Roma, 10 aprile 2026
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Roma celebra la Festa della Resistenza con quattro giorni di eventi tra memoria, cultura e partecipazione: «È stata un'invenzione». «Ruolo fondamentale delle donne, giovani e giovanissime»

Dal 23 al 26 aprile Roma celebra la Festa della Resistenza 2026: oltre 100 eventi tra cultura, musica e memoria per l’81° anniversario della Liberazione e gli 80 anni dell’Assemblea Costituente

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 3'
Roma celebra la Festa della Resistenza con quattro giorni di eventi tra memoria, cultura e partecipazione: «È stata un'invenzione». «Ruolo fondamentale delle donne, giovani e giovanissime»

Dal 23 al 26 aprile Roma torna a celebrare la Festa della Resistenza, giunta alla sua quarta edizione, con un programma diffuso che coinvolge l’intera città e oltre 100 appuntamenti tra incontri, spettacoli, musica e mostre. Cuore dell’iniziativa sarà il Mattatoio di Testaccio, trasformato in una vera e propria «Cittadella della Resistenza». Promossa dal Campidoglio e curata da Silvia Barbagallo, la manifestazione si inserisce nelle celebrazioni per l’81° anniversario della Liberazione e gli 80 anni dell’Assemblea Costituente, mettendo in dialogo memoria storica e contemporaneità.

A evidenziare il valore dell’iniziativa è stato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che in Campidoglio ha parlato di «un’edizione molto ricca e bella», evidenziando come la Festa della Resistenza sia ormai «diventata una tradizione, con una partecipazione straordinaria e crescente dei cittadini». Un evento diffuso, ha spiegato, che si articolerà in «quattro giorni in tanti luoghi della città, con più di 80 incontri, dibattiti, conferenze, musica e riflessioni dedicate alla resistenza e al nesso tra la resistenza, la Costituzione e la democrazia».

Per Gualtieri, la Resistenza rappresenta «una lotta di liberazione» che non si è limitata alla sconfitta del nazifascismo, ma ha contribuito a rifondare la democrazia italiana su basi più solide, con «forti basi sociali, una rigorosa separazione dei poteri e libertà civili e sociali» che hanno sostenuto lo sviluppo del Paese. In questo quadro, ha aggiunto, è particolarmente significativo ricordare, nell’ottantesimo anniversario del referendum istituzionale e dell’Assemblea Costituente, «il ruolo dei padri e delle madri costituenti», comprese le tante donne partigiane che contribuirono al rinnovamento dell’Italia.

Il legame tra Resistenza e Costituzione

L’edizione 2026 punta infatti a «rintracciare i fili che uniscono la lotta partigiana alla stesura della nostra Carta fondamentale», rendendo omaggio alle 21 Madri Costituenti. A sottolineare il valore storico di quel passaggio è stata anche Luciana Castellina: «In Italia la Resistenza è stata un’invenzione ed è stata fondamentale la resistenza delle donne», un’esperienza che rappresentò «un grande momento di emancipazione sociale».

Gli spazi del Mattatoio saranno dedicati a figure simbolo come Tina Anselmi, Nilde Iotti e Sandro Pertini. In città, una campagna visiva celebrerà alcune protagoniste della Resistenza con un linguaggio grafico contemporaneo, per sottolineare quanto i valori della Costituzione siano ancora attuali.

Spettacoli, musica e grandi ospiti

Il programma prevede la partecipazione di numerosi protagonisti della cultura italiana, tra cui Corrado Augias, Dacia Maraini, Roberto Saviano e Lella Costa. Le serate saranno animate da concerti e spettacoli: dai Punkreas ai 99 Posse, fino all’evento conclusivo «Voci resistenti. Parole e musica per la Libertà». Spazio anche al teatro civile con Ascanio Celestini e alla stand-up comedy con «Stand up (for your rights)».

Incontri, lectio e memoria diffusa

Ampio spazio sarà dedicato a talk e lectio sulla Resistenza e sulla storia italiana. Tra gli appuntamenti, dialoghi su giornalismo, memoria e partecipazione civile, oltre a proiezioni e reading teatrali.

La manifestazione coinvolgerà anche luoghi simbolo come il Museo Storico della Liberazione, il Mausoleo Ossario Garibaldino e il Parco dei Martiri di Forte Bravetta, oltre a biblioteche, cinema e teatri.

Le parole di Smeriglio: via Rasella e nuovi spazi della memoria

Nel corso della presentazione, l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio ha annunciato un nuovo progetto per la memoria storica della città: «Stiamo lavorando a una stele per via Rasella». Sull’attentato del 23 marzo 1944 ha ribadito che si trattò di «una legittima azione di guerra partigiana», sottolineando al tempo stesso «la giusta pietas per chiunque abbia perso la vita».

Tra le iniziative simboliche, anche la riapertura della Casa del Popolo di Valle Aurelia il 25 aprile e, tra il 25 aprile e il 4 giugno, dell’ex sede del Partito comunista italiano in via dei Giubbonari.

Il programma: eventi e protagonisti

Quattro giorni fitti di appuntamenti tra talk, lectio, spettacoli e proiezioni. Tra i momenti principali, il dialogo «Pagine di libertà» con Viola Ardone e Ilaria Gaspari, il talk «Il giornalismo che resiste» con Marco Damilano, Emiliano Fittipaldi e Daniela Preziosi, e «Piazza della Repubblica. Dove nasce la sovranità popolare» con Luciana Castellina.

Il 25 aprile spazio a «La resistenza dei corpi per la libertà», alla lectio di Michela Ponzani e agli interventi di Lella Costa e Gianrico Carofiglio, oltre al monologo di Roberto Saviano «Resistere è possibile». Il 26 aprile, tra gli appuntamenti, «Le altre resistenze» con Francesca Mannocchi e Lucia Goracci e il confronto «La Costituzione come progetto» con Marco Damilano e Benedetta Tobagi.

Una festa partecipata e accessibile

La Festa della Resistenza 2026 sarà quasi interamente gratuita e accessibile, con servizi inclusivi come la traduzione in lingua dei segni italiana per alcuni eventi.

Un programma pensato per tutte le età, con attività dedicate anche a bambine e bambini, per trasmettere i valori della libertà e della partecipazione alle nuove generazioni.

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