Roma, 3 marzo 2026
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Nastri d’Argento Documentari 2026, trionfa «Attitudini: Nessuna». A Sophie Chiarello il Nastro dell’anno

Tutti i vincitori dei Nastri d’Argento Documentari 2026: da «Attitudini: Nessuna» su Aldo, Giovanni e Giacomo al Nastro della legalità per «Giulio Regeni - Tutto il male del mondo». Premi speciali e menzioni a Roma

di Edoardo IacolucciULTIMO AGGIORNAMENTO 12 ore fa - TEMPO DI LETTURA 3'
Nastri d’Argento Documentari 2026, trionfa «Attitudini: Nessuna». A Sophie Chiarello il Nastro dell’anno

Sono dieci i titoli premiati ai Nastri d’Argento Documentari 2026, riconoscimenti assegnati dal Sngci Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani. La cerimonia si è svolta al Cinema Barberini di Roma, dove il 2 marzo sono stati consegnati i Nastri, i Premi speciali e le targhe ai finalisti.

A guidare il palmarès è il «Nastro dell’anno» attribuito a «Attitudini: Nessuna» di Sophie Chiarello, che racconta da vicino Aldo, Giovanni e Giacomo e il loro stile inimitabile.

«Attitudini: Nessuna» è il Documentario dell’anno

Il riconoscimento principale dei Nastri d’Argento (produzione del Sngci, con il sostegno del Mic Ministero della Cultura) va al film di Sophie Chiarello, un viaggio nel mondo del celebre trio comico. Accanto al titolo vincitore, per il «Cinema del reale» è stato premiato «Sotto le nuvole» di Gianfranco Rosi.

Nella sezione «Cinema, Spettacolo, Cultura», per il Cinema vince «Roberto Rossellini - Più di una vita» di Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti, che racconta per la prima volta gli ultimi vent’anni del maestro del cinema fra vita pubblica e privata. Per la Cultura si impone «Ellroy vs L.A.» di Francesco Zippel, indagine sul rapporto difficile tra lo scrittore noir più amato dal cinema americano e Los Angeles.

Il Nastro per il Miglior documentario della selezione speciale dedicata alla «Musica» va a «Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco» di Cristiana Mainardi, che accende un riflettore sulla storia e sul valore di un autore straordinario tra memorie e musica, ripercorrendone la carriera artistica e personale.

Premi speciali tra memoria e impegno civile

Tre i Premi speciali assegnati dai Giornalisti Cinematografici. A Toni D’Angelo per la regia di «Nino. 18 giorni», documentario dedicato al padre Nino D’Angelo, racconto di una vita segnata dal grande successo popolare ma anche da forti delusioni.

Premiato anche «San Damiano» di Gregorio Sassoli e Alejandro Cifuentes, due anni di lavoro sul campo per raccontare il mondo degli ultimi intorno alla stazione Termini di Roma. Il film segue in particolare la quotidianità di Damien, senzatetto polacco trentacinquenne arrivato in Italia in cerca di una nuova vita.

Riconoscimento infine a «Quarant'anni senza Giancarlo Siani» di Filippo Soldi, omaggio al giovane cronista de «Il Mattino» assassinato dalla camorra nel 1985 a Napoli, che ha pagato con la vita il coraggio di non lasciarsi intimidire dalle minacce.

Fuori selezione, menzione speciale per «The Madmen Coach» di Carlo Liberatori, storia della prima nazionale senegalese di calcio per persone con problemi di salute mentale, esempio di come lo sport possa diventare rifugio inclusivo e opportunità di riscatto.

Il «Nastro della legalità» per Giulio Regeni

Completa il palmarès il «Nastro della legalità», assegnato a «Giulio Regeni - Tutto il male del mondo» di Simone Manetti. Il premio, già consegnato al regista, agli autori Emanuele Cava e Matteo Billi e ai produttori Ganesh e Fandango, rende omaggio anche ai genitori Paola Deffendi e Claudio Regeni e all’avvocata Alessandra Ballerini, da dieci anni al loro fianco nella battaglia per la giustizia e i diritti civili.

Sono stati, in tutto, 195 i documentari visionati editi nel 2025 e proposti entro il 31 dicembre scorso dai Festival più importanti o nelle rassegne specializzate, e in alcuni casi