Roma, 28 ottobre 2026
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Roma Jazz Festival 2026, 50 anni nel segno di Miles Davis: da Paolo Fresu a Steve Coleman, 20 concerti tra Roma e Lazio

Roma Jazz Festival 2026, dal 1° al 24 novembre la 50ª edizione con 20 concerti, grandi artisti internazionali e omaggi a Miles Davis e John Coltrane.

di Edoardo Iacolucci TEMPO DI LETTURA 3'
Paolo Fresu_Kind of Miles 2024 (Credit: Tommaso Le Pera)

Paolo Fresu_Kind of Miles 2024 (Credit: Tommaso Le Pera)

Cinquant'anni di jazz, oltre mille concerti e alcuni dei più grandi protagonisti della storia della musica. Il Roma Jazz Festival celebra la sua 50ª edizione dall'1 al 24 novembre 2026, con un programma che attraversa generazioni, linguaggi e continenti. Diciotto concerti nella Capitale, tra Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Casa del Jazz e Alcazar, e due appuntamenti speciali a Rieti e Fossanova, per raccontare un genere musicale che ha fatto della contaminazione e della sperimentazione la propria identità.

Il titolo scelto per questa edizione, Rileggere Miles, ripensare il jazz, rende omaggio al centenario della nascita di Miles Davis, figura centrale della musica del Novecento e protagonista di alcune delle trasformazioni più radicali del jazz. Da Paolo Fresu a Steve Coleman, da Kurt Elling a Jason Miles, il festival riunisce artisti internazionali e nuove generazioni, affiancando alla memoria dei grandi maestri le espressioni più contemporanee della scena musicale.

Cinquant'anni di Roma Jazz Festival, dalla Quercia del Tasso ai grandi palcoscenici

La storia del Roma Jazz Festival comincia nel 1976, alla Quercia del Tasso sul Gianicolo, quando una manifestazione destinata a diventare uno degli appuntamenti più longevi del jazz europeo muoveva i primi passi.

Da allora sui suoi palchi si sono alternati musicisti come Dizzy Gillespie, Sarah Vaughan, Sonny Rollins, Wayne Shorter, Ray Charles, Herbie Hancock, Chick Corea e Pat Metheny, fino ai protagonisti contemporanei Esperanza Spalding e Kamasi Washington.

A ricordare le origini della manifestazione è il direttore artistico Mario Ciampà:

«Era il 1976, sul Gianicolo, alla Quercia del Tasso. Il Roma Jazz Festival mosse i suoi primi passi quasi in sordina, e nessuno poteva immaginare cosa stesse cominciando. Oggi, alla sua cinquantesima edizione, è uno degli appuntamenti più longevi del panorama europeo».

Una storia intrecciata con quella dello stesso Miles Davis, che si esibì più volte nell'ambito della manifestazione. Tra gli appuntamenti rimasti nella memoria collettiva, il concerto del 23 luglio 1991 allo Stadio Olimpico, davanti a ventimila spettatori, pochi mesi prima della morte del trombettista americano.

Miles Davis rivive attraverso Paolo Fresu, Erik Truffaz e Jason Miles

Ad aprire il festival, domenica 1° novembre alle 18 nella Sala Sinopoli dell'Auditorium, sarà Paolo Fresu con Kind of Lives, versione concertistica dello spettacolo teatrale Kind of Miles, scritto e interpretato dal trombettista sardo. Il progetto ripercorre le diverse stagioni creative di Davis, dal jazz acustico degli anni Cinquanta alla rivoluzione elettrica, attraverso due ensemble che ne restituiscono le differenti anime musicali.

L'omaggio proseguirà il 17 novembre con New Sketches of Spain, incontro tra il trombettista franco-svizzero Erik Truffaz e il sassofonista e cantante di flamenco Antonio Lizana, impegnati in una rilettura dell'album Sketches of Spain del 1960.

Il 18 novembre sarà invece il batterista americano Gregory Hutchinson a esplorare l'eredità ritmica di Davis con Kind of Now – The Pulse of Miles Davis, un viaggio attraverso il contributo dei grandi percussionisti che accompagnarono il musicista.

La chiusura, il 24 novembre, sarà affidata a Jason Miles con 100 Miles for Miles Davis. Tastierista, compositore e produttore, Miles ha contribuito alla costruzione del suono di album fondamentali come Tutu, Amandla e Siesta, diventando uno dei protagonisti della stagione elettronica del trombettista.

Da Kurt Elling a Steve Coleman, i grandi nomi internazionali

Il cartellone internazionale si apre il 4 novembre con Kurt Elling e gli Yellowjackets, insieme per Celebrate Weather Report, un tributo alla formazione che ha rivoluzionato il jazz-fusion.

