
La Procura per i Minorenni di Roma, guidata dalla procuratrice Giovanna Lebboroni, ha ufficialmente aperto un fascicolo d'inchiesta a carico di due ragazzi di 16 e 17 anni, ritenuti responsabili di una serie di sei aggressioni compiute tra i quartieri di Monteverde e Testaccio tra il 4 e il 5 ottobre. Dopo aver ricevuto gli atti dalla Procura ordinaria — dove l'indagine è stata inizialmente coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal pm Ambrogio Cassiani —, i magistrati minorili hanno fissato gli interrogatori di garanzia per martedì 20 ottobre.
I reati per cui si procede nei confronti dei due minorenni sono tentato omicidio, lesioni personali aggravate e percosse in concorso. Una volta conclusa la fase degli interrogatori, la Procura minorile valuterà se disporre eventuali misure cautelari o richiedere l'esecuzione di ulteriori accertamenti investigativi.
I due giovani, individuati a seguito delle indagini condotte dai Carabinieri e dalla Polizia Locale di Roma Capitale, hanno confessato le aggressioni ammettendo di aver agito «per divertimento» e per festeggiare il compleanno di uno dei due. Il diciassettenne, figlio di un carabiniere, era alla guida della microcar nera di sua proprietà utilizzata durante le scorribande. Tra le persone colpite figura anche l'attore Davide Iacopini, attualmente ricoverato in prognosi riservata e in terapia intensiva all'ospedale San Camillo.
Secondo quanto riportato nei verbali d'interrogatorio, il sedicenne ha ricostruito così la dinamica dell'aggressione a Iacopini e delle altre azioni violentemente goliardiche:
«Il 4 ottobre ero a bordo della sua minicar, guidava lui. Abbiamo iniziato a girare alle 21:30 circa, fino all'una di sera. Ho perso un berretto a Ponte Testaccio [...] Ho urlato a un signore in bicicletta per spaventarlo e lui ci ha rincorso, ma non è caduto. Ci siamo poi affiancati a un signore in monopattino: io gli ho tolto la mano dal manubrio, e lì il signore deve essere caduto. Ho letto sul giornale che si chiamava Iacopini Davide. Aprivo lo sportello per controllare se il signore era caduto, lì ho perso la scarpa. Il 4 ottobre abbiamo fatto cadere altre due persone, non ricordo i dettagli».
I due minorenni risultavano peraltro già noti alle forze dell'ordine per un piccolo precedente di furto commesso in concorso.
La svolta decisiva nelle indagini è arrivata grazie alla segnalazione di un residente di Testaccio che ha notato la microcar parcheggiata nel quartiere, coincidente per modello e colore con quella cercata. A confermare l'identità del mezzo sono stati tre adesivi raffiguranti un cobra rosso con il nome di un'officina meccanica, presenti sul cofano e sui deflettori posteriori. Gli investigatori hanno poi trovato decisivo riscontro nelle immagini di videosorveglianza registrate in via Maurizio Quadro (a Monteverde Vecchio) e nella zona di San Pancrazio, ricostruendo l'intero percorso compiuto dai due giovani.
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