Roma, 23 agosto 2026
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Dieci anni dal sisma del Centro Italia, la ricostruzione è ancora a metà. Castelli: «Molto resta da fare»

Il 24 agosto 2016 la scossa delle 3:36 devastò Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, dando inizio alla sequenza che coinvolse 138 comuni in quattro regioni. Alla vigilia del decennale Meloni rivendica l'accelerazione degli ultimi anni

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 4'
Amatrice dopo il terremoto del 2016 (Foto: Buffy1982 Getty Images/Canva.com)

Amatrice dopo il terremoto del 2016 (Foto: Buffy1982 Getty Images/Canva.com)

Dieci anni dopo, la ricostruzione non è ancora terminata. Alle 3:36 del 24 agosto 2016 una scossa di magnitudo 6 colpì il Centro Italia, devastando in particolare Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. Le vittime furono 299 e quella notte segnò l'inizio di una sequenza sismica che nei mesi successivi avrebbe interessato un'area di circa 8mila chilometri quadrati tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, coinvolgendo complessivamente 138 comuni.

Alla vigilia del decimo anniversario, mentre ad Amatrice si preparano le commemorazioni del 24 agosto, il bilancio della ricostruzione mostra insieme l'accelerazione registrata negli ultimi anni e la distanza che ancora separa molti territori dal completamento dei lavori.

«Siamo a metà del lavoro e stiamo procedendo spediti», sintetizza il commissario straordinario Guido Castelli, assumendo come riferimento la ricostruzione del Friuli dopo il terremoto del 1976, conclusa nell'arco di circa 19 anni.

Quasi 15mila cantieri privati conclusi

Il dato più avanzato riguarda la ricostruzione privata. Al 31 maggio 2026 sono state presentate 36.149 richieste di contributo, per un valore complessivo di 17,82 miliardi di euro.

I contributi concessi hanno raggiunto 12,59 miliardi, mentre le liquidazioni effettuate attraverso Cassa depositi e prestiti hanno superato gli 8 miliardi di euro. Di queste somme, il 69 per cento è stato erogato dal 2023 a oggi e quasi 2 miliardi soltanto negli ultimi dodici mesi.

I cantieri privati autorizzati sono 23.361. Quelli conclusi sono 14.968, pari a poco più del 64 per cento degli interventi avviati, mentre 8.393 risultavano ancora in corso nell'ultimo rapporto della struttura commissariale.

Anche il numero delle famiglie ancora assistite continua a diminuire: i nuclei interessati dalle diverse forme di sostegno abitativo sono scesi a 8.759, quasi il 40 per cento in meno rispetto al 2022.

Ricostruzione pubblica, 3.667 interventi per quasi 4,9 miliardi

Più complesso resta il quadro della ricostruzione pubblica. Sono programmati 3.667 interventi, per un valore superiore a 4,85 miliardi di euro, tra scuole, municipi, infrastrutture, strutture sanitarie e altri edifici pubblici.

Il rapporto 2026 della struttura commissariale indica che le opere concluse e quelle con lavori in corso rappresentano circa il 40 per cento della programmazione e che soltanto il 2,5 per cento degli interventi risulta ancora formalmente non avviato. La struttura considera infatti «sbloccate e avviate» anche opere che hanno superato le precedenti fasi amministrative pur non essendo ancora entrate materialmente in cantiere.

È proprio su questa distinzione che emerge un quadro meno avanzato nell'analisi pubblicata da ActionAid pochi giorni prima del decennale. Utilizzando dati aggiornati al 30 aprile 2026 e distinguendo l'iter amministrativo dall'inizio materiale dei lavori, l'organizzazione calcola che il 66,3 per cento delle opere pubbliche si trovi ancora nelle fasi precedenti all'apertura del cantiere, mentre il 33,6 per cento è arrivato alla fase esecutiva o conclusiva. Nel Lazio la quota ancora precedente al cantiere sale al 69,7 per cento.

I due dati utilizzano quindi criteri differenti: «avvio» dell'iter dell'intervento nel primo caso, apertura effettiva del cantiere nel secondo.

Ad Amatrice 247 case ricostruite

Il simbolo della ricostruzione rimane Amatrice, il centro che pagò il prezzo più alto della scossa del 24 agosto.

Secondo l'ultimo aggiornamento della struttura commissariale, nel comune sono state presentate e accettate 1.510 domande per la ricostruzione privata, mentre gli aggregati costituiti sono 540.

Le abitazioni già ricostruite e nuovamente agibili sono 247. I contributi concessi ammontano a 679,5 milioni di euro, a fronte di richieste complessive per circa 1,1 miliardi.

Sul fronte pubblico sono indicati 20 interventi tra progettazione, affidamento e lavori. Tra le opere principali c'è il nuovo ospedale, dove l'involucro esterno è stato completato e proseguono impianti e finiture, mentre per il municipio la conclusione è prevista entro la fine del 2026.

È stato inoltre riaperto Corso Umberto I, passaggio necessario per proseguire la ricostruzione della parte settentrionale del centro storico. Restano aperti cantieri e interventi anche nelle 69 frazioni del territorio comunale.

Meloni: «Molto è stato fatto, altrettanto resta da fare»

Alla vigilia del decennale, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato l'accelerazione impressa alla ricostruzione negli ultimi anni.

Nella prefazione al volume Le pietre della rinascita, presentato al Meeting di Rimini, Meloni parla di un «cambio di passo» dopo quelli che definisce «troppi rinvii e false partenze», ma riconosce che il percorso non è concluso: «Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare».

La premier sarà ad Amatrice il 24 agosto per le commemorazioni del decimo anniversario, per la prima volta da presidente del Consiglio.

Anche il sindaco Giorgio Cortellesi parla di un'accelerazione arrivata negli ultimi tre anni e considera la presenza della presidente del Consiglio un segnale di attenzione verso il territorio.

Dal Vaticano è arrivato invece il ricordo di Papa Leone XIV. Al termine dell'Angelus del 23 agosto il Pontefice ha ricordato le vittime, le loro famiglie e tutte le comunità coinvolte, auspicando che «la fede e la solidarietà continuino a sostenere l'opera di ricostruzione».

La scuola Marchionne e i simboli della ripartenza

Tra le opere diventate simbolo della fase successiva al terremoto c'è anche il polo scolastico di Amatrice oggi intitolato a Sergio Marchionne.

L'edificio fu progettato dopo il sisma e la sua realizzazione venne sostenuta anche attraverso iniziative private legate alla raccolta fondi promossa da Ferrari. Gli atti della struttura commissariale indicano per l'intervento un quadro economico complessivo di circa 11,6 milioni di euro.

Castelli ha annunciato che proprio nella scuola di Amatrice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrebbe inaugurare il 21 settembre l'anno scolastico 2026/2027.

Dieci anni dopo la notte delle 3:36, il passaggio dall'emergenza alla ricostruzione è dunque avanzato, ma non concluso. Case e imprese hanno recuperato terreno più rapidamente, mentre per una parte rilevante delle opere pubbliche la sfida rimane trasformare procedure e finanziamenti in cantieri terminati e servizi nuovamente disponibili per chi ha scelto di restare nell'Appennino centrale.

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