Roma, 8 ottobre 2026
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Carceri, a Rebibbia dieci detenuti ottengono le certificazioni in cybersicurezza: «Un futuro oltre la pena»

L’iniziativa rientra nel più ampio «Progetto Carceri» — promosso dalla Cyber Security Foundation in sinergia con l'amministrazione penitenziaria e la Camera Penale di Roma

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Carceri, a Rebibbia dieci detenuti ottengono le certificazioni in cybersicurezza: «Un futuro oltre la pena»

Dieci detenuti di Rebibbia hanno completato con successo un percorso di alta formazione, superando le prove finali e ottenendo altrettante certificazioni internazionali nel settore della cybersicurezza, della protezione dei dati e della prevenzione delle minacce digitali. Un traguardo che unisce il riscatto personale al reinserimento lavorativo in uno dei comparti oggi più richiesti dal mercato.

L’iniziativa rientra nel più ampio «Progetto Carceri» — promosso dalla Cyber Security Foundation in sinergia con l'amministrazione penitenziaria e la Camera Penale di Roma — che ha visto il sostegno di importanti aziende partner del settore tecnologico come Fortinet, Telsy (società del Gruppo TIM) e DXC Technology.

Il valore della rieducazione attraverso la tecnologia

«Queste dieci certificazioni rappresentano il risultato di una scelta e di un impegno: quello di persone che hanno deciso di mettersi alla prova, studiare e investire sul proprio futuro», dichiara Marco Gabriele Proietti, presidente e fondatore della Cyber Security Foundation. «Per chi si avvicina alla fine della pena, acquisire competenze professionali significa avere strumenti in più per ricostruire la propria autonomia e collegare la formazione in carcere alle opportunità del mondo del lavoro».

Parole di grande apprezzamento arrivano anche dalla direzione dell'istituto penitenziario romano. «La consegna degli attestati segna un traguardo significativo e conferma l'impegno della struttura nell'offrire percorsi di formazione di alta qualità orientati alle professioni del futuro», spiega la direttrice di Rebibbia, Maria Donata Iannantuono. «Questo percorso rappresenta un esempio concreto di come la pena possa svolgere la sua fondamentale funzione rieducativa, offrendo un'opportunità reale di riscatto».

Il plauso delle istituzioni e della Polizia Postale

All'evento di chiusura ha preso parte anche il direttore della Polizia Postale, Ivano Gabrielli, che ha sottolineato l'importanza della collaborazione interistituzionale: «Iniziative come questa attestano quanto possano fare le istituzioni quando lavorano sinergicamente per restituire alla collettività cittadini capaci di dare il proprio contributo alla pacifica convivenza sociale. Il percorso affrontato dai ragazzi offre un'opportunità di riscatto a chi è riuscito a ottenere competenze utili alla protezione del nostro ecosistema digitale». Gabrielli ha inoltre evidenziato come progetti simili diano piena attuazione ai principi costituzionali, concependo il trattamento penale non solo come afflizione, ma come recupero della piena cittadinanza tramite il lavoro.

Soddisfazione è stata espressa pure dall'avvocato Gaetano Scalise, responsabile del progetto e già presidente della Camera Penale di Roma: «Il carcere deve offrire opportunità concrete di formazione e riscatto. Dare competenze significa restituire prospettive e costruire futuro».

Una prospettiva che guarda al futuro e si espande

Il «Progetto Carceri», che ha una programmazione pluriennale con orizzonte fino alla fine del 2027, non si limita alla didattica in aula: prevede infatti lo sviluppo di strumenti specifici e la predisposizione di una piattaforma di apprendimento digitale interna agli istituti penitenziari per rendere costantemente fruibili i contenuti dei corsi.

Mentre l'esperienza di Rebibbia si inserisce nel filone dedicato agli adulti, il programma della Fondazione prevede un'estensione capillare che tocca anche gli istituti penali per minorenni — con attività già avviate all'Aquila e in fase di ampliamento a Palermo, Napoli e Milano — con l'obiettivo comune di trasformare le competenze digitali in una solida chiave di volta per la crescita personale e professionale.

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