Roma, 15 maggio 2026
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Ex Arsenale Pontificio di Porta Portese, cosa prevede il progetto: archivio nel Magazzino del Sale, mostre nelle Corderie e una «piazza delle arti»

Il piano dello studio Insula prevede la rifunzionalizzazione delle tre strutture superstiti dello storico porto papale. Uffici e archivi all'Ex Magazzino del Sale, spazi espositivi nell'Arsenale ad arcate e servizi nelle Corderie. Primi interventi a fine estate

di Anita Armenise - TEMPO DI LETTURA 2'
Ex Arsenale Pontificio di Porta Portese, cosa prevede il progetto: archivio nel Magazzino del Sale, mostre nelle Corderie e una «piazza delle arti»

Un polo di cultura, arte e mostre. Il futuro dell'Ex Arsenale Pontificio sembra tracciato. Il complesso settecentesco che si trova a ridosso del Tevere all'altezza di Porta Portese sta per diventare la nuova casa della Fondazione La Quadriennale di Roma.

«Vediamo la fine del tunnel dopo una conferenza ambientale durata 5 anni e ben 5 conferenze dei servizi. Ora sono stati superati i limiti, soprattutto urbanistici, che bloccavano tutto», fanno sapere dalla sovrintendenza.

Il piano di restauro e valorizzazione porta la firma dello studio di architettura Insula, il cui progetto era già stato presentato in passato e che diventerà realtà, basandosi su un primo accordo quadro siglato nel 2014 e sul successivo protocollo del 2018 tra il MiBACT e la Fondazione La Quadriennale.

Il complesso, composto oggi da tre strutture principali sopravvissute alle demolizioni avvenute negli anni, verrà interamente riqualificato. I rendering dello studio Insula mostrano una trasformazione radicale ma rispettosa degli spazi.

Render del progetto

La ripartizione delle superfici destinerà l'Ex Magazzino del Sale a sede direzionale della Fondazione, l'archivio storico e la relativa sala di consultazione.

Il corpo di fabbrica delle Corderie, caratterizzato dallo sviluppo longitudinale, verrà adibito a funzioni di accoglienza e supporto, nel concreto ospiterà i servizi di caffetteria, il bookshop e gli uffici amministrativi.

Il nucleo centrale dell'Arsenale, che si riconosce per la struttura ad arcate, fungerà da area espositiva principale. Al fine di ottimizzare lo spazio interno e consentire la fruizione di opere d'arte di grandi dimensioni, l'intervento prevede una struttura soppalcata, per preservare l'impatto visivo delle navate.

L'area esterna che lo circonda diventerà invece uno spazio pubblico pedonale. Apparirà come una piazza aperta verso il Tevere.

Ad oggi il Ministero ha stanziato i 7 milioni di euro necessari all'apertura del cantiere. La tempistica tecnica richiederà una fase stimata in almeno due anni prima dell'effettivo avvio dei lavori di restauro. Una prima fase di interventi preliminari sul sito è comunque prevista per la fine della stagione estiva corrente.

Le prospettive per le giovani generazioni e la socialità del quadrante

Sulle finalità sociali e culturali dell'intervento si è espresso il consigliere comunale Lorenzo Marinone, evidenziando il valore dell'area per il tessuto urbano: «Diventerà il luogo di aggregazione di tutti i giovani della città, è tutto il quadrante sud-ovest della città. In accordo con la Quadriennale, in accordo con il Ministero, i tempi stanno finalmente accelerando dopo qualche intoppo burocratico».

Il profilo storico del complesso pontificio

L'edificio nasce come porto militare dello Stato Pontificio per volontà di Papa Callisto III. La struttura ha mantenuto negli anni una funzione strategica nei secoli successivi, ospitando anche la flotta che partecipò alla battaglia di Lepanto nel 1571.

Sebbene la tradizione locale ne attribuisca la paternità a Gian Lorenzo Bernini, non sussistono evidenze documentali o d'archivio a conferma di tale tesi. La dismissione del sito avvenne alla fine dell'Ottocento, in concomitanza con l'edificazione dei muraglioni del Tevere che isolarono il complesso dal corso d'acqua.

I successivi tentativi di riconversione non hanno trovato attuazione per diversi decenni, traducendosi in una serie di mozioni programmatiche prive di seguito, tra cui l'ipotesi di trasferimento dell'armeria Odescalchi o l'istituzione della Fondazione Zeffirelli. Lo stato di abbandono ha generato nel 2016 iniziative di protesta e occupazioni studentesche, che hanno preceduto il parziale stanziamento di fondi ministeriali per il consolidamento strutturale nel 2018.

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