Roma, 2 ottobre 2026
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Festival Popolare Italiano, cinque concerti al Museo degli Strumenti Musicali tra Sud e Mediterraneo

Dal 10 ottobre al 5 dicembre torna a Roma la rassegna diretta da Stefano Saletti: in programma Malutempu, Bronagh Slevin, Maria Mazzotta, Banda del Sud e il progetto sull’arpa pastorale viggianese

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 3'
Giuliana De Donno e Gabriella Aiello. Festival Popolare Italiano

Giuliana De Donno e Gabriella Aiello. Festival Popolare Italiano

Cinque concerti tra tradizioni del Sud Italia, sonorità mediterranee e ricerca contemporanea. Torna a Roma il Festival Popolare Italiano, arrivato alla tredicesima edizione e ospitato dal Museo Nazionale degli Strumenti Musicali nell’ambito della rassegna “Mondi Sonori”.

Il programma, diretto da Stefano Saletti, si apre sabato 10 ottobre e prosegue fino al 5 dicembre, con tutti gli appuntamenti fissati alle 17.30.

Si parte con Malutempu

Ad aprire il festival sarà Malutempu, progetto ideato dal polistrumentista e compositore Antonio Olivo.

Il concerto intreccia tradizione orale calabrese, sonorità mediterranee e ricerca contemporanea, attraversando i lavori “Mala Tempora Currunt” e “Farchinoria”.

Sul palco, oltre a Olivo, ci saranno Domenico Ierardi alla fisarmonica, Giovanni Squillacioti alle percussioni, Antonio Petitto al basso e contrabbasso, Francesco Denaro alla lira calabrese e cretese e Marzia Ruggieri alla voce.

Dal folk irlandese alla musica salentina

Il 17 ottobre sarà la volta di Bronagh Slevin, cantautrice e musicista irlandese che vive tra Irlanda e Sicilia. Con il progetto “Rewilding” porta sul palco un repertorio che mette in relazione le radici irlandesi con le sonorità mediterranee.

Il 7 novembre toccherà invece a Maria Mazzotta, accompagnata alla fisarmonica da Antonino De Luca, con “Amoreamaro”, concerto dedicato ai diversi volti dell’amore raccontati da una prospettiva femminile, tra stornelli, tradizione salentina e richiami balcanici.

La Banda del Sud e l’arpa viggianese

Il 14 novembre la Banda del Sud presenterà “Tracce Mediterranee”, progetto nato nell’ambito del Festival Ethnos e costruito attorno a canti di lavoro, invocazioni rituali, danze e nuove composizioni.

A chiudere il Festival, il 5 dicembre, saranno Giuliana De Donno e Gabriella Aiello con “Arpicedda. L’arpa pastorale viggianese”, dedicato alla storia dei musicisti girovaghi della Basilicata e alla tradizione dell’arpa portativa di Viggiano.

Il concerto ricostruirà repertori popolari e colti legati a questa tradizione, tra tarantelle, pastorali, quadriglie, valzer, serenate e arie d’opera.

Un festival nato al Baobab

Il Festival Popolare Italiano è nato nel 2015 nel centro di accoglienza Baobab di Roma. Negli anni successivi è stato ospitato dal Teatro Villa Pamphilj e dal Teatro Verde, prima di approdare nel 2023 al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali.

La rassegna fa parte della Rete Italiana della World Music ed è realizzata quest’anno con il contributo di Puglia Sounds e Nuovo Imaie.

Il Festival rientra nel programma di “Mondi Sonori”, la rassegna in corso al Museo dal 12 settembre al 19 dicembre 2026, promossa nell’ambito delle attività dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma.

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