettuale, un giornalista di valore e un importante punto di riferimento nella comunicazione politica e istituzionale. Giuli ha inoltre ribadito come Arditti sia stato tra i protagonisti più stimati nel mondo dell'informazione, inviando il suo più sentito cordoglio alla famiglia e a quanti gli hanno voluto bene.

La discrezione e il rispetto per la scelta finale

In un'epoca di sovraesposizione, Arditti e la sua famiglia hanno scelto la strada della sobrietà. Mentre l'ospedale mantiene i supporti vitali per completare le procedure di prelievo degli organi, i parenti hanno chiesto il massimo rispetto per la privacy in questo momento di dolore. Il bollettino del San Camillo ha infatti precisato che i supporti vengono mantenuti in attesa del trasferimento in sala operatoria, citando testualmente che ciò avviene «nel rispetto della volontà donativa espressa in vita dal paziente».

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