Roma, 26 ottobre 2026
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Lista degli stupri e svastica al liceo Righi: la denuncia degli studenti

La scritta, con i nomi di studenti ed ex studenti, sarebbe comparsa il 16 ottobre in un bagno della sede di via Boncompagni. Il collettivo Ludus: «Un muro si può ripulire, ma la cultura che la genera non scompare»

di Camilla Palladino TEMPO DI LETTURA 3'
Lista degli stupri e svastica al liceo Righi: la denuncia degli studenti

Una «lista stupri» con i nomi di studenti ed ex studenti e una svastica disegnata su una scritta in solidarietà con il popolo palestinese. È quanto sarebbe comparso nei giorni scorsi in un bagno del liceo scientifico Augusto Righi di Roma, nella sede di via Boncompagni. A denunciare pubblicamente l’episodio, avvenuto secondo le ricostruzioni degli studenti il 16 ottobre, sono state la lista studentesca Delta e il collettivo Ludus attraverso i propri canali social. Il caso riporta al centro dell’attenzione il fenomeno delle liste sessiste e intimidatorie comparse negli istituti superiori della Capitale. Circa un anno fa, un episodio analogo aveva coinvolto il liceo classico Giulio Cesare.

La denuncia della lista Delta

La lista studentesca Delta ha raccontato l’accaduto il 19 ottobre, condannando il gesto e prendendo le distanze da chi lo ha compiuto. La scritta sarebbe comparsa nella sede di via Boncompagni dopo che, il venerdì precedente, negli stessi spazi si era svolto «Aperitivo Prime», un progetto organizzato proprio dalla lista. «La lista Delta ripudia il gesto e l’ideologia madre che ne è alla base», hanno sottolineato gli studenti, precisando di non sapere chi sia il responsabile. «Non sappiamo chi è stato e forse mai potremo saperlo, sappiamo però che è inaccettabile che si ripeta un episodio del genere, già accaduto l’anno scorso in diversi licei».

La svastica sopra la scritta per la Palestina

A condannare l’accaduto è stato anche il collettivo Ludus, secondo cui la lista sarebbe stata accompagnata da una svastica realizzata con lo stesso pennarello e tracciata sopra una scritta in solidarietà con il popolo palestinese. Il collettivo ha riferito che la lista è stata cancellata tempestivamente, ma ha invitato a non considerare sufficiente la rimozione delle scritte. «Un muro si può ripulire, una scritta si può cancellare, ma la cultura che la genera non scompare con un po’ di vernice. Va riconosciuta, contrastata e smantellata», si legge nel messaggio pubblicato sui social. Per Ludus, l’episodio rappresenta anche il riflesso di una mentalità patriarcale ancora radicata nella società. Da qui la richiesta di introdurre nelle scuole corsi di educazione sessuo-affettiva: «Non smetteremo mai di chiedere i corsi di educazione sessuo-affettiva all’interno delle nostre scuole». La denuncia degli studenti riaccende così il dibattito sul rispetto e sulla sicurezza negli ambienti scolastici, oltre che sulla necessità di contrastare la cultura sessista e le manifestazioni di odio all’interno degli istituti.

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