Roma, 4 febbraio 2026
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Duplice omicidio Villa Pamphili, al via il processo: Kaufmann in aula con atteggiamenti «sconnessi». La difesa chiede la perizia psichiatrica

I dubbi riguardano la capacità dell’imputato di affrontare il giudizio

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 1 giorni fa - TEMPO DI LETTURA 2'

Si è aperto oggi davanti alla Prima Corte d’Assise di Roma il processo a carico di Francis Kaufmann, cittadino statunitense di 47 anni, accusato del duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, di appena 14 mesi, trovate senza vita lo scorso 7 giugno nel parco di Villa Pamphili, nel quartiere Monteverde.

All’apertura dell’udienza, la difesa ha sollevato la questione della capacità processuale dell’imputato. L’avvocato Paolo Foti ha chiesto ai giudici di disporre una perizia psichiatrica, sostenendo che Kaufmann non sarebbe attualmente in grado di sostenere un processo.

Villa Pamphili, la versione della difesa

Secondo il legale, le condizioni mentali dell’uomo sarebbero incompatibili con la piena partecipazione al giudizio. Una tesi contestata dalla Procura di Roma, che si è opposta alla richiesta, rimettendo la decisione alla Corte. I giudici si pronunceranno nella prossima udienza, fissata per il 9 febbraio.

Kaufmann, noto anche con l’alias Rexal Ford, è comparso in aula a piazzale Clodio con atteggiamenti definiti sconnessi. Seduto accanto al suo avvocato, avrebbe pronunciato frasi deliranti, sostenendo la propria innocenza e accusando alcuni testimoni di far parte della mafia. In più momenti si sarebbe messo a piangere, elementi che la difesa ritiene indicativi di un peggioramento delle sue condizioni psichiche, già riscontrato durante la detenzione nel carcere di Rebibbia.

«Non ritengo che il mio assistito sia oggi in grado di stare in giudizio», ha ribadito Foti, spiegando che la richiesta nasce dall’osservazione diretta del comportamento dell’imputato. L’eventuale accoglimento della perizia potrebbe comportare una sospensione del procedimento per almeno sei mesi.

Nel processo sono state ammesse tutte le parti civili, inclusi i familiari delle vittime e diverse associazioni che si occupano di tutela delle donne e dei minori, tra cui Telefono Rosa e Differenza Donna. Proprio quest’ultima, già nei mesi scorsi, aveva presentato un esposto sui presunti mancati controlli nelle settimane precedenti al delitto.

Il ruolo delle associazioni

La Procura ha aperto un fascicolo, al momento senza indagati, per verificare eventuali omissioni da parte delle forze dell’ordine. Secondo quanto emerso, Kaufmann sarebbe stato fermato più volte insieme alla donna e alla bambina in condizioni di forte degrado e sotto l’effetto dell’alcol. Una situazione che, secondo le associazioni, avrebbe richiesto un intervento immediato a tutela della minore.

Il 9 febbraio verranno ascoltati i medici legali e la polizia scientifica. In quella data la Corte dovrà anche decidere se disporre la perizia psichiatrica, un passaggio che potrebbe incidere in modo significativo sui tempi e sull’andamento di uno dei processi più delicati e seguiti degli ultimi mesi nella capitale.

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