
Immagine dell‘incontro del 2025. Foto Fondazione Marisa Bellisario
Selezionate tra 1.733 candidature, sono le protagoniste di un percorso che punta a formare la nuova generazione di leader femminili della Libia. Sei giovani donne, provenienti da diverse esperienze professionali e formative, sono state accolte martedì 3 novembre a Roma dalla Fondazione Marisa Bellisario, nell’ambito di un incontro dedicato alla leadership femminile e alla partecipazione delle donne alla vita politica, economica e sociale del Paese nordafricano. Al centro dell’iniziativa c’è Ra’idat, che in arabo significa «pioniere»: un programma annuale delle Nazioni Unite nato per accompagnare giovani donne libiche tra i 18 e i 35 anni nella costruzione di competenze e strumenti per assumere ruoli di responsabilità nelle proprie comunità. Il progetto è promosso dalla Missione di Supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL), in collaborazione con UNDP, UNICEF e UN Women. Per l’edizione 2026-2027 sono arrivate 1.733 candidature da tutte le regioni della Libia, un dato che testimonia l’interesse delle giovani generazioni verso nuove opportunità di partecipazione e protagonismo. Il percorso formativo prevede sessioni dedicate alla comunicazione strategica, alla leadership, al lavoro di squadra, ai diritti umani, alla partecipazione politica e all’advocacy, con l’obiettivo di fornire alle partecipanti competenze concrete per contribuire al cambiamento sociale.
Le ragazze ospiti della Fondazione Bellisario rappresentano percorsi e ambizioni differenti, accomunati dall’impegno per una società più inclusiva. Tra loro c’è una studentessa di Relazioni pubbliche attiva in una Ong e nell’empowerment giovanile, insieme a una studentessa di Medicina interessata alla psichiatria e alla tutela dei diritti umani. Presente anche una laureata in Giurisprudenza impegnata nella società civile e nella difesa dei diritti delle donne e della diversità culturale. Completano il gruppo un’imprenditrice che lavora sull’inclusione delle persone con disabilità e sull’innovazione digitale, una professionista con esperienza nel settore bancario e finanziario e un’ingegnera meccanica specializzata in energia, interessata alla diplomazia e alla cooperazione internazionale.
Quella del 3 novembre è la seconda occasione in cui la Fondazione Marisa Bellisario ospita a Roma le partecipanti al progetto Ra’idat. Un rapporto che, come sottolineato dalla presidente Lella Golfo, si è consolidato negli anni attraverso iniziative di dialogo e collaborazione. «La Fondazione Marisa Bellisario ha un rapporto lungo e proficuo con la Libia, fondato sul dialogo e sulla volontà di sostenere il protagonismo femminile», ha dichiarato Golfo, ricordando anche la partecipazione, lo scorso anno a Tripoli, alla seconda edizione del Summit Women Global, promosso dal CIFE Libia. La presidente ha ribadito l’importanza di creare occasioni di incontro e scambio per dare visibilità alle esperienze delle giovani donne e sostenere il loro ingresso nei processi decisionali. «La crescita e l’autonomia delle donne sono una risorsa fondamentale per il futuro di ogni società», ha aggiunto. L’incontro romano si inserisce così nel più ampio impegno della Fondazione Bellisario per la promozione del talento e dell’indipendenza femminile, con uno sguardo rivolto anche alla cooperazione internazionale e alle nuove generazioni chiamate a contribuire al futuro della Libia.
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