
Oggi i legislatori cinesi hanno votato a favore dell'approvazione della Legge sulle risorse idriche rivista, che entrerà in vigore il 22 marzo 2027. Foto agenzia Xinhua
La Cina aggiorna il proprio quadro normativo sulla gestione delle risorse idriche. I legislatori cinesi hanno approvato una revisione della Legge sulle risorse idriche, che entrerà in vigore il 22 marzo 2027. La nuova normativa punta a rafforzare la tutela dell’acqua, promuoverne un utilizzo più efficiente e migliorare il coordinamento nella gestione di fiumi, laghi ed ecosistemi acquatici. Il testo aggiornato è articolato in nove capitoli e disciplina diversi ambiti: dalla pianificazione alla protezione delle risorse idriche, dallo sviluppo al loro utilizzo, passando per il risparmio idrico, la gestione dei corsi d’acqua e la costruzione e manutenzione delle infrastrutture idriche. Sono inoltre definite le responsabilità giuridiche in materia.
Tra i principi fondamentali della riforma figura la priorità attribuita al risparmio idrico. La legge punta a promuovere una distribuzione territoriale più equilibrata delle risorse, attraverso una pianificazione complessiva e un approccio integrato alla loro gestione. Il provvedimento prevede inoltre una maggiore valorizzazione della collaborazione tra intervento pubblico e meccanismi di mercato, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza nell’utilizzo dell’acqua. Particolare attenzione viene riservata al coordinamento tra la gestione delle risorse idriche, la tutela degli ecosistemi acquatici, la qualità degli ambienti d’acqua e la prevenzione dei disastri legati a fenomeni idrici. La normativa sottolinea anche la necessità di affrontare non soltanto le emergenze immediate, ma soprattutto le cause strutturali dei problemi.
La Legge sulle risorse idriche cinese risale al 1988. Da allora è stata sottoposta a una revisione significativa nel 2002 e a successive modifiche nel 2009 e nel 2016. Il quadro normativo disciplina lo sviluppo, l’utilizzo, il risparmio e la protezione delle risorse idriche, oltre alle attività di prevenzione e controllo dei disastri legati all’acqua. La nuova revisione interviene quindi su una materia strategica per un Paese chiamato a gestire risorse distribuite in modo non uniforme sul proprio territorio.
L’aggiornamento legislativo arriva mentre i dati ufficiali indicano progressi nell’efficienza dell’utilizzo dell’acqua. Secondo il ministero cinese delle Risorse idriche, nel 2025 il consumo idrico per ogni 10mila yuan di prodotto interno lordo è diminuito del 4,5 per cento rispetto all’anno precedente. Ancora più marcato il calo registrato nell’industria: il consumo di acqua per ogni 10mila yuan di valore aggiunto industriale è sceso del 7,2 per cento. Le risorse idriche complessive della Cina hanno raggiunto nel 2025 i 2.720 miliardi di metri cubi. Numeri che fanno da sfondo alla nuova strategia normativa, destinata a rafforzare la pianificazione e la gestione di una risorsa centrale per lo sviluppo economico, industriale e ambientale del Paese.
Fonte: agenzia Xinhua
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