
Foto di Camilla Palladino
«Ho deciso di ricandidarmi per altri cinque anni». Roberto Gualtieri ufficializza la sua corsa per un secondo mandato alla guida di Roma e apre la campagna elettorale in vista delle elezioni comunali della primavera 2027. Lo fa dal palco dell’Auditorium della Conciliazione, davanti a una platea gremita e a una rappresentanza ampia delle forze politiche del centrosinistra, comprese quelle che oggi non fanno parte della maggioranza capitolina, come Movimento 5 stelle e Azione. L’appuntamento di sabato 7 novembre, iniziato alle 10, è stato pensato come un momento di confronto con la città sul lavoro svolto durante il mandato e sulle priorità per i prossimi cinque anni. Secondo i dati diffusi alla vigilia, erano circa tremila le persone accreditate. La sala ha raggiunto il tutto esaurito e per consentire anche a chi non era riuscito a entrare di seguire l’iniziativa è stato allestito un maxi schermo a piazza Pia, dove il collegamento è stato affidato a Riccardo Cotumaccio.

Ad accompagnare l’ingresso del sindaco un video con alcune delle principali trasformazioni realizzate durante il mandato: da piazza Pia al palco condiviso con Jovanotti. La chiusura è affidata allo slogan scelto per la campagna, «Roma, avanti tutti». Poi Gualtieri sale sul palco e ripercorre il cambiamento vissuto in questi anni, partendo proprio dalle parole pronunciate quando si era insediato: «Mi tremavano le vene dei polsi». «La città mi ha cambiato, anche nel rapporto con le persone», ha raccontato. «Ho toccato con mano che Roma poteva cambiare e che la città poteva partecipare alla trasformazione». Il risultato di cui si dice più orgoglioso, ha spiegato, è proprio la crescita della fiducia nella possibilità di modificare il volto della Capitale. «Oggi c’è un grande capitale di fiducia. E per questo, l’avevo già detto ma ora lo ripeto ufficialmente, ho deciso di ricandidarmi per altri cinque anni per continuare a cambiare Roma, con al centro le persone».
Uno dei messaggi politici centrali della convention riguarda la costruzione della coalizione che sosterrà la ricandidatura. Gualtieri ha ringraziato la squadra del Campidoglio, gli assessori e i consiglieri, ricordando che il lavoro amministrativo non è stato portato avanti soltanto dal sindaco: «Il sindaco non lo faccio da solo». Un ringraziamento è andato al Partito democratico, a Demos, Sinistra civica ecologista, Alleanza verdi e sinistra, ai socialisti e alle liste civiche, a partire da quella guidata dall’assessore Alessandro Onorato, da cui è nata l’esperienza di Progetto Civico Italia. Il primo cittadino ha citato anche Italia viva e Più uno, il movimento fondato da Ernesto Maria Ruffini, oltre alle associazioni e ai comitati cittadini. Un passaggio specifico è stato dedicato al Movimento 5 stelle e ad Azione, con i quali negli ultimi anni si è aperto un confronto su diversi temi amministrativi. «Ringrazio Azione e il M5s per il confronto di questi anni sui temi», ha dichiarato Gualtieri, sottolineando di apprezzare anche il modo in cui le due forze hanno svolto il proprio ruolo di opposizione. L’obiettivo per il 2027 è che possano entrare a far parte della squadra a sostegno della sua ricandidatura. «Il mio obiettivo è che gli amici del M5s e di Azione che oggi sono qui possano essere parte di questa sfida», ha spiegato. E ha aggiunto: «Questa è una coalizione che deve andare avanti ed essere sempre più larga, per un grande lavoro di rilancio e riscatto della città». Il sindaco ha indicato la necessità di rafforzare la squadra politica e di costruire un’alleanza progressista, democratica e innovatrice, valorizzando sia le forze già presenti nella maggioranza sia il mondo civico e le altre realtà politiche interessate a condividere un percorso. La coalizione, ha detto, dovrà essere «larga, inclusiva e aperta».
