Roma, 8 ottobre 2026
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Mediatori interculturali, a Roma il confronto sul riconoscimento della professione: il 15 ottobre si insedia la Consulta

A Villa Altieri incontro sul riconoscimento professionale dei mediatori interculturali. Biolghini: il tema sarà affrontato dalla nuova Consulta.

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Villa Altieri, incontro sul riconoscimento professionale dei mediatori interculturali

Villa Altieri, incontro sul riconoscimento professionale dei mediatori interculturali

Si è svolto mercoledì 7 ottobre, a Villa Altieri, a Roma, un incontro dedicato al riconoscimento professionale dei mediatori interculturali, promosso nell’ambito del Tavolo della Convivenza. Un confronto richiesto dalle associazioni di settore e dagli stessi professionisti per riportare all’attenzione delle istituzioni una questione ancora irrisolta: la mancanza di un quadro normativo nazionale che riconosca in maniera uniforme il ruolo, le competenze e i diritti di chi lavora quotidianamente per favorire il dialogo tra culture diverse.

All’incontro hanno partecipato la delegata della Città Metropolitana di Roma Capitale alle Politiche sociali, Pari opportunità e Cultura, Tiziana Biolghini, la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Assemblea Capitolina Linda Meleo, il senatore del Partito Democratico Francesco Verducci, la responsabile della Cgil per le politiche sull’immigrazione Selly Kane, il consigliere regionale Claudio Marotta, l’avvocata Anna Pellegrino e la docente universitaria Esoh Elamé.

Mediatori interculturali, una professione senza riconoscimento uniforme

I mediatori interculturali svolgono un ruolo sempre più importante all’interno dei servizi pubblici, dalle scuole agli ospedali, passando per i servizi sociali e i centri antiviolenza. La loro attività non si limita alla traduzione linguistica, ma comprende la capacità di interpretare codici culturali differenti, facilitare la comunicazione tra cittadini e istituzioni e prevenire incomprensioni e conflitti.

Un lavoro fondamentale soprattutto per garantire alle persone di origine straniera un accesso effettivo ai servizi e ai diritti, che tuttavia non dispone ancora di un riconoscimento professionale uniforme a livello nazionale ed europeo.

Anche il numero dei professionisti attivi in Italia resta difficile da quantificare. Secondo le stime elaborate negli anni da associazioni e studi di settore, i mediatori interculturali sarebbero tra i 4.000 e i 5.000, mentre altre fonti, tra cui il Ministero del Lavoro, indicano una platea compresa tra 4.000 e 10.000 operatori.

A complicare il quadro è l'assenza di un albo professionale specifico e di una normativa nazionale omogenea. La formazione e il riconoscimento delle competenze sono regolati prevalentemente a livello regionale, mentre molti professionisti lavorano attraverso cooperative, contratti a termine o incarichi a progetto.

I tentativi di legge e il documento del Cnel

Il riconoscimento della figura del mediatore interculturale è una questione affrontata più volte anche in Parlamento. Nel corso delle precedenti legislature sono stati presentati diversi disegni di legge, senza che nessuno riuscisse a completare l'iter legislativo.

Un primo riferimento risale al 2000, quando il Cnel elaborò un documento contenente standard relativi alla formazione e all'attività professionale dei mediatori interculturali. Quelle indicazioni hanno costituito negli anni una base per numerosi interventi regionali e locali, senza tuttavia tradursi in una disciplina nazionale condivisa.

È proprio da questa situazione che nasce la richiesta emersa durante l'incontro di Villa Altieri: riaprire il confronto tra istituzioni, associazioni e rappresentanti della categoria per arrivare a un riconoscimento organico della professione.

Il 15 ottobre si insedia la Consulta Permanente della Convivenza Interculturale

A raccogliere le richieste dei partecipanti è stata Tiziana Biolghini, che ha annunciato l'intenzione di portare la questione all'attenzione della nuova Consulta Permanente della Convivenza Interculturale, il cui insediamento è previsto per il 15 ottobre, alla presenza del sindaco di Roma Capitale e della Città Metropolitana Roberto Gualtieri.

«Il 15 ottobre si insedierà ufficialmente la Consulta Permanente della Convivenza Interculturale, con il sindaco di Roma Capitale e della Città Metropolitana di Roma Capitale Roberto Gualtieri, e in quella sede questo tema sarà alla nostra attenzione».

La delegata ha sottolineato come il ruolo dei mediatori vada ben oltre il supporto linguistico, rappresentando uno strumento fondamentale per l'inclusione sociale e la tutela dei diritti.

«La figura del mediatore interculturale è la chiave attraverso cui può nascere una vera integrazione, anche nella difesa dei diritti delle persone di cui si occupa. Diritti che spesso le persone immigrate che arrivano nel nostro Paese non conoscono o non riescono a esercitare pienamente».

Biolghini: necessario riconoscere una professionalità indispensabile

Secondo Biolghini, il riconoscimento della professione rappresenta anche un passaggio necessario per migliorare il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, valorizzando competenze già impiegate quotidianamente nei servizi territoriali.

«Si va molto oltre il semplice aspetto socio-linguistico: attraverso la mediazione si costruisce conoscenza reciproca tra culture diverse, si favorisce il dialogo e si rende più efficace il rapporto tra cittadini, servizi e istituzioni. Per questo è necessario riconoscere pienamente una professionalità che già oggi svolge una funzione indispensabile nella nostra società».

L'appuntamento del 15 ottobre rappresenterà dunque una prima occasione per riportare il riconoscimento dei mediatori interculturali all'interno del confronto istituzionale, con l'obiettivo di dare maggiore stabilità e dignità professionale a una categoria che opera in numerosi settori della vita pubblica.

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