Roma, 5 ottobre 2026
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Il trend del “Chinamaxxing” invade la Cina: a Chenjiagou il taijiquan attira praticanti da tutto il mondo

Nel villaggio dello Henan considerato la culla dell’arte marziale arrivano appassionati da diversi Paesi. Tra loro anche l’italiana Gilda Fongaro. Il taijiquan è patrimonio culturale immateriale UNESCO dal 2020

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 4'
Joseph Dauey, appassionato britannico di taijiquan, pratica l’arte marziale nel villaggio di Chenjiagou, nella contea di Wenxian, il 26 agosto. Foto agenzia Xinhua

Joseph Dauey, appassionato britannico di taijiquan, pratica l’arte marziale nel villaggio di Chenjiagou, nella contea di Wenxian, il 26 agosto. Foto agenzia Xinhua

Dal Regno Unito alla Russia fino all’Italia, appassionati di taijiquan raggiungono Chenjiagou, nella provincia cinese dello Henan, per praticare l’arte marziale nel luogo in cui ha avuto origine.

Un fenomeno che l'agenzia di stampa cinese Xinhua collega alla recente diffusione sui social occidentali del termine “Chinamaxxing”, utilizzato per indicare l’interesse verso alcuni aspetti della cultura e della vita quotidiana cinese.

Tra i praticanti fotografati nel villaggio c’è Gilda Fongaro, italiana, ritratta mentre si allena insieme al marito Yang Kaifan. A Chenjiagou sono arrivati anche il britannico Joseph Dauey e la russa Svetlana Kobiakova, che insegna taijiquan in una scuola locale.

Chenjiagou, dalle origini del taijiquan al turismo culturale

Il legame tra il villaggio e questa disciplina risale alla metà del XVII secolo. Anche l’UNESCO individua nella contea di Wenxian, dove si trova Chenjiagou, il territorio di origine del taijiquan e ne sottolinea il legame con il pensiero taoista e confuciano e con le teorie della medicina tradizionale cinese. Nel 2020 la pratica è stata iscritta nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Svetlana Kobiakova, allenatrice russa di taijiquan, guida gli allievi durante una lezione in una scuola di Chenjiagou, il 19 maggio. Foto agenzia Xinhua

Svetlana Kobiakova, allenatrice russa di taijiquan, guida gli allievi durante una lezione in una scuola di Chenjiagou, il 19 maggio. Foto agenzia Xinhua

Nel tempo Chenjiagou è diventata anche una destinazione per praticanti provenienti dall’estero, con scuole, luoghi dedicati ai maestri della disciplina e strutture rivolte a chi raggiunge il villaggio per studiare il taijiquan. Il fenomeno del turismo legato alle arti marziali nell’area era già stato oggetto di studi prima della recente popolarità social associata al “Chinamaxxing”.

La storia di Svetlana Kobiakova mostra quanto questo rapporto possa diventare stabile: la praticante russa, dopo anni di formazione, è diventata la prima maestra straniera a insegnare nella Chenjiagou Taijiquan School, secondo quanto ricostruito da China Daily nel giugno 2026.

L’italiana Gilda Fongaro pratica taijiquan insieme al marito Yang Kaifan nel villaggio di Chenjiagou, il 25 agosto. Foto agenzia Xinhua

L’italiana Gilda Fongaro pratica taijiquan insieme al marito Yang Kaifan nel villaggio di Chenjiagou, il 25 agosto. Foto agenzia Xinhua

Oggi il taijiquan viene praticato in oltre 180 Paesi e regioni. Nelle immagini diffuse, visitatori da tutto il mondo si allenano nelle scuole e nelle piazze del piccolo centro dello Henan, trasformando Chenjiagou in un punto d’incontro tra la tradizione locale e un pubblico internazionale.

Fonte: agenzia Xinhua

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