Roma, 31 marzo 2026
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Da New York al Pigneto, il viaggio di Luce nei quartieri di Roma tra memoria e trasformazione: «Another Home», la prima miniserie del V municipio

I sette episodi, presentati in anteprima allo spazio Diamante, sono disponibili in streaming ogni lunedì fino all'11 maggio. Caliste: «Parteciperemo al festival dei cortometraggi di New York»

di Titty Santoriello IndianoULTIMO AGGIORNAMENTO 10 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Da New York al Pigneto, il viaggio di Luce nei quartieri di Roma tra memoria e trasformazione: «Another Home», la prima miniserie del V municipio

Luce é una fotoreporter italo-americana appena arrivata a Roma. Quando a villa Gordiani incontra il signor Pietro, insieme al cagnolino Maciste, la ragazza inizia un viaggio alla ricerca delle sue radici tra i ricordi di suo nonno che nel dopoguerra aveva raggiunto l’America in cerca di fortuna e una città che nel frattempo si è trasformata. E’ un percorso dalla memoria al presente che guarda il futuro «Another Home», la miniserie - promossa dal V municipio e finanziata dalla regione Lazio - presentata in anteprima lunedì 30 marzo allo Spazio Diamante.

Dalla basilica Neopitagorica di Porta Maggiore al murale dedicato a Sergio Leone

Guardando la città con la lente della sua macchina fotografica analogica - un dispositivo che richiama il passato - Luce si ritrova lontana dal centro storico alla scoperta di una città diversa da quella dei consueti itinerari turistici. Il Mausoleo di Sant’Elena in via Casilina, la basilica Neopitagorica di Porta Maggiore, i ristoranti etnici a Tor Pignattara, il murale dedicato a Sergio Leone a Tor de Schiavi, la pietra di inciampo al Quadraro e il ricordo dei partigiani: «Bombe e rastrellamenti ma qui si resisteva», dice Pietro.

Il viaggio nei quartieri

I sette episodi della miniserie - disponibili in streaming ogni lunedì fino all’11 maggio - attraversano i quartieri del municipio, in un territorio che, solo qualche decennio fa, era considerato la periferia est di Roma ma che oggi si esprime con la vivacità del Pigneto e Centocelle e continua ad essere in fase di trasformazione: la metropolitana ha già accorciato le distanze mentre sono in corso i lavori per la stazione ferroviaria del Pigneto e per la Tranvia Termini - Tor Vergata.

Vincenzo Giordano, regista e sceneggiatore

«Dialogo tra i quartieri del Municipio V con la Brooklyn contemporanea»

«Credo che Another Home racconti la trasformazione in una dimensione molto umana, profondamente legata al personaggio di Luce», spiega il regista e sceneggiatore Vincenzo Giordano che ha voluto dare un taglio internazionale alla storia mettendo «in dialogo i quartieri del Municipio V di Roma con la Brooklyn contemporanea». Un’idea di Carmen Bagalà, producer di Calamazù e della miniserie.

«E’ stata lei - racconta Giordano - dopo un viaggio a New York di un paio d’anni fa, a notare quanto il luogo in cui viviamo abbia un respiro molto simile a quello di Brooklyn: un quartiere vivo, in continuo cambiamento, mai uguale a se stesso. Abbiamo, quindi, pensato insieme che tutto ciò che riguarda il nostro municipio debba necessariamente passare attraverso una dimensione internazionale: una città che, pur essendo diversa da New York, contiene al suo interno così tante anime da non avere nulla da invidiarle».

L'attrice Mia Russell interpreta Luce in «Another Home»

«Questa è anche la storia di tanti italiani che sono emigrati all’estero»

Così, tra un’amatriciana e un piatto indiano, Luce - interpretata da Mia Russell - percorre il viaggio accanto al nostalgico Pietro - l'attore Michele Gammino - che ancora piange la «sua» Teresina. L’accento americano di lei e quello romano di lui si armonizzano in una complicità sempre più calda episodio dopo episodio fino alle emozioni del finale.

«Se dovessi indicare, senza fare spoiler, un momento che mi ha emozionato particolarmente, è proprio il finale che in un gesto semplice racchiude la storia di una ragazza tornata in Italia sulle orme del nonno», commenta il presidente del V municipio Mauro Caliste.

«Forse questa è anche la storia di tanti italiani che sono emigrati all’estero, in questo caso negli Stati Uniti, e che, dopo molti anni, ritornano e ritrovano qualcosa che non è più come prima, ma che continua a vivere nel loro cuore: l’amore per il proprio territorio», prosegue il presidente che poi annuncia: «Parteciperemo con questa miniserie al festival dei cortometraggi di New York e speriamo di vincere!».


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