Roma, 21 maggio 2026
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Castelverde, dopo oltre dieci anni si accende l’illuminazione pubblica

Segnalini: «Restituiamo al quartiere un servizio essenziale rimasto bloccato troppo a lungo»

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 3'
Castelverde, dopo oltre dieci anni si accende l’illuminazione pubblica

Sono stati riattivati e convertiti a led 48 punti luce e installate 65 nuove lampade nelle aree attorno al polo sociale e sportivo di via Civitella Casanova e nei parcheggi di via Montepagano e via Corvara, nel quartiere Castelverde, Municipio VI. Dopo oltre dieci anni, torna così in funzione l’illuminazione pubblica in una zona dove le infrastrutture erano state realizzate nel 2014 ma mai entrate in esercizio. L’inaugurazione si è svolta mercoledì 20 maggio alla presenza dell’assessora ai Lavori Pubblici e alle Infrastrutture di Roma Capitale, Ornella Segnalini, dell’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, della presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli e dell’amministratore delegato di Areti Raffaele De Marco.

Un intervento da oltre 80 mila euro

L’opera è stata realizzata da Acea Areti Illuminazione Pubblica e finanziata dal Dipartimento Lavori Pubblici e Infrastrutture di Roma Capitale con un investimento complessivo superiore agli 80 mila euro. Nel dettaglio, sono stati riattivati 37 punti luce e 51 lampade in via Montepagano e altri 11 punti luce con 14 lampade in via Civitella Casanova, tutti convertiti con tecnologia led di ultima generazione.

Il nodo delle opere incompiute

L’intervento rappresenta uno dei primi risultati del nuovo modello operativo messo a punto dal Campidoglio per sbloccare le opere di illuminazione pubblica mai entrate in funzione nei quartieri sorti attraverso i programmi di recupero urbanistico. Tra il 2000 e il 2016, infatti, numerosi impianti realizzati dalle A.C.R.U. — le Associazioni Consortili di Recupero Urbano — erano rimasti inutilizzati a causa di collaudi incompleti, mancate acquisizioni o passaggi amministrativi mai conclusi. Il lavoro è stato portato avanti in coordinamento tra Dipartimento Attuazione Urbanistica, Dipartimento Lavori Pubblici e Infrastrutture, Dipartimento Patrimonio e Acea Areti.

Segnalini: «Trasformiamo opere incompiute in servizi reali»

«Restituiamo al quartiere un’infrastruttura realizzata oltre dieci anni fa e mai entrata in funzione – ha dichiarato l’assessora Ornella Segnalini –. È un lavoro concreto di recupero e rimessa in esercizio di opere esistenti che dà ai cittadini un servizio essenziale come l’illuminazione pubblica». Secondo Segnalini, il nuovo metodo operativo adottato dall’amministrazione punta a «superare blocchi amministrativi stratificati negli anni» attraverso il coordinamento tra dipartimenti e gestori dei servizi.

Veloccia: «Ridurre il divario tra centro e periferie»

Per l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, l’accensione degli impianti a Castelverde si inserisce nel più ampio lavoro sulle periferie romane: «In tanti quartieri sorti attraverso i processi di recupero urbanistico esistono infrastrutture realizzate anni fa ma rimaste bloccate tra mancate acquisizioni, collaudi mai conclusi e passaggi amministrativi incompleti». «Riaccendere questi impianti – ha aggiunto – significa ridurre il divario infrastrutturale tra centro e periferie e restituire sicurezza, qualità urbana e diritti a territori che per anni hanno atteso risposte concrete».

Celli: «Più sicurezza e qualità della vita»

Sulla stessa linea anche la presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, che ha parlato di «un grande lavoro di squadra» capace di superare «ritardi burocratici che per troppi anni hanno impedito ai cittadini di usufruire di un servizio essenziale». Per Celli, garantire l’illuminazione pubblica significa «più sicurezza urbana, migliore qualità della vita e maggiore dignità ai territori periferici della città».

Areti: «Un passo avanti per sicurezza e vivibilità»

L’amministratore delegato di Areti, Raffaele De Marco, ha sottolineato come l’intervento rappresenti «un importante passo avanti sul fronte della sicurezza, del decoro e della vivibilità del territorio». L’operazione rientra nel più ampio Piano per le opere pubbliche nelle periferie promosso dal Campidoglio, finanziato con una dotazione iniziale di 100 milioni di euro per il recupero e la rifunzionalizzazione delle infrastrutture esistenti nei quartieri periferici della Capitale.

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