
Si è spento stanotte all'età di 58 anni Igor Protti, uno degli attaccanti più iconici, prolifici e amati a cavallo tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila, che a Roma ha lasciato un segno indelebile vincendo la Supercoppa Italiana del 1998 con la maglia della Lazio. Il leggendario bomber, soprannominato lo «Zar» per il carisma e la leadership che mostrava sul rettangolo verde, combatteva da tempo con coraggio contro un tumore al colon.
Ad annunciare la tragica scomparsa è stata la famiglia attraverso un toccante post pubblicato sul profilo Instagram ufficiale dell'ex calciatore. Nello stesso messaggio, i familiari hanno voluto condividere l'ultimo, commovente saluto che Protti ha lasciato come testamento morale per i suoi cari e per il suo immenso pubblico di tifosi:
«Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile trovare parole che possano spiegarlo, l'unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l'affetto e l'amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio».
I familiari hanno inoltre informato che, per chiunque volesse porgere l'ultimo saluto, la salma sarà esposta a partire dalle 15:00 di oggi, venerdì 19 giugno, presso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina, in Via della Rimembranza.
Nato a Rimini – città dove mosse i primi passi calcistici con la squadra locale – Protti ha scritto pagine storiche nel libro del calcio italiano, collezionando ben 699 presenze ufficiali e festeggiando la bellezza di 257 gol. Oltre al trionfo nella Capitale con la Lazio guidata da Sven-Göran Eriksson, nel corso della sua lunga e gloriosa epopea ha indossato le maglie di Virescit Bergamo, Messina, Napoli e Reggiana. Ma è a Bari e soprattutto a Livorno che il suo nome è diventato leggenda, tanto da meritarsi la cittadinanza onoraria in entrambe le città.
Protti è stato l'archetipo del «bomber di provincia», capace di trascinare le proprie squadre a suon di reti e di entrare in una ristrettissima élite statistica. Insieme a Dario Hübner, detiene infatti un primato straordinario e unico nella storia del nostro calcio: è stato l'unico calciatore capace di laurearsi capocannoniere nei tre principali campionati professionistici italiani, ovvero in Serie A, Serie B e Serie C1.
A Livorno ha trascorso ben 9 anni complessivi (inclusi gli ultimi sei della carriera chiusa nel 2005), diventando l'autentica bandiera del club labronico e guidandolo dalle paludi della Serie C1 fino alla storica promozione e permanenza in Serie A. Detiene inoltre un record singolare e agrodolce: nel 1996, con la maglia del Bari, vinse la classifica marcatori della massima serie con 24 reti, diventando l'unico calciatore della storia a riuscirci militando in una squadra che a fine stagione retrocesse.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato un'immediata ondata di commozione in tutto il Paese, unendo club, istituzioni e tifosi di ogni colore.
La Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e il suo presidente Gabriele Gravina hanno espresso profondo dolore in una nota ufficiale emanata proprio da Roma:
«La Figc e il presidente Gabriele Gravina piangono la scomparsa di Igor Protti, ex calciatore e dirigente sportivo morto stanotte all'età di 58 anni. Tra gli attaccanti più forti e prolifici degli anni Novanta, era soprannominato lo 'Zar' per la leadership e il carisma che mostrava in campo. Si è sempre distinto per la capacità di trovare con facilità la via del gol».
Anche i grandi club di Serie A hanno voluto rendere omaggio alla memoria di un grande professionista. Il Milan, attraverso i propri canali social, si è unito al cordoglio stringendosi attorno alla famiglia:
«Il Milan ricorda con affetto Igor Protti, grande attaccante e leale avversario. Tutto il Club si stringe alla famiglia in questo momento di dolore».
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