
Dormire male non significa soltanto trascorrere una notte agitata. Risvegli frequenti, difficoltà ad addormentarsi, russamento e stanchezza durante il giorno possono essere segnali di disturbi che incidono sulla salute e sulla qualità della vita. Per affrontarli attraverso un approccio multidisciplinare, Longevia Medical Clinic ha presentato a Roma lo Sleep Program, un percorso medico che combina neurologia, valutazione delle vie respiratorie, alimentazione e tecnologie di stimolazione cerebrale.
Il programma, illustrato nella sede della clinica dal direttore scientifico Lino Di Rienzo Businco, dal neurologo Marco Peresson e dal medico specialista in Scienza dell'Alimentazione Pier Luigi Rossi, punta a individuare le diverse cause dei disturbi del sonno e a costruire trattamenti personalizzati.
Secondo uno studio di Rand Europe, condotto in sedici Paesi tra Europa, Nord America e Australia, circa un adulto su due presenta almeno un sintomo di insonnia, mentre uno su dodici ne soffre in forma cronica.
Un problema diffuso riguarda anche le apnee ostruttive del sonno, spesso associate al russamento e caratterizzate da ripetute interruzioni della respirazione durante la notte. Secondo una stima pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet Respiratory Medicine, interessano quasi un miliardo di adulti tra i 30 e i 69 anni nel mondo.
I disturbi del sonno possono avere origini differenti, dagli stati di ansia alle difficoltà respiratorie, fino alle tensioni muscolari e alle alterazioni delle abitudini alimentari. Da qui la scelta di Longevia di riunire più specialisti attorno allo stesso paziente.
Il percorso si articola in due fasi. La prima è dedicata alla diagnosi, attraverso visite specialistiche ed esami strumentali. Sono previste una valutazione neurologica, l'analisi delle vie respiratorie anche mediante endoscopia, la spirometria e la polisonnografia, un esame che registra diversi parametri fisiologici durante il sonno.
A queste indagini si affiancano la valutazione dell'alimentazione, della composizione corporea e del metabolismo.
Sulla base dei risultati viene quindi elaborato un programma personalizzato della durata di tre mesi, che può comprendere trattamenti fisio-osteopatici, indicazioni nutrizionali e integrazione mirata.
Tra le tecnologie proposte figura Neurorevital, un sistema di stimolazione magnetica a basso campo, non invasivo, sviluppato in collaborazione con Ubri Institute e Fondazione Integria. Secondo quanto illustrato dalla clinica, il dispositivo interviene sulle aree cerebrali coinvolte nella regolazione del sonno. L'efficacia clinica di questa specifica applicazione, tuttavia, non è documentata nel comunicato attraverso risultati di studi controllati.
A spiegare le ragioni dell'approccio multidisciplinare è stato Lino Di Rienzo Businco, direttore scientifico di Longevia e presidente di Fondazione Integria e Ubri Institute.
«Dormire male non è normale, e non va sopportato in silenzio. Di notte il corpo non si spegne: si ripara. Quando questo meccanismo s’inceppa, ne risentono l’umore, la concentrazione e, nel tempo, la salute. Per questo abbiamo messo attorno allo stesso paziente più specialisti: per capire da dove nasce il problema, non solo come tamponarlo».
Una particolare attenzione è riservata alle conseguenze neurologiche della carenza di sonno, che possono manifestarsi attraverso difficoltà di concentrazione, riduzione della lucidità e alterazioni della memoria.
«Di notte il cervello continua a lavorare, solo in modo diverso. Quando dormiamo male, il giorno dopo lo paghiamo in memoria, attenzione e lucidità. Il nostro compito è capire perché succede, e intervenire lì. Due persone che dormono male possono avere problemi completamente diversi: per questo si parte sempre dalla diagnosi», ha spiegato il neurologo Marco Peresson.
Un altro elemento del programma riguarda il rapporto tra alimentazione, metabolismo e qualità del riposo. L'obiettivo è valutare anche le abitudini alimentari del paziente, considerando le possibili interazioni tra il funzionamento dell'intestino e i meccanismi che regolano il sonno.
«Il sonno comincia a tavola. Spesso chi dorme male cerca la causa nella testa, e invece una parte del problema può essere nella pancia. Intestino e cervello sono collegati, e quando l’equilibrio si rompe, il sonno è tra i primi a risentirne. Per questo partiamo dalle cause e interveniamo con piani su misura per ogni paziente», ha dichiarato Pier Luigi Rossi, specialista in Scienza dell'Alimentazione.
Lo Sleep Program prevede anche un sistema di monitoraggio della qualità del riposo attraverso un questionario riconosciuto a livello internazionale, somministrato in quattro momenti: prima dell'inizio del trattamento, a metà percorso, alla conclusione e a tre mesi di distanza.
L'obiettivo è verificare l'andamento dei disturbi e valutare gli eventuali miglioramenti nel tempo.
«I risultati non li raccontiamo, li misuriamo: prima, durante e dopo il percorso», ha concluso Di Rienzo Businco.
Il progetto si inserisce nell'attività di Longevia Medical Clinic, struttura romana specializzata nella medicina della longevità, un approccio orientato alla prevenzione e al mantenimento della salute nel corso degli anni.
Alla base dello Sleep Program c'è l'idea che il sonno debba essere considerato una componente essenziale del benessere, da affrontare attraverso una valutazione complessiva della persona. Un percorso che punta a intervenire sulle cause dei disturbi, pur richiedendo una verifica scientifica dell'efficacia delle specifiche tecnologie e dei trattamenti proposti.
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