
Mario Adinolfi lascia il carcere e torna agli arresti domiciliari. Il gip del Tribunale di Roma, Giulia Arcieri, ha accolto l'istanza presentata dalla difesa dell'ex parlamentare e giornalista, indagato nell'ambito di un'inchiesta per truffa aggravata e reati fiscali.
La decisione è stata comunicata mercoledì 28 ottobre dall'avvocato Pablo De Luca, che ha confermato la notifica del provvedimento nella stessa mattinata.
«Sono soddisfatto per questa decisione di affievolimento della misura cautelare», ha dichiarato il legale.
L'ex deputato, leader del Popolo della Famiglia, si trovava in carcere dallo scorso settembre, dopo l'aggravamento della precedente misura degli arresti domiciliari.
Come già raccontato da La Capitale, il trasferimento era stato disposto a seguito della violazione delle prescrizioni sull'utilizzo dei dispositivi informatici e dei social network, che Adinolfi avrebbe continuato a usare nonostante i divieti imposti.
L'inchiesta della Procura di Roma riguarda la cosiddetta «Scommessa collettiva», un sistema di raccolta di denaro legato alle scommesse sportive. Tra i reati contestati figurano truffa aggravata e continuata, esercizio abusivo della raccolta del risparmio, abusivismo finanziario e omessa dichiarazione dei redditi.
Con il nuovo provvedimento, Adinolfi torna dunque alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Le accuse a suo carico restano oggetto del procedimento giudiziario.
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