
Un sit-in di Ultima Generazione a Roma
Il Tribunale di Roma ha assolto sette attiviste e attivisti di Ultima Generazione accusati di violazione del Foglio di via obbligatorio per il blocco stradale avvenuto il 16 dicembre 2021 sul Grande raccordo anulare, all’altezza di via Salaria.
La sentenza, pronunciata lo scorso 28 aprile, stabilisce che «il fatto non sussiste». Si tratta del settimo blocco di grandi arterie romane organizzato in quel periodo dalla campagna «Ultima Generazione - Assemblee cittadine ora!».
Con questa decisione salgono a 72 le assoluzioni legate alle azioni del movimento.
A commentare la decisione è l’avvocato Stefano Pazienza, legale degli imputati e membro della rete Giuristi Democratici, da anni impegnata nella tutela dei diritti civili.
«I Fogli di via emessi dalla questura erano troppo generalisti nella motivazione della pericolosità sociale», spiega il legale. Sottolinea inoltre una prassi contestata «pubblicamente da anni» e più volte portata nelle aule di tribunale.
Tra gli attivisti coinvolti, Peter, esponente del movimento, collega l’assoluzione al significato politico delle proteste: «Cinque anni fa chiedevamo al Ministero della Transizione Ecologica di avviare un’assemblea cittadina sulla transizione verso le energie rinnovabili, ma - puntualizza - quella richiesta non fu ascoltata».
«Ci siamo esposti personalmente ad azioni di disobbedienza civile nonviolenta, i cui esiti, con assoluzioni che stanno arrivando proprio in questi giorni, - aggiunge - rappresentano per noi un riconoscimento del valore civile del nostro impegno». Evidenziando dunque come oggi «sia fondamentale ridurre la dipendenza dai traffici internazionali di petrolio».
Il tema sollevato dagli attivisti si inserisce in un quadro più ampio. Secondo l’ultimo rapporto di Legambiente, nel 2024 l’Italia ha destinato 48,3 miliardi di euro a sussidi ambientalmente dannosi. Si tratta, secondo gli ambientalisti, di risorse pubbliche impiegate in agevolazioni fiscali e sostegno a settori energivori e inquinanti, che contribuiscono a mantenere il Paese legato alle fonti fossili.
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