Il 5 novembre sarà la volta del sassofonista Steve Coleman con i Five Elements, protagonista di un percorso musicale che unisce jazz, hip-hop, funk e tradizioni ritmiche africane. Il giorno successivo, 6 novembre, il pianista cubano Gonzalo Rubalcaba incontrerà il mandolinista brasiliano Hamilton de Holanda nel progetto Collab, un dialogo tra virtuosismo, improvvisazione e ritmi latinoamericani.

Tra gli appuntamenti più significativi anche quello del 16 novembre con Enzo Favata, che riporta sul palco Atlantico, progetto storico di incontro tra jazz e world music, oggi al centro del nuovo album Ritornare.

Il 21 novembre, al Teatro Studio Borgna, arriverà invece il trombettista americano Jeremy Pelt con il suo quintetto, tra tradizione neo-bop, elettronica e ricerca contemporanea.

Un omaggio a Sonny Rollins e spazio alle nuove generazioni

Accanto al centenario di Miles Davis, il Roma Jazz Festival ricorderà anche Sonny Rollins, scomparso il 25 maggio 2026 a 95 anni. Il sassofonista, tra i giganti della storia del jazz, era stato protagonista di una memorabile esibizione al festival nel 2009.

Il 19 novembre, la Casa del Jazz Orchestra, diretta da Mario Corvini con la partecipazione del sassofonista Javier Girotto, gli renderà omaggio con Tenor Madness.

La programmazione della Casa del Jazz valorizzerà invece alcuni dei percorsi più originali della scena italiana. Il 7 novembre la clarinettista Zoe Pia guiderà l'Eden Inverted Collective in Atlantidei, progetto ispirato al mito dell'Atlantide e alle sue possibili connessioni con la Sardegna. L'8 novembre Domenico Rizzuto presenterà in trio Disastri quotidiani, mentre il 13 novembre Eleonora Strino porterà sul palco le composizioni di Lumithia, dedicate a figure femminili reali e immaginarie.

Il 14 novembre sarà la volta dei giovani musicisti napoletani del Nexus Quartet con Appunti di viaggio. Il 20 novembre, all'Alcazar, spazio invece agli Omasta, formazione polacca che intreccia jazz contemporaneo, hip-hop e sonorità urban.

Rosa Brunello e Chiara Civello, il jazz tra impegno sociale ed elettronica

Tra le protagoniste della cinquantesima edizione anche due artiste italiane che hanno sviluppato linguaggi musicali profondamente differenti.

Il 22 novembre alle 18, Rosa Brunello presenterà We Are Surging Waters, album ispirato anche a un viaggio in Senegal e ai movimenti sociali contemporanei. Un lavoro che attraversa i temi della pace, dell'emancipazione femminile e della memoria, intrecciando tradizioni musicali mediterranee e africane.

Il 23 novembre sarà invece Chiara Civello a salire sul palco dell'Auditorium insieme al produttore Clap! Clap!, nome d'arte di Cristiano Crisci, con CCCC. Un progetto che attraversa jazz, elettronica, art-pop e club culture, anticipato dal singolo Me and the Trees.

Non mancherà l'attenzione ai più piccoli: domenica 22 novembre alle 11 torna Fiabe Jazz, con lo spettacolo I Musicanti di Brema Swing Band.

Il centenario di John Coltrane celebrato a Rieti e Fossanova

Il 2026 segna anche i cento anni dalla nascita di John Coltrane, altro protagonista fondamentale della storia del jazz. Per l'occasione il festival uscirà dai confini della Capitale con due concerti dedicati ad A Love Supreme, il capolavoro spirituale pubblicato nel 1965.

Il primo appuntamento sarà il 15 novembre alle 18 nella Chiesa di San Domenico a Rieti, con la Rieti Jazz Orchestra. Il secondo si terrà il 22 novembre alle 18 nell'Abbazia di Fossanova, a Priverno, in provincia di Latina, con la Priverno Jazz Orchestra.

Due luoghi dal forte significato storico e spirituale, scelti per evocare la dimensione contemplativa della musica di Coltrane.

Roma Jazz Festival 2026: date, luoghi e biglietti

Il Roma Jazz Festival 2026 si svolgerà dall'1 al 24 novembre, con concerti all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, alla Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55, e all'Alcazar, in via Cardinale Merry del Val.

La manifestazione è prodotta da Imf Foundation, in coproduzione con Fondazione Musica per Roma, con il contributo del Ministero della Cultura e il sostegno della Regione Lazio.

Per celebrare il cinquantesimo anniversario sarà inoltre pubblicato, in collaborazione con Artribune, il catalogo Roma Jazz Festival – Jazz, Arte e Grafica (2002/2026), dedicato anche alla storia visiva della manifestazione.

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