Roma, 3 novembre 2026
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Musei Capitolini, l’Intelligenza Artificiale ricompone una lastra del 203 d.C.: svelato il volto originario del monumento

Scansioni tridimensionali e ricostruzioni digitali hanno permesso di confermare il legame tra il reperto conservato a Palazzo Nuovo e il busto di Settimio Severo custodito al British Museum. Dal 4 novembre al 31 marzo un nuovo allestimento nella Sala degli Imperatori racconterà le diverse trasformazioni dell’opera

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Musei Capitolini, l’Intelligenza Artificiale ricompone una lastra del 203 d.C.: svelato il volto originario del monumento

La tecnologia digitale e l’Intelligenza Artificiale riportano alla luce l’aspetto originario di un reperto dell’antica Roma. Ai Musei Capitolini, nella Sala degli Imperatori di Palazzo Nuovo, sarà possibile osservare la ricostruzione virtuale della celebre lastra bronzea con la dedica dei Vigili agli imperatori della dinastia dei Severi, realizzata nel 203 d.C. Il nuovo allestimento sarà visitabile dal 4 novembre 2026 al 31 marzo 2027 e permetterà di conoscere non soltanto la configurazione iniziale del manufatto, ma anche le trasformazioni subite nel corso dei secoli. Il progetto ha portato a un’importante conferma scientifica: grazie alle scansioni 3D e al ricongiungimento virtuale con il busto di Settimio Severo conservato al British Museum di Londra, è stato dimostrato che il frammento custodito nella collezione britannica appartiene alla lastra romana, come ipotizzato in passato ma mai provato.

La ricostruzione digitale e il volto cancellato di Geta

Il nuovo percorso espositivo affianca alla lastra originale due riproduzioni in resina realizzate con la stampa 3D, ottenute attraverso la scansione tridimensionale e restaurate digitalmente. Le due versioni restituiscono altrettanti momenti fondamentali della storia dell’opera. La prima ricostruisce il manufatto nella sua configurazione originaria, precedente alla damnatio memoriae di Geta. La lastra presentava tre busti: Settimio Severo al centro, Caracalla a destra e Geta a sinistra. Anche la parte dell’iscrizione cancellata dopo la condanna pubblica della memoria di quest’ultimo è stata ripristinata. Il volto di Geta è stato ricreato con l’Intelligenza Artificiale. La seconda riproduzione riprende invece il disegno pubblicato dallo studioso Cassiano Dal Pozzo nel Museum Chartaceum del 1650. In questa versione il nome di Geta risulta già cancellato e il suo busto è stato sostituito con quello di un Genio, divinità protettrice della Centuria citata nella dedica. Anche questa figura è stata ricostruita attraverso l’Intelligenza Artificiale. Oggi, al suo posto, sulla lastra originale si trova un busto femminile moderno. Entrambe le stampe 3D comprendono inoltre la riproduzione del busto di Settimio Severo, scansionato dall’originale conservato a Londra e reintegrato digitalmente.

La dedica dei Vigili e le vicende della lastra

Il reperto, rinvenuto a Trastevere nel Seicento, conserva un’iscrizione risalente al 203 d.C. La dedica era rivolta all’imperatore Settimio Severo, ai figli Caracalla e Geta, alla famiglia imperiale e al Genio della Centuria. A commissionarla furono 16 Vigiles, appartenenti al corpo incaricato nella Roma antica della sorveglianza notturna e dello spegnimento degli incendi. L’iscrizione celebrava il loro ingresso tra gli aventi diritto alla distribuzione pubblica di frumento, dopo tre anni di servizio. La storia del manufatto è stata segnata anche dagli eventi politici dell’età imperiale. Nel 211 d.C., dopo l’uccisione di Geta per mano del fratello Caracalla, venne decretata la damnatio memoriae: il nome del giovane imperatore fu cancellato e il suo busto rimosso. Anche dopo la riscoperta nel XVII secolo la lastra subì ulteriori modifiche legate al commercio antiquario. Il busto originale di Settimio Severo venne trafugato e, nel 1873, venduto al British Museum, dove si trova tuttora. All’epoca fu sostituito con una testina moderna.

Il nuovo allestimento nella Sala degli Imperatori

L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, dall’Assessorato alla Cultura e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con il Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona. Il rilievo tridimensionale dell’opera rientra in un più ampio progetto di ricerca finanziato con fondi dell’Unione europea. L’esposizione nella Sala degli Imperatori crea un collegamento diretto tra la lastra e i ritratti imperiali della collezione, con le riproduzioni 3D collocate in corrispondenza dei busti di Caracalla e Geta. Palazzo Nuovo, costruito sulla base del progetto di Michelangelo per completare il disegno della piazza del Campidoglio e inaugurato nel 1734 da papa Clemente XII, custodisce una collezione di antichità composta in gran parte dalle 418 sculture appartenute al cardinale Alessandro Albani. La Sala degli Imperatori ospita 67 ritratti di imperatori romani e membri delle famiglie imperiali, disposti in ordine cronologico.

Informazioni per le visite

Il nuovo allestimento sarà visitabile dal 4 novembre 2026 al 31 marzo 2027 ai Musei Capitolini, Palazzo Nuovo, in piazza del Campidoglio 1. Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Per informazioni è disponibile il numero 060608, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19.

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