
Il Lazio cresce più della media nazionale, sostenuto soprattutto da export, turismo e servizi. Dopo un aumento del Pil del 2% nel 2025, contro lo 0,5% registrato a livello italiano, per il 2026 le stime Svimez indicano per la regione una crescita compresa tra lo 0,6 e l’1,2%, a fronte di una previsione nazionale tra lo 0,5 e lo 0,7%.
Numeri accolti positivamente dalla Regione Lazio. Il presidente Francesco Rocca parla di «un primato che premia il lavoro di un'intera regione», mentre l'assessore al Bilancio, alla Programmazione economica e all'Agricoltura Giancarlo Righini sottolinea i risultati raggiunti sul fronte delle esportazioni e dell'occupazione.
Uno dei dati più significativi riguarda le esportazioni. Nel 2025 l'export del Lazio è cresciuto del 9,6%, quasi tre volte il +3,3% registrato a livello nazionale. A trainare il risultato sono in particolare il settore farmaceutico e i servizi avanzati e innovativi, insieme a comparti come digitale, aerospazio, telecomunicazioni e sicurezza.
«È la dimostrazione della forza e della competitività del nostro sistema produttivo», ha commentato Righini, indicando tra i comparti strategici anche l'agroalimentare.
L'assessore ha sottolineato la necessità di proseguire con gli investimenti sull'innovazione e sulla capacità delle imprese di competere sui mercati internazionali, con un'attenzione specifica alle produzioni agricole e alimentari del Lazio.
A sostenere l'economia regionale c'è anche il turismo. Nel primo semestre del 2026 gli arrivi nel Lazio hanno sfiorato gli 11 milioni, con un aumento del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i pernottamenti sono stati circa 25 milioni. L'impatto economico del comparto viene stimato in oltre 15 miliardi di euro.
Sul risultato pesa anche l'eredità degli investimenti realizzati per il Giubileo del 2025 e con le risorse del Pnrr, che hanno interessato in particolare Roma e le sue infrastrutture.
«I numeri restituiscono con chiarezza la forza di questa crescita», ha dichiarato Rocca. «Il mio ringraziamento va agli imprenditori, ai lavoratori e a tutto il tessuto produttivo, economico e sociale del Lazio: una realtà dinamica, innovativa, capace di competere sui mercati internazionali e di generare sviluppo e occupazione».
Segnali positivi arrivano anche dal mercato del lavoro. I dati riportati dal Corriere della Sera indicano per il Lazio un tasso di occupazione del 64,2% e un tasso di disoccupazione del 5,5%, entrambi migliori rispetto alla media nazionale.
«Sono numeri che ci incoraggiano, pur nella consapevolezza che occorre continuare a intervenire per consolidare questa tendenza e renderla strutturale», ha spiegato Righini.
Per l'assessore regionale l'obiettivo è creare le condizioni per favorire nuovi investimenti, sostenere l'innovazione e rafforzare le filiere produttive strategiche.
Secondo Rocca, la priorità adesso è trasformare i risultati economici in una crescita duratura. «Questi dati ci dicono che il Lazio è tornato a correre e che la strada intrapresa è quella giusta. Ora dobbiamo consolidare questo primato e trasformare sempre di più la crescita in investimenti duraturi, buona occupazione e nuove opportunità per tutti i territori della nostra Regione».
Tra le questioni ancora aperte resta la situazione del comparto automotive di Cassino, dove la crisi dello stabilimento Stellantis rappresenta uno dei principali elementi di incertezza per l'economia del basso Lazio. Secondo i dati riportati dal Corriere, la produzione è scesa sotto le 20mila vetture, il livello più basso degli ultimi cinquant'anni.
Guardando ai prossimi anni, tra gli strumenti indicati per sostenere la competitività regionale ci sono la piena attivazione della Zona logistica semplificata, l'aggiornamento del Piano industriale regionale e gli investimenti in infrastrutture, ricerca e innovazione.
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