
Andrea Miccio, responsabile della Direzione Finanza di Impresa e Incentivi Banca del Fucino, all'evento "Roma, il futuro si infrastruttura" organizzato da La Capitale
Il sostegno finanziario alle startup e alle piccole e medie imprese innovative di Roma passa attraverso un modello di accesso al credito capace di valorizzare non soltanto i risultati economici delle aziende, ma anche il potenziale dei loro progetti.
È la posizione espressa da Banca del Fucino in occasione di «Roma, il futuro si infrastruttura», l'evento organizzato da La Capitale il 20 ottobre nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, sede della Camera di Commercio di Roma.
A illustrare il ruolo delle infrastrutture finanziarie nello sviluppo del tessuto produttivo della Capitale è stato Andrea Miccio, Responsabile Direzione Finanza di Impresa e Incentivi di Banca del Fucino, intervenuto nel panel «Innovazione per le imprese», dedicato alle condizioni necessarie per favorire la nascita, la crescita e il consolidamento delle attività imprenditoriali romane.
Secondo Miccio, uno dei principali ostacoli alla crescita delle imprese innovative è rappresentato dai criteri di accesso al credito, che rischiano di penalizzare le realtà più giovani e i progetti imprenditoriali con maggiori prospettive di sviluppo, ma privi di una storia finanziaria consolidata.
Una criticità particolarmente significativa per Roma, che dispone di un ecosistema di startup, centri di ricerca, università e imprese tecnologiche, ma deve affrontare la sfida di trasformare questo potenziale in crescita economica stabile.
«Banca del Fucino si propone oggi come una vera e propria infrastruttura di accompagnamento per il tessuto produttivo romano, con un approccio relazionale e di profonda conoscenza del territorio. Roma rappresenta il secondo ecosistema italiano per startup e PMI innovative, ma questo straordinario potenziale di crescita rischia spesso il blocco a causa di criteri di accesso al credito rigidi e standardizzati.
Crediamo che la finanza non sia una semplice commodity, ma il fattore abilitante dello sviluppo: per questo offriamo un modello flessibile, capace di guardare oltre i bilanci storici per valutare il valore reale delle idee, del capitale umano e dei progetti industriali orientati al futuro. In questo scenario, i nostri servizi di accompagnamento alla finanza agevolata e l’offerta di BIAE – Banca Italiana per l'Ambiente e per l'Energia, giovane realtà bancaria a sostegno della transizione ecologica – rappresentano le nostre risposte concrete e sinergiche per scardinare i vincoli del credito ordinario attraverso soluzioni finanziarie evolute.
Le infrastrutture sono la precondizione stessa della crescita e il nostro Gruppo è pronto a fare la propria parte per finanziare la metamorfosi sostenibile e lo sviluppo industriale di Roma Capitale», ha dichiarato Andrea Miccio, Responsabile Direzione Finanza di Impresa e Incentivi di Banca del Fucino.
Tra gli strumenti indicati dalla banca per sostenere gli investimenti delle imprese figurano i servizi di accompagnamento alla finanza agevolata e le soluzioni sviluppate attraverso BIAE, Banca Italiana per l'Ambiente e per l'Energia, istituto appartenente al Gruppo Bancario Igea Banca, di cui Banca del Fucino è capogruppo.
Nata nell'ottobre 2025, BIAE è specializzata nel sostegno finanziario ai progetti legati alla sostenibilità ambientale e alla transizione energetica. La sua attività comprende finanziamenti per investimenti sostenibili e servizi di consulenza rivolti alle imprese, con particolare attenzione alle iniziative nel settore delle energie rinnovabili.
L'obiettivo del modello illustrato da Miccio è affiancare al credito tradizionale strumenti finanziari e competenze specialistiche, in grado di accompagnare le imprese nelle diverse fasi di sviluppo e sostenere gli investimenti necessari alla trasformazione dei processi produttivi.
Un tema che si inserisce nel più ampio quadro degli interventi a sostegno dell'innovazione nel territorio. Tra le iniziative già avviate figurano, ad esempio, i 10 milioni di euro stanziati dalla Camera di Commercio di Roma per la doppia transizione digitale ed ecologica delle imprese.
Il contributo di Banca del Fucino si è inserito nel confronto sulle infrastrutture necessarie a rafforzare la competitività economica di Roma. Al panel «Innovazione per le imprese» hanno partecipato anche Pierluigi Murro, professore di Corporate Finance e direttore del Dipartimento di Accounting and Corporate Finance della LUISS, Alberto Luna, esperto dell'ecosistema dell'innovazione con un'esperienza anche in Talent Garden, e Renato Brunetti, presidente di Unidata.
La discussione ha affrontato il rapporto tra disponibilità di capitali, infrastrutture digitali e capacità del territorio di attrarre investimenti e talenti. Una questione che riguarda anche il consolidamento del sistema produttivo romano, chiamato a trasformare la crescita del numero di imprese in uno sviluppo economico duraturo.
Nel primo trimestre del 2026, secondo i dati Movimprese, Roma ha registrato il miglior saldo imprenditoriale tra le province italiane, con 8.367 nuove iscrizioni e 5.976 cessazioni, per un saldo positivo di 2.391 imprese.
In questo contesto, il tema posto da Banca del Fucino riguarda soprattutto la possibilità di trasformare la vitalità imprenditoriale in investimenti, innovazione e crescita dimensionale delle aziende, attraverso strumenti di finanziamento capaci di rispondere alle esigenze delle diverse realtà produttive.
Una prospettiva nella quale il sistema bancario viene considerato parte integrante delle infrastrutture per lo sviluppo economico della Capitale, accanto alle reti tecnologiche, ai servizi e agli ecosistemi dell'innovazione.
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