Roma, 16 febbraio 2026
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Dopo vent’anni di abbandono riapre a Trastevere l’ex cinema Pasquino: ecco il Pasquino Art Center

L’idea è quella di uno spazio vissuto durante l’intero arco della giornata, non limitato agli eventi serali, integrandosi con la vita del quartiere

di Rosa Chiara ScaglioneULTIMO AGGIORNAMENTO 6 ore fa - TEMPO DI LETTURA 4'
Pasquino Art Center (La Capitale)

Pasquino Art Center (La Capitale)

Dopo oltre vent’anni di chiusura e abbandono, uno dei luoghi storici del cinema romano nel cuore di Trastevere torna a vivere. L’ex Cinema Pasquino, in vicolo del Piede 19, riapre come Pasquino Art Center, un nuovo spazio culturale che integra cinema, musica, arti visive, tecnologia e gastronomia, con l’obiettivo dichiarato di restituire al quartiere una funzione culturale stabile e accessibile.

Lo spazio affonda le sue radici in una lunga storia: nato come Cinema Perla, poi Cinema Fontana e infine Cinema Pasquino, è stato per decenni un punto di riferimento per il pubblico romano e internazionale grazie alla programmazione in lingua originale. Una vocazione che il nuovo progetto intende mantenere e rilanciare. «Il Pasquino era un punto di riferimento per gli stranieri a Roma, per anni l’unico cinema che proiettava film in lingua originale», ricorda il direttore artistico Filippo Gregoretti.

«Questo aspetto internazionale verrà mantenuto e sarà una caratteristica fondante del nuovo centro».

Un luogo pensato per il territorio

Il Pasquino Art Center nasce dal recupero di una struttura rimasta inutilizzata per oltre due decenni. Secondo Gregoretti, il progetto è il risultato della visione di imprenditori che hanno scelto di investire sulla cultura come forma di restituzione urbana: «Hanno voluto creare un centro culturale in un’ottica di dialogo con il territorio», spiega, sottolineando come l’integrazione con la vita quotidiana del quartiere rappresenti uno degli assi portanti del progetto.

L’idea è quella di uno spazio vissuto durante l’intero arco della giornata, non limitato agli eventi serali.

«Vogliamo integrarci con la vita di Trastevere, con i suoi abitanti, e rendere questo luogo una sorta di “capsula di sopravvivenza culturale”»,

afferma Gregoretti, «un posto dove ci si possa incontrare, scambiare idee e crescere insieme».

Programmazione quotidiana e accessibilità

Il centro sarà aperto tutti i giorni, dalla mattina alla sera, con una programmazione continua che comprende proiezioni cinematografiche quotidiane gratuite, incontri, presentazioni di libri, concerti e dibattiti. Le proiezioni, come nella tradizione del Pasquino, saranno in lingua originale e sottotitolate, mentre un sistema dedicato consentirà la traduzione e la sottotitolazione in tempo reale anche delle conferenze.

Grande attenzione è riservata all’accessibilità: la sala è dotata permanentemente di gilet aptici per persone non udenti, oltre a rampa di accesso e servizi igienici accessibili. Un elemento che contribuisce a definire il Pasquino Art Center come spazio inclusivo, pensato per pubblici diversi.

Transmedialità e sperimentazione

La linea culturale del progetto è fortemente orientata alla contaminazione tra linguaggi. «Nel Pasquino tutto si muove in un’ottica di transmedialità», spiega Gregoretti.

«Ogni arte contribuisce a un’unica narrazione: cinema, audiovisivo, arte immersiva, musica e tecnologia dialogano tra loro».

Lo spazio è stato progettato per ospitare performance immersive e sperimentazioni sonore, grazie a un impianto audio realizzato appositamente da Zingali Acoustics e a sistemi di proiezione immersiva di alta qualità.

È prevista anche la possibilità di registrare concerti e produzioni musicali dal vivo, con la nascita di una piccola etichetta discografica dedicata a edizioni limitate.

Gastronomia e sostenibilità

Accanto alle attività artistiche, il Pasquino Art Center integra una proposta gastronomica attiva durante tutta la giornata.

Bar e ristorazione non sono concepiti come servizi accessori, ma come elementi di sostenibilità del progetto e parte dell’esperienza culturale complessiva, contribuendo a rendere lo spazio un luogo di permanenza e socialità.

Un segnale nel dibattito sulle sale storiche

La riapertura del Pasquino Art Center si inserisce in un contesto cittadino segnato dalla chiusura di numerose sale cinematografiche storiche e dal dibattito sulla loro riconversione.

In questo quadro, il recupero dell’ex Cinema Pasquino rappresenta un esempio di rigenerazione culturale che punta a mantenere viva la funzione originaria del luogo, adattandola a forme contemporanee di produzione e fruizione culturale.

«Il Pasquino vuole essere un posto di resistenza culturale e artistica nel centro di Roma», osserva Gregoretti, «un luogo che restituisca al quartiere e alla città qualcosa che rischia di scomparire».
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