
Galleria Alberto Sordi, una giornata dedicata all'educazione alle relazioni e alla prevenzione della violenza
Una piazza aperta al confronto su rispetto, parità, benessere psicologico ed educazione alle relazioni. È questo il significato della tappa romana di «Close the Gap», la campagna promossa da Coop che per la prima volta è arrivata in uno spazio pubblico della Capitale, e ha trasformato Galleria Alberto Sordi in un luogo di incontro tra istituzioni, associazioni, mondo accademico e società civile.
L'iniziativa, intitolata «Una piazza per parlare di educazione alle relazioni», ha riunito alcune delle realtà che negli ultimi anni hanno collaborato con Coop sui temi dell'inclusione e della parità di genere. Tra i protagonisti della giornata Elisabetta Camussi dell'Università Milano Bicocca, Gino Cecchettin, presidente della Fondazione Giulia Cecchettin, Lorenzo Cirino di Scomodo, Celeste Costantino della Fondazione Una Nessuna Centomila, Elisa Ercoli, presidente di Differenza Donna, Barbara Leda Kenny della Casa Internazionale delle Donne, Gabriele Piazzoni, vicepresidente di Arcigay, Luisa Rizzitelli dell'Assist Associazione Nazionale Atlete e Linda Laura Sabbadini, statistica e studiosa dei cambiamenti sociali.
Ad aprire l'evento sono stati Monica Lucarelli, assessora capitolina alle Attività Produttive, alle Pari Opportunità e all'Attrazione degli Investimenti, e Maura Latini, presidente di Coop Italia, insieme a Simonetta Radi, presidente di Unicoop Etruria.
«Portare Close the Gap nel cuore di Roma, in uno spazio aperto e attraversato ogni giorno da migliaia di persone come la Galleria Alberto Sordi, significa affermare che il tema delle relazioni, del rispetto e della parità riguarda tutta la società»
ha dichiarato Lucarelli.
«La violenza e le discriminazioni non nascono all'improvviso: affondano le radici in stereotipi e modelli culturali che dobbiamo avere il coraggio di mettere in discussione»
ha aggiunto l'assessora, che ha sottolineato così la necessità di costruire alleanze tra istituzioni, imprese, scuole e associazioni.
La mattinata si è aperta con l'intervento di Enrico Galiano, scrittore, insegnante e comunicatore sociale, che ha proposto un estratto della sua lezione-spettacolo dedicata all'educazione alle relazioni.
Ha approfondito poi il tema delle discriminazioni e dei comportamenti che spesso si manifestano in forme meno visibili ma altrettanto profonde.
Nel suo intervento, Maura Latini ha ripercorso il cammino della campagna avviata cinque anni fa e il lavoro costruito insieme a decine di organizzazioni impegnate nella promozione dei diritti e dell'inclusione.
«Ci piace pensare a questa mattina come a un momento collettivo di condivisione di un percorso che per Coop parte da lontano»
ha affermato la presidente di Coop Italia.
Latini ha ricordato il sostegno delle cooperative ai centri che accolgono donne vittime di violenza e i percorsi di inserimento lavorativo promossi negli anni, rilanciando allo stesso tempo il tema dell'educazione.
«Torniamo con forza ad affermare - ha spiegato - la necessità non più rinviabile di una educazione alle relazioni che sia obbligatoria nelle scuole dove si formano le giovani generazioni».
Tra le realtà presenti all'evento anche Diritto a Stare Bene, la campagna promossa dall'associazione Pubblica che nelle scorse settimane ha depositato in Senato una proposta di legge di iniziativa popolare per il rafforzamento dei servizi psicologici pubblici.
In occasione della giornata romana è stato presentato «Pubblica la tua storia», un progetto che invita cittadini e partecipanti a raccontare esperienze di benessere e disagio attraverso un questionario composto da 24 domande elaborate dalla psicoterapeuta Daniela De Bernardinis.
L'iniziativa rappresenta il primo passo di un percorso itinerante che nei prossimi mesi toccherà diverse città italiane e alcuni punti vendita Coop, con l'obiettivo di raccogliere testimonianze e costruire un archivio di esperienze legate alla salute psicologica e alla qualità delle relazioni.
Francesco Maesano, coordinatore nazionale della campagna, ha collegato il tema dell'educazione alle relazioni alla necessità di rafforzare i servizi territoriali.
«Per realizzare una vera educazione alle relazioni non basta invocare un cambiamento culturale. Serve l’istituzione di una rete pubblica di servizi psicologici territoriali con psicologi gratuiti in scuole, ospedali, luoghi di lavoro, servizi sociali, case di comunità, centri sportivi e carceri»
ha precisato.
«Serve - ha poi aggiunto - un presidio fisso dello psicologo nelle classi: solo così saremo in grado di prevenire dinamiche di violenza e prevaricazione, sessismo, bullismo, abbandono scolastico».
Dalla parità di genere alla salute mentale, dalla prevenzione della violenza all'educazione sentimentale, il filo conduttore della giornata è stato uno: investire sulle relazioni come strumento di crescita sociale.
Un messaggio che Coop ha scelto di portare fuori dai luoghi tradizionali del dibattito e dentro una dei luoghi più celebri della Capitale.
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