Roma, 5 aprile 2026
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Arrestato 25enne: diffondeva contenuti estremisti e istruzioni per armi sui social

Giovane arrestato a Roma per diffusione di contenuti a fini terroristici sui social. Indagini della Digos e della Polizia Postale su un profilo da oltre 200mila follower

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 9 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Arrestato 25enne: diffondeva contenuti estremisti e istruzioni per armi sui social

Un’attività online ritenuta sempre più pericolosa e strutturata ha portato all’arresto di un giovane di 25 anni originario dell’Abruzzo e domiciliato a Roma, nel quartiere Tuscolano. Il provvedimento è stato disposto dal gip del tribunale dell’Aquila, Marco Billi, al termine di un’indagine coordinata dalla procura e condotta dalla Digos e dalla Polizia Postale.

Secondo gli inquirenti, il ragazzo avrebbe utilizzato i social network per diffondere contenuti con finalità di terrorismo, raggiungendo un pubblico estremamente ampio attraverso un profilo seguito da centinaia di migliaia di utenti.

Un profilo social al centro dell’indagine

Al centro dell’inchiesta c’è un account Instagram, descritto come un vero e proprio hub di diffusione di materiale ideologico e operativo. Non si tratterebbe soltanto di propaganda, ma anche di contenuti tecnici legati alla costruzione di armi e alla preparazione di esplosivi.

Le indagini, avviate nei mesi scorsi, avrebbero evidenziato una crescita progressiva dell’attività online, sia in termini di frequenza dei contenuti sia per il livello di dettaglio delle informazioni condivise.

Ispirazione a Unabomber

Tra gli elementi ritenuti più preoccupanti dagli investigatori, il riferimento esplicito all’ideologia anarco-primitivista e alla figura di Theodore Kaczynski, autore di una lunga serie di attentati negli Stati Uniti. Secondo l’accusa, il giovane avrebbe mostrato ammirazione per il modello rappresentato dall’Unabomber, proponendolo come esempio.

Nel tempo, i contenuti pubblicati sarebbero passati da riflessioni teoriche a indicazioni sempre più concrete e operative, con un linguaggio diretto e accompagnato da immagini e slogan.

Tutorial e materiali sensibili

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la diffusione di veri e propri tutorial. Gli investigatori parlano di video e post nei quali venivano illustrate, con precisione, tecniche per la realizzazione di armi artigianali, anche tramite strumenti facilmente reperibili.

Inoltre, sarebbero stati condivisi contenuti legati alla produzione di munizioni e, in alcuni casi, indicazioni su sostanze e procedimenti per la creazione di esplosivi. Materiale che, secondo la procura, avrebbe potuto rappresentare un rischio concreto se utilizzato da terzi.

Possibili obiettivi e escalation

Nel corso dell’attività investigativa sarebbero emersi anche riferimenti a possibili obiettivi simbolici, come infrastrutture tecnologiche e grandi aziende internazionali, viste come espressione del sistema da contrastare.

Gli inquirenti parlano di una vera e propria escalation, con un passaggio da contenuti ideologici a una comunicazione più orientata all’azione. Proprio questo elemento ha contribuito alla decisione di disporre la custodia cautelare in carcere, ritenendo concreto il rischio di reiterazione.

Le parole degli inquirenti

Il procuratore dell’Aquila, Alberto Sgambati, ha sottolineato l’importanza di essere intervenuti prima che la situazione potesse degenerare ulteriormente. Sulla stessa linea il sostituto procuratore Roberta D’Avolio, che ha evidenziato la pericolosità del fenomeno.

Dalla Polizia è arrivato anche un richiamo all’attenzione sul ruolo della rete: il web, è stato ribadito, non rappresenta uno spazio privo di regole, ma un ambiente monitorato dove comportamenti illegali possono essere individuati e perseguiti.

Nessun collegamento con altri episodi recenti

Gli investigatori hanno infine chiarito che, allo stato attuale, non risultano collegamenti con altri fatti avvenuti recentemente a Roma, tra cui l’esplosione che ha causato la morte di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano.

Le indagini proseguono per approfondire ogni aspetto della vicenda e verificare eventuali ulteriori responsabilità.

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