Roma, 24 marzo 2026

Le municipali francesi del 2026 premiano i progressisti: Parigi, Marsiglia e Lione indicano la rotta per la Roma del futuro

Mentre la Francia consolida il suo «fronte verde», Roma osserva con attenzione, consapevole di trovarsi in una fase di trasformazione altrettanto delicata

di Anita ArmeniseULTIMO AGGIORNAMENTO 13 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Le municipali francesi del 2026 premiano i progressisti: Parigi, Marsiglia e Lione indicano la rotta per la Roma del futuro

Mentre Roma si interroga sul futuro della sua mobilità tra i cantieri del Pnrr e non, le urne delle municipali francesi del 2026 lanciano un segnale inequivocabile dopo che Parigi, Lione e Marsiglia si sono confermate i bastioni di un’alleanza tra socialisti ed ecologisti, trasformando il voto in un referendum definitivo sulla «città post-auto».

Nella capitale, il successo di Emmanuel Grégoire, successore di Anne Hidalgo, segna una vittoria schiacciante sulla destra di Rachida Dati. Il mandato ricevuto è una prosecuzione radicale della transizione segnata da pedonalizzazioni integrali, nuove zone a traffico limitato e la trasformazione definitiva di arterie storiche in viali ciclabili.

Foreste urbane e la sfida della «Città dei 15 minuti»

Un punto cardine del programma di Grégoire, che riflette molte delle ambizioni della giunta Gualtieri a Roma, resta la creazione di foreste urbane.

Si tratta di veri e propri «isolotti di frescura» progettati per abbattere le temperature durante le ondate di calore, con l’obiettivo di de-impermeabilizzare il suolo ovunque possibile. Questo approccio sostiene il modello della «città dei 15 minuti», dove ogni servizio essenziale deve essere raggiungibile a piedi, riducendo drasticamente la dipendenza dai mezzi motorizzati.

Sul fronte ambientale, anche la sfida romana si gioca sulla forestazione urbana. L'obiettivo è la messa a dimora di un milione di nuovi alberi entro il 2026, sostenuto da un budget per il verde pubblico che è stato più che decuplicato, passando dai 6milioni del 2020 a oltre 40milioni di euro annui.

La mobilità dolce capitolina sta vivendo la sua fase più acuta con la realizzazione del Grab, il Grande Raccordo Anulare delle Bici, un anello ciclopedonale di 44 chilometri che collegherà il Colosseo, l'Appia Antica e le ville storiche, i cui lotti principali devono essere ultimati entro il giugno 2026 per non perdere i fondi del Pnrr. A questo si aggiunge la visione della «Città del Mare e dei Fiumi», con l'inaugurazione dei primi parchi d'affaccio sul Tevere, come quello del Lungotevere delle Navi (1,6 ettari) e il nuovo parco alla confluenza con l'Aniene, che puntano a trasformare le sponde del fiume in spazi ciclabili e didattici permanenti.

La stessa onda ha investito Lione, dove il sindaco ecologista Grégory Doucet è stato riconfermato promettendo la piantumazione di 300.000 alberi entro il 2030, e Marsiglia, dove Benoît Payan ha blindato la vittoria puntando sulla riqualificazione energetica e sulla tutela ambientale delle coste.

Il confronto con Roma, la visione di Gualtieri

Mentre la Francia consolida il suo «fronte verde», Roma osserva con attenzione, consapevole di trovarsi in una fase di trasformazione altrettanto delicata. Il sindaco Roberto Gualtieri condivide con i colleghi d'oltralpe l'ambizione della sostenibilità, ma agisce su un tessuto urbano e archeologico più complesso.

Se Parigi punta a foreste in pieno centro, Roma ha fissato l'obiettivo ambizioso di un milione di nuovi alberi entro il 2026, sostenuto da un budget per il verde passato dai 6 milioni del 2020 ai 33 milioni attuali. Sul fronte della mobilità, la Capitale risponde alle ZTL francesi con interventi simbolici ma impattanti, come la pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali e la creazione della nuova piazza pedonale sopra il sottovia di piazza Pia, interventi che mirano a restituire spazio pubblico ai cittadini in vista del post-Giubileo.

Verso un'Europa delle metropoli verdi e resilienti

Il voto francese del 2026 conferma che il consenso elettorale nelle aree urbane si sposta sempre più verso chi garantisce una migliore qualità dell'aria e dello spazio pubblico. Ma per Roma, la sfida non è solo ideologica ma logistica perchè mentre a Parigi la gestione del verde è ormai parte dell'identità politica, nell'Urbe la scommessa è dimostrare che gli investimenti del PNRR portino a una manutenzione strutturale e non a interventi isolati.

Il successo dei programmi di forestazione e mobilità dolce sarà la chiave per capire se Roma potrà finalmente sedersi stabilmente al tavolo delle grandi metropoli verdi d'Europa, seguendo la scia di una Francia che ha scelto di bandire l'asfalto in favore del benessere climatico.

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