Roma, 21 maggio 2026
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A Roma la Maratona Bullismo, piazza Mastai diventa la Piazza del Rispetto

Due giorni di incontri, sport e confronto con scuole, istituzioni e famiglie. Pieretti: «Lo sport è un linguaggio educativo potente»

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 4'
A Roma la Maratona Bullismo, piazza Mastai diventa la Piazza del Rispetto

Si è tenuta a Roma, dal 20 al 21 maggio, la seconda edizione della Maratona Bullismo, l’evento promosso dall’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile e realizzato in collaborazione con Adnkronos.

Per due giorni Piazza Mastai, a Trastevere, è diventata la Piazza del Rispetto, uno spazio pubblico dedicato al confronto con scuole, famiglie, istituzioni, università, media e terzo settore sui fenomeni del bullismo, del cyberbullismo e del disagio giovanile.

L’obiettivo dell’iniziativa è stato affrontare questi temi con il diretto coinvolgimento di ragazze e ragazzi, trasformando il disagio in energia positiva e i giovani in Campioni di Vita.

Due giorni di incontri, sport e prevenzione

Il programma ha alternato momenti di confronto con campioni dello sport, performance, intrattenimento, talk e panel tematici. Al centro, i temi della prevenzione, dell’inclusione, del rispetto delle regole, della gestione delle emozioni, del coraggio e della responsabilità.

Alla manifestazione ha partecipato anche Alessia Pieretti, consigliera delegata della Città metropolitana di Roma Capitale, intervenuta il 21 maggio al panel Media, linguaggio e percezione, ospitato al Palazzo dell’Informazione.

L’incontro era dedicato al ruolo dei media nella rappresentazione del fenomeno tra i giovani e nell’opinione pubblica, con attenzione alla responsabilità narrativa, alle campagne di sensibilizzazione e all’uso positivo dei contenuti digitali.

Pieretti: «La scuola, i media e le istituzioni hanno ciascuno la propria parte»

Nel suo intervento, Pieretti ha sottolineato che bullismo, isolamento, fragilità emotiva, cyberbullismo e disagio adolescenziale non possono essere affrontati solo come drammi individuali.

«La scuola, i media, la famiglia, le istituzioni hanno ciascuno la propria parte nel creare una rete stabile e sicura in cui, chi ha a che fare con tali difficoltà, possa ascoltare, orientare e tutelare non solo le vittime, ma anche gli aggressori», ha dichiarato la consigliera delegata.

Pieretti ha richiamato anche il peso della narrazione pubblica del fenomeno, osservando che le categorie di vittima e aggressore «non dovrebbero esistere» nella rappresentazione del bullismo.

Lo sport come linguaggio educativo

Nel comunicato, Pieretti è intervenuta anche sul ruolo dello sport, filo conduttore della manifestazione e strumento indicato come collante sociale accanto a scuola, famiglia e istituzioni del territorio.

Lo sport, ha spiegato, può diventare «non solo metafora, azione positiva e antidoto al disagio, ma anche linguaggio educativo e formativo potente». Una dimensione capace di trasformare l’aggressività in risorsa, la disciplina in controllo delle emozioni e il lavoro di squadra in inclusione e condivisione degli obiettivi.

Secondo Pieretti, è proprio nello sport che si acquisiscono rispetto di sé e dell’altro, mentre le regole non vengono percepite come limiti, ma come parte del gioco.

Il progetto Blue Box nei comuni della Città metropolitana

La consigliera delegata ha ricordato anche la collaborazione tra Città metropolitana di Roma Capitale e l’Osservatorio, richiamando il progetto delle Blue Box.

Nei giorni scorsi si è tenuta la festa finale del progetto finanziato dall’ente metropolitano, che ha portato questi dispositivi di primo ascolto nei comuni di Monterotondo, Mazzano Romano, Velletri e Zagarolo. Le Blue Box, realizzate da Dedem Spa, sono state installate all’interno delle cabine per fototessera.

Il progetto ha previsto anche incontri tra giovani, esperti e sportivi sui temi del rispetto e dell’ascolto, con l’obiettivo di contrastare bullismo e cyberbullismo.

«Con la nostra convinta partecipazione a questa iniziativa, ribadiamo l’impegno di Città Metropolitana e del sindaco Gualtieri a essere parte attiva del lavoro collettivo sulla prevenzione e il contrasto a questo fenomeno», ha concluso Pieretti.

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