Roma, 12 marzo 2026
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ACEA, bilancio 2025 ai massimi storici tra investimenti e sostenibilità

Il gruppo conferma il ruolo di operatore infrastrutturale regolato e propone dividendo record di 1,20 euro per azione

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 8 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
ACEA, bilancio 2025 ai massimi storici tra investimenti e sostenibilità

ACEA ha chiuso il 2025 con risultati storici, sostenuti da un percorso di trasformazione operativa e organizzativa, mirato ad aumentare efficienza e competitività. Il Consiglio di Amministrazione, presieduto da Barbara Marinali, ha approvato il bilancio consolidato con ricavi pro-forma pari a 2.986 milioni di euro (+3% rispetto al 2024) e un EBITDA pro-forma di 1.420 milioni (+7%). L’utile netto consolidato ha raggiunto 481 milioni, in aumento del 45% rispetto all’anno precedente, comprensivo della plusvalenza derivante dalla cessione della rete di Alta Tensione a Terna S.p.A.

Gli investimenti lordi si sono attestati a 1.531 milioni di euro, con una crescita del 6% rispetto al 2024, destinati prevalentemente ai business regolati, che rappresentano l’89% delle capex nette (94% escludendo ACEA Energia). La strategia di focalizzazione sulle infrastrutture regolamentate ha portato l’azienda a mantenere una solida disciplina finanziaria, con il rapporto Net Debt/EBITDA pro-forma pari a 3,28x, sotto il limite inferiore della guidance.

Il dividendo proposto agli azionisti è pari a 1,20 euro per azione, con un incremento del 26% rispetto al 2024. Di questi, 0,95 euro sono a titolo ordinario e 0,25 euro costituiscono una componente straordinaria, collegata ai risultati record e alla plusvalenza della rete AT.

Focus per aree di business

Acqua Italia: l’EBITDA ha raggiunto 819,7 milioni di euro (+6,8%), consolidando la leadership sul territorio grazie all’internalizzazione del know-how lungo tutta la filiera e all’acquisizione di Aquanexa. ACEA partecipa alla Cabina di Regia del Piano Mattei e si è aggiudicata il progetto per potenziare l’infrastruttura idrica di Brazzaville, in Congo.

Reti e Illuminazione Pubblica: l’EBITDA è salito a 448,5 milioni (+3%), con benefici derivanti dagli investimenti e dalla revisione del metodo di aggiornamento monetario della RAB. L’azienda ha continuato il potenziamento e l’ammodernamento della rete elettrica in linea con la transizione energetica.

Ambiente: l’EBITDA ha raggiunto 87,2 milioni (+7,9%), sostenuto dall’aumento dei volumi trattati e dalla ripresa dell’impianto di Terni. Sono stati avviati processi di robotica e automazione negli impianti, in linea con la gestione sostenibile dei rifiuti, mentre la Conferenza dei Servizi ha autorizzato il nuovo termovalorizzatore di Roma.

Produzione: l’EBITDA è pari a 51,7 milioni (+33,6%), grazie all’aumento dei prezzi sui mercati energetici e alla maggiore produzione di energia elettrica (idroelettrica +14%, fotovoltaico +42%, termo +1%). L’EBITDA ricorrente registra un incremento del 29%.

Sostenibilità e innovazione

ACEA ha rafforzato l’integrazione della sostenibilità nelle strategie aziendali, con il 63% della produzione di energia proveniente da fonti rinnovabili (+11%). L’azienda ha trattato 770 milioni di metri cubi di acqua e riciclato 4,4 milioni di metri cubi, coprendo il 90% dei consumi industriali. La formazione erogata ha superato 226.000 ore, con oltre 5.000 ore dedicate all’anticorruzione.

Particolare attenzione è stata posta allo sviluppo tecnologico: a.Quantum e l’Istituto Italiano di Tecnologia hanno avviato un Robotic Joint Lab per soluzioni robotiche avanzate. Inoltre, ACEA ha consolidato collaborazioni internazionali nel settore idrico, con focus su Africa e Medio Oriente.

Evoluzione e rating

Nel corso del 2025, ACEA ha perfezionato la scissione di ACEA Energia e la cessione della rete AT, ottimizzando il perimetro delle attività e la gestione finanziaria.

Il rating Moody’s è stato migliorato da Baa2 a Baa1, riflettendo la solidità finanziaria e la capacità di generare valore sostenibile. La strategia “Green Diligent Growth” conferma la focalizzazione sulle infrastrutture regolamentate e sostenibili, con una pipeline di investimenti prevista intorno a 1,5 miliardi di euro anche per il 2026.

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