
Credit: Marco Anelli
Marina Abramović torna a Roma con un'opera pensata per l'Arco di Giano, nel cuore del Foro Boario. Dal 19 novembre 2026 al 19 maggio 2027, il monumento ospiterà «Confession, 2026», un progetto della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti che mette in dialogo arte contemporanea, memoria personale e patrimonio archeologico.
Al centro dell'installazione ci sarà un asino a grandezza naturale in bronzo dorato, collocato sotto l'Arco di Giano insieme a una seduta dello stesso materiale. I visitatori saranno invitati a prendere posto davanti all'animale e a condividere simbolicamente con lui ricordi, traumi ed emozioni.
L'opera riprende una performance del 2010, nella quale Abramović si era inginocchiata davanti a un asino per raccontargli le esperienze dolorose della propria infanzia.
Sedici anni dopo, l'artista trasferisce quell'esperienza al pubblico attraverso la sua prima scultura in bronzo, commissionata dalla Fondazione Alda Fendi – Esperimenti e realizzata con Factum Arte.
«In Confession 2026, l'asino diventa una scultura e la mia sedia resta vuota. Tu siedi dove sedevo io», spiega Abramović. L'animale diventa così un interlocutore silenzioso, al quale ciascun visitatore può affidare la propria storia.
Il progetto sarà inaugurato il 19 novembre con un'azione dell'artista, che si siederà davanti all'asino d'oro prima di invitare alcune persone a prendere il suo posto.
L'installazione comprende anche due opere video: Confession, 2010 e l'inedito «The Road to Confession, 2026», girato il 30 giugno scorso con la regia di Nabil Elderkin.
Nel film, Abramović attraversa le strade deserte della Capitale accompagnata dall'asino Paltò, fino a raggiungere l'Arco di Giano.
«Quest'opera è la mia lettera d'amore a Roma», ha dichiarato l'artista, spiegando di aver voluto mettere in relazione il passato della città con la propria ricerca sulla memoria e sulla trasformazione.
L'iniziativa coincide con una nuova fase di valorizzazione dell'Arco di Giano, danneggiato dall'attentato mafioso del 1993 alla vicina chiesa di San Giorgio al Velabro e successivamente protetto da una cancellata.
Dopo un primo restauro concluso nel 2017, il monumento è stato interessato da ulteriori interventi di consolidamento e sistemazione delle aree circostanti, finanziati nell'ambito del PNRR – Caput Mundi.
La Fondazione Alda Fendi – Esperimenti, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale di Roma, propone ora di trasformare temporaneamente l'antico passaggio in uno spazio di partecipazione artistica.
L'Arco sarà inoltre valorizzato da un progetto di illuminazione firmato da Vittorio Storaro, direttore della fotografia vincitore di tre premi Oscar.
L'installazione sarà visitabile tutti i giorni dalle 17 alle 21, dal 19 novembre 2026 al 19 maggio 2027, presso l'Arco di Giano, nell'area del Foro Boario a Roma.
Il progetto riunisce scultura, video e performance, con l'obiettivo di coinvolgere direttamente i visitatori nell'esperienza artistica.
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