In prima fila all’Auditorium era presente la segretaria nazionale del Partito democratico, Elly Schlein, che ha espresso il proprio sostegno alla ricandidatura del sindaco. «Pieno sostegno a Roberto Gualtieri che si ricandida per continuare un lavoro di grande trasformazione di questa città, mettendo al centro l’accessibilità», ha dichiarato lasciando l’evento. Schlein ha richiamato in particolare i temi della casa, dei trasporti e dei servizi, sottolineando il lavoro di ammodernamento e rigenerazione urbana portato avanti dall’amministrazione. Tra i rappresentanti del Pd erano presenti, tra gli altri, i segretari di Roma e del Lazio Enzo Foschi e Daniele Leodori, Nicola Zingaretti, Beatrice Lorenzin, Matteo Orfini, Cecilia D’Elia, Michela Di Biase, Filippo Sensi, Andrea Casu ed Emanuela Droghei. Per Italia Viva hanno partecipato Roberto Giachetti, Luciano Nobili, Marianna Madia e i consiglieri capitolini Francesca Leoncini, Valerio Casini e Marco Cappa. Alleanza Verdi e Sinistra era rappresentata, tra gli altri, da Filiberto Zaratti. Per Sinistra civica ecologista erano presenti Massimiliano Smeriglio, Claudio Marotta e Amedeo Ciaccheri. Nutrita anche la delegazione del Movimento 5 stelle, con la coordinatrice romana Linda Meleo, il deputato Francesco Silvestri e i consiglieri capitolini Paolo Ferrara e Daniele Diaco. Per Azione erano presenti il segretario romano Alessio D’Amato, la deputata Valentina Grippo e rappresentanti del gruppo capitolino. In sala anche Ernesto Maria Ruffini per Più Uno e Matteo Hallissey per Più Europa. Assente la ex sindaca Virginia Raggi. All’iniziativa hanno preso parte anche gli assessori capitolini, i consiglieri comunali e municipali e i presidenti dei Municipi. Una partecipazione che ha dato alla convention una dimensione non soltanto amministrativa, ma anche di avvio del confronto politico in vista delle prossime elezioni.

Tra i temi indicati da Gualtieri per il possibile secondo mandato c’è innanzitutto quello dell’abitare. Il sindaco ha spiegato che la casa sarà una delle priorità, insieme alla lotta alle disuguaglianze e alle difficoltà economiche che incidono sulla vita quotidiana delle famiglie. «Nel nuovo mandato metteremo al centro i grandi temi delle disuguaglianze delle persone, a partire dal tema della casa», ha detto. E ha aggiunto: «Le case popolari sono drammaticamente poche e noi le compreremo, dopo le duemila di questi anni». Il riferimento è agli alloggi di edilizia residenziale pubblica assegnati durante il mandato. Gualtieri ha rivendicato anche la scelta di utilizzare le risorse derivanti dall’aumento della tassa di soggiorno per acquistare nuovi alloggi popolari, oltre agli aiuti economici e agli interventi sull’edilizia sociale. Ha però sottolineato che, per affrontare in modo strutturale l’emergenza abitativa, è necessario anche un intervento del governo: «Speriamo di avere presto un nuovo governo che ci aiuti davvero ad avere un nuovo piano casa». Sul tema è intervenuta anche Valentina Fabbri, chiamata dal sindaco sul palco per illustrare il funzionamento dell’Agenzia sociale per l’abitare di Roma Capitale. Si tratta di un servizio pubblico di welfare abitativo nato per favorire l’accesso alla casa delle persone e delle famiglie appartenenti alla cosiddetta fascia grigia: nuclei che non possiedono i requisiti per ottenere un alloggio popolare, ma che allo stesso tempo incontrano difficoltà nel sostenere i costi del mercato privato. L’Agenzia può intervenire, tra gli altri strumenti, attraverso incentivi e sostegni economici. Il sindaco ha richiamato anche l’iniziativa Mayors for Housing, il percorso che mette in rete le città sul tema delle politiche abitative, ribadendo la necessità di portare la questione al centro dell’agenda nazionale ed europea.
