Roma, 14 settembre 2026
ultime notizie
Cultura

Kandinsky a Palazzo Bonaparte, la luce di Francesco Murano «rivela» il colore

A Roma la mostra di Kandinsky a Palazzo Bonaparte dal 15 settembre 2026: Francesco Murano firma il progetto illuminotecnico pensato per esaltare colori e opere.

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Kandinsky a Palazzo Bonaparte, la luce di Francesco Murano «rivela» il colore

A Palazzo Bonaparte, a Roma, anche la luce diventa parte del percorso dedicato a Vassily Kandinsky. Per la grande mostra sul maestro russo, visitabile dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027, Arthemisia ha affidato all’architetto delle luci Francesco Murano il progetto illuminotecnico dell’esposizione. Un intervento pensato non per aggiungere una componente scenografica, ma per permettere ai colori delle opere di conservare intensità, equilibrio e capacità emotiva.

Per Kandinsky il colore non era soltanto materia pittorica, ma energia capace di generare movimento e risonanze interiori. È da questa concezione che parte il lavoro di Murano, costruito intorno a una luce uniforme, stabile e cromaticamente bilanciata.

«Ho cercato di rispettare l’idea del colore come energia emotiva, evitando qualsiasi intervento luminoso che potesse sovrapporsi alla sua grammatica cromatica. La luce è stata progettata come un dispositivo di rivelazione, non di interpretazione».

Kandinsky a Roma, l’equilibrio tra luce e conservazione

Uno dei nodi principali del progetto è stato trovare un equilibrio tra la complessità cromatica delle opere di Kandinsky e le necessità di conservazione. Dipinti a olio e lavori su carta, infatti, richiedono livelli di illuminazione differenti: questi ultimi devono essere esposti a una quantità di luce più contenuta, con il rischio di creare discontinuità visive lungo il percorso.

Murano ha quindi sviluppato un sistema di illuminazione a doppia soglia, calibrato sulle diverse tipologie di opere e accompagnato da una gestione dell’ambiente studiata per mantenere uniforme la percezione complessiva delle sale.

«L’uso di ottiche molto precise, di schermature dedicate e di un controllo puntuale della distribuzione luminosa ha permesso di ottenere un equilibrio percettivo: ogni opera è illuminata nel rispetto dei suoi limiti, ma il visitatore percepisce un ambiente unitario e armonico».

Il progetto segue tre principi: neutralità, continuità e controllo. La neutralità serve a evitare alterazioni cromatiche estranee alle opere; la continuità garantisce stabilità alla percezione del colore; il controllo permette di calibrare livelli di illuminamento e temperatura colore tutelando i materiali più sensibili.

«La luce non è protagonista, ma custode: crea le condizioni ideali affinché il colore di Kandinsky possa manifestarsi nella sua intensità originaria».

Il lavoro invisibile sulle superfici

Tra gli elementi più delicati dell’allestimento c’è anche la micro-modellazione delle superfici, studiata per limitare riflessi indesiderati, mantenere un fondo visivo neutro e allo stesso tempo dare consistenza alla presenza fisica delle opere.

Si tratta di un intervento quasi impercettibile per chi attraversa le sale, ma centrale nella costruzione dell’esperienza visiva.

«È un dettaglio quasi invisibile, ma decisivo: permette ai colori di emergere con maggiore profondità, evita che le opere sembrino sospese in uno spazio troppo piatto e contribuisce a una percezione più naturale e immersiva. È un lavoro di precisione che il visitatore non vede, ma sente».

La luce accompagna l’esperienza emotiva

L’obiettivo è lasciare che siano le forme e i colori di Kandinsky a instaurare il dialogo con il pubblico. L’illuminazione accompagna quindi la visita senza imporre una lettura o suggerire un’interpretazione delle opere.

«Vorrei che il visitatore percepisse la qualità vibrante del colore, la sua capacità di generare movimento interiore. La luce è pensata per accompagnare questa esperienza: non guida, non suggerisce, ma amplifica la risonanza emotiva delle opere».

La luce diventa così uno strumento per percepire il colore non soltanto come elemento pittorico, ma come energia, ritmo e spazio mentale. Un progetto che rinuncia alla spettacolarizzazione per mettere l’illuminazione al servizio delle opere e della loro forza espressiva.

La mostra a Palazzo Bonaparte

La mostra dedicata a Kandinsky è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi ed è curata da Angela Lampe, conservatrice delle collezioni moderne del Musée national d’art moderne, con la consulenza scientifica ed editoriale per i contenuti divulgativi di Francesca Villanti.

L’esposizione ha il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, della Regione Lazio e del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria.

CONDIVIDI ARTICOLO

La Capitale, il nuovo giornale online di Roma

La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024

DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi

SEDE LEGALE

Via Giuseppe Gioacchino Belli, 86
Roma - 00193

FOLLOW US
ORA EDITORIALE SRL P.IVA 17596711006© Copyright 2025 - Made by Semplice