
Ancora poco conosciuto in Italia ma in costante crescita, il floorball è uno sport simile all’hockey, giocato al coperto e senza ghiaccio. Nato nelle palestre delle scuole in Svezia e praticato oggi in oltre 80 Paesi, si sta diffondendo anche a Roma e nel Lazio. Abbiamo incontrato la capitana della Nazionale italiana Under 19. Belen Lara Acosta è da poco rientrata a Cerveteri, il comune a nord di Roma in cui vive, dal primo Mondiale di Floorball ospitato dall’Italia a Lignano Sabbiadoro. Di nuovo in partenza, questa volta per una competizione internazionale in Spagna, Belen racconta la sua vita da 17enne tra sport agonistico nei Black Lions, scuola e il sogno di diventare medico.
«Vivere il mondiale è stata un’esperienza bellissima: dal punto di vista sportivo è stato molto formativo, perché abbiamo affrontato realtà diverse e squadre di alto livello. Ma è stato importante anche dal punto di vista umano: è un’esperienza che porterò sempre con me e che ha arricchito il mio bagaglio personale.
Belen, sei la capitana della squadra. Come interpreti questo ruolo?
Quello del capitano è un ruolo molto importante. Mi piace ricoprirlo perché mi piace essere un punto di riferimento per la squadra, esserci per le mie compagne e rappresentare quella sicurezza che magari qualcuna cerca e trova in me.
Il floorball non è uno sport di massa come la pallavolo, il tennis o il calcio. Come lo hai scoperto?
Ho conosciuto il floorball grazie a mio fratello. Aveva iniziato a giocare vicino a casa nostra, nella società Black Lions, che è la squadra in cui gioco ancora oggi. All’epoca io praticavo nuoto, poi dopo un anno ho lasciato la piscina e ho iniziato a giocare a floorball. Da quel momento non ho più smesso: ormai pratico questo sport da oltre dieci anni.
Quanti anni avevi quando hai iniziato?
Frequentavo la prima elementare, quindi avevo circa sei anni.

Che cosa ti appassiona maggiormente del floorball?
Tra le tante cose, direi la velocità del gioco. Mi piace molto correre e questo sport mi permette di farlo continuamente. Mi affascina anche la componente tecnica: è una disciplina complessa perché, a differenza di sport come il calcio, non utilizzi soltanto il tuo corpo, ma devi gestire anche uno strumento, la stecca. Imparare questa tecnica mi ha appassionato fin dall’inizio.
Che emozione si prova quando si segna un gol?
È un’emozione fortissima, soprattutto nelle partite importanti o nelle finali. Difendere è importante quanto segnare, ma il gol regala una soddisfazione personale speciale. È bellissimo esultare davanti al pubblico.
Qual è il complimento che ti ha colpito di più nella tua carriera sportiva?
Dopo l’ultima partita contro il Canada, durante il Mondiale, un allenatore, credo di una squadra austriaca, si è fermato per farmi i complimenti. Mi ha detto che ero riuscita a impressionarlo molto come giocatrice.
Atleta e studentessa al liceo scientifico: come si riesce a conciliare sport e scuola?
È una sfida molto complessa. Da anni cerco di trovare il giusto equilibrio, ma non è semplice. I fine settimana sono spesso occupati dalle partite e durante la settimana bisogna dividere il tempo tra allenamenti, recupero e studio. Cerco di organizzarmi al meglio, dando priorità allo sport quando è necessario e concentrandomi sulla scuola nei momenti più importanti dell’anno scolastico.
Segui uno stile di vita specifico e un'alimentazione particolare?
Mi piace molto correre, sia perché mi aiuta nella preparazione atletica sia perché è una mia passione personale. Frequento anche la palestra e cerco di seguire un’alimentazione equilibrata. In occasione di eventi importanti, come un Mondiale, si tende ad aumentare l’apporto di carboidrati e a mangiare un pò di più per avere l’energia necessaria alle gare. In generale cerco di mantenere uno stile di vita sano.
Qual è il tuo obiettivo nel floorball?
Come molti atleti, sogno di arrivare al livello più alto possibile. Nel floorball il punto di riferimento è la Ssl, la massima lega svedese. La Svezia è il Paese in cui questo sport è più sviluppato e lì giocano le squadre e gli atleti più forti del mondo. Il mio obiettivo è riuscire un giorno a competere a quel livello.
E nella vita?
Dopo il liceo mi iscriverò a Medicina. Il mio sogno è diventare ortopedico. È l’obiettivo più importante che ho per il mio futuro e la mia più grande realizzazione personale, mentre lo sport, pur rimanendo una parte fondamentale della mia vita, viene dopo.
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