Due sequestri di persona, un tentato omicidio, violenze e un contesto criminale dominato da regolamenti di conti e strategie mafiose. Questo lo scenario emerso da un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia di Roma e condotta dai carabinieri di Frascati, che ha portato oggi all’arresto di sei persone. Tra loro figura Elvis Demce, nome noto alle cronache giudiziarie della Capitale e considerato il braccio destro di Fabrizio Piscitelli, alias «Diabolik», capo ultrà laziale assassinato nel 2019.
Gli arresti sono stati eseguiti tra Roma e i Castelli Romani, sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dalla gip Antonella Minnuni. Le accuse sono pesantissime, sequestro di persona a scopo di estorsione, tentato omicidio, detenzione illegale di armi e, soprattutto, aggravante del metodo mafioso.
I fatti risalgono a giugno 2024. Il primo sequestro, avvenuto il 2 giugno, ha avuto come vittima Gianluca Tei, un narcotrafficante già sopravvissuto in passato a due aggressioni. Rapito da tre uomini su ordine di un pregiudicato genovese, è stato immobilizzato con manette, incappucciato e minacciato con una pistola puntata alla testa. L’uomo è rimasto prigioniero per circa una settimana, fino alla liberazione. La sua successiva denuncia ha dato il via all’inchiesta.
Il secondo episodio si è verificato il 19 giugno. In questo caso la vittima è Andrea Palazzo, commerciante d’auto dell’Agro Pontino, sequestrato sempre nella stessa abitazione a Lanuvio. L’uomo è stato ferito con un colpo d’arma da fuoco all’addome, mentre i rapitori cercavano informazioni su una banda rivale nel traffico di stupefacenti.
Oltre a Demce, oggi detenuto, sono finiti in manette Alfredo Louis Toribio Martinez (33 anni), Jose Vinicio Alcantara Fernandez (25), Edison Jhon Martinez Moreno (34), l’albanese Alban Cjapi (34) e l’italiano Marco Porcino (35), originario di Napoli. Tre di loro sono di origine sudamericana, due albanesi e uno italiano, a dimostrazione del carattere transnazionale della rete criminale.
Durante le perquisizioni i militari hanno sequestrato 10 telefoni cellulari, 16mila euro in contanti, due orologi Rolex, un bracciale con smeraldi, un’agenda con appunti riconducibili allo spaccio e una modesta quantità di cocaina.
Particolarmente inquietanti i video finiti agli atti, in cui si vedono scene di vera tortura: un uomo in ginocchio, mani legate, costretto a camminare sotto la minaccia di un’arma.
Elvis Demce, arrestato nel corso dell’operazione, è ritenuto una figura centrale nell’eredità criminale lasciata da Piscitelli. Dopo la morte di «Diabolik», assassinato a colpi di pistola in un agguato nel Parco degli Acquedotti, Demce avrebbe assunto un ruolo operativo di primo piano nel narcotraffico romano e nella gestione di affari illeciti legati al racket e al controllo del territorio.
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