Ampio spazio è stato dedicato alla crisi climatica e alle politiche ambientali. Gualtieri ha criticato quella che ha definito una mentalità «retrograda» di chi nega il cambiamento climatico e ha indicato tra le priorità la depavimentazione degli spazi urbani, la piantumazione di nuovi alberi e la riqualificazione del verde pubblico. «Abbiamo iniziato a occuparci del nostro verde, che era abbandonato», ha affermato. Il sindaco ha anche risposto alle polemiche sugli abbattimenti degli alberi, parlando di una «campagna di disinformazione tra le più vergognose» che abbia visto. Ha sostenuto che la cura del patrimonio arboreo richiede non soltanto nuove piantumazioni, ma anche la rimozione degli esemplari malati o pericolosi, prima che possano cadere e provocare danni. A sostegno del lavoro svolto, Gualtieri ha citato i 70mila alberi piantati e i 65 boschi realizzati, con circa 700mila arbusti. Ha definito gli abbattimenti effettuati parte di una gestione fisiologica del patrimonio arboreo e ha rivendicato il riconoscimento ottenuto da Roma in Europa per alcune buone pratiche ambientali. Sul palco è salito anche il divulgatore scientifico Mario Tozzi, coinvolto nel confronto sulle trasformazioni necessarie per rendere la città più sostenibile. Un passaggio ha riguardato il rapporto con le Soprintendenze e la possibilità di inserire nuovi alberi nelle piazze e nelle aree monumentali. Gualtieri ha annunciato che si è insediato il tavolo con la Soprintendenza statale, richiesto dall’amministrazione per affrontare proprio il tema della localizzazione delle alberature. Il sindaco ha citato in particolare piazza San Silvestro: «Ci siamo imposti: ci dovranno essere gli alberi». Il confronto nasce dalle difficoltà incontrate in alcuni interventi di riqualificazione, nei quali le autorizzazioni a piantare nuovi alberi sono state negate per ragioni legate alla tutela del prospetto architettonico e del contesto monumentale.
Gualtieri ha affrontato anche le critiche legate ai numerosi cantieri che negli ultimi anni hanno inciso sulla circolazione e sulla quotidianità dei romani. «Erano necessari, perché la trasformazione doveva essere profonda», ha spiegato, sostenendo che non fosse sufficiente intervenire con la manutenzione ordinaria, ma fosse necessario ripensare parti della città. «Roma, così come altre grandi città, non ha bisogno soltanto di manutenzione, ma deve cambiare, trasformarsi», è stato il senso del ragionamento del sindaco. Secondo Gualtieri, la città è stata costruita nel corso del Novecento privilegiando gli spostamenti in automobile. Per renderla più accessibile alle persone, ha sostenuto, occorre proseguire con piazze pedonali, piste ciclabili, parchi e interventi di depavimentazione. Tra gli interventi rivendicati c’è piazza Pia, trasformata da snodo attraversato dal traffico in uno spazio pedonale. «Era una vergogna che ci fosse un’autostrada tra Castel Sant’Angelo e San Pietro», ha detto il sindaco, richiamando uno degli interventi simbolo del mandato. Nel corso dell’incontro sono stati citati anche la nuova mappa dei quartieri, il progetto Carme e il lavoro nelle periferie, indicati come ulteriori tasselli di una strategia di trasformazione urbana che dovrà proseguire nei prossimi anni.
Sicurezza e gestione dell’immigrazione sono stati un altro capitolo del confronto. Gualtieri ha rivendicato di aver affrontato il tema, ma ha criticato il governo per quello che considera un impegno insufficiente sul fronte delle risorse e del personale. «Non ci possiamo voltare dall’altra parte rispetto alla percezione di insicurezza dei cittadini», ha dichiarato. Il sindaco ha chiesto un maggiore investimento nelle forze dell’ordine, sostenendo che il governo dovrebbe assumere più agenti invece di introdurre nuovi reati attraverso provvedimenti che ha definito inutili. «Noi abbiamo fatto della sicurezza un tema importante di cui bisogna occuparsi per bene», ha aggiunto, citando tra gli interventi messi in campo dal Campidoglio il Piano notte di Roma Capitale. Per approfondire il tema è stato chiamato sul palco Francesco Greco, delegato alla sicurezza urbana del Comune e collaboratore del sindaco per la legalità. Greco ha sottolineato che le politiche di sicurezza richiedono risorse economiche, facendo riferimento alla necessità di investimenti nella videosorveglianza, negli straordinari notturni delle forze dell’ordine e nel potenziamento dell’illuminazione pubblica. Il delegato ha criticato gli ultimi decreti sulla sicurezza, definendoli strumenti di propaganda e sostenendo che non siano accompagnati da finanziamenti adeguati. Gualtieri ha descritto l’impostazione del Campidoglio come un modello di «sicurezza democratica», che non deve ignorare le preoccupazioni dei cittadini e deve puntare su interventi concreti.
Sul fronte della mobilità, il sindaco ha annunciato che continuerà a chiedere al governo risorse per il trasporto pubblico, che a suo giudizio è stato «vergognosamente abbandonato». Tra le priorità del possibile secondo mandato ci saranno il rafforzamento del trasporto pubblico e la prosecuzione degli interventi per la mobilità sostenibile. Gualtieri ha criticato duramente il nuovo Codice della strada, definendolo «un abominio» e una «vergogna assoluta». Secondo il sindaco, il provvedimento rischia di ridurre la sicurezza dei pedoni e di limitare il potere e l’autonomia di Comuni e Regioni. «Non defletteremo dai nostri principi. Ci opporremo a tutti i livelli», ha assicurato. Il primo cittadino ha difeso anche il percorso del Biciplan e l’espansione della rete ciclabile, sostenendo che sia in aumento il numero di romani che utilizzano la bicicletta e che la maggioranza dei cittadini sia favorevole a una maggiore diffusione della mobilità ciclabile. «Andremo avanti sulle piste ciclabili e non ci faremo intimidire dalla retorica e dalla propaganda della destra», ha dichiarato. Tra i temi citati anche Rome Innovation Hub e il percorso di digitalizzazione, indicato come uno degli ambiti sui quali continuare a investire per rendere più efficienti i servizi e modernizzare la città.
Un altro momento della convention è stato dedicato alle nuove generazioni, al costo della vita e alle difficoltà di accesso alla casa e al lavoro. «Dare spazio ai giovani è tutto», ha affermato Gualtieri, ricordando anche il ruolo avuto dalle nuove generazioni nella difesa della Costituzione e nel dibattito sulla riforma della giustizia. Sul palco è salita Camilla Marconi, studentessa, che ha riconosciuto all’amministrazione capitolina di essere stata presente su alcune delle questioni più sentite dai giovani, a partire dagli affitti e dalla vicenda di Spin Time. «Questa amministrazione ci è sempre stata accanto», ha detto, invitando il governo a prendere esempio dal lavoro svolto a Roma. Il suo intervento si è concluso con un appello: «Non ci lasciate da soli. Questo governo ci ha tradito, ci servono amministrazioni cittadine presenti». Le sue parole sono state accolte da un lungo applauso e da diversi «Brava!» dalla platea. Sono stati chiamati sul palco anche i giovani volontari del gruppo «Per Roma con Gualtieri», impegnati a sostenere la ricandidatura del sindaco. I volontari hanno presentato il format «Vite di Roma», pensato per raccontare le esperienze e le storie delle persone che vivono la città.
Nella parte conclusiva dell’incontro Gualtieri ha richiamato una serie di interventi realizzati durante il mandato e che l’amministrazione intende portare avanti. Tra questi, le internalizzazioni delle società multiservizi e la messa a bando delle concessioni balneari. Il sindaco ha citato anche la realizzazione di nuove biblioteche e aule studio, gli interventi sul patrimonio culturale e la scelta di introdurre un biglietto d’ingresso per la Fontana di Trevi. Il ricavato, ha ricordato, si inserisce in un sistema che ha consentito di rendere gratuito l’accesso ai musei civici per i residenti a Roma. Tra i risultati rivendicati anche l’eliminazione dei cibi ultraprocessati dalle mense scolastiche, nell’ambito delle politiche rivolte alla qualità dell’alimentazione e ai servizi per le famiglie.
La convention si è chiusa con l’intervento finale del sindaco, che ha rilanciato l’invito a partecipare alla costruzione del programma per il prossimo mandato. Gualtieri ha precisato che l’incontro rappresenta un primo momento di presentazione delle linee guida, mentre il programma sarà approfondito nelle prossime settimane insieme alle forze alleate. Tra gli indirizzi indicati ci sono una città più verde e pubblica, la prosecuzione degli interventi sulla mobilità sostenibile, il contrasto alle disuguaglianze e il rafforzamento dei servizi. Casa, lavoro, giustizia sociale, equità, trasporti e innovazione saranno i temi attorno ai quali costruire la proposta per il 2027. «Insieme alla mia candidatura oggi lancio un appello alla città: di essere parte di questa sfida», ha detto Gualtieri. «Sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto in questi cinque anni, ma vogliamo essere giudicati per quello che insieme decideremo di fare». Un messaggio rivolto non soltanto ai partiti presenti all’Auditorium, ma anche alle associazioni, ai comitati e ai cittadini chiamati a partecipare alla definizione delle priorità del prossimo mandato. La campagna per le Comunali del 2027 è ufficialmente partita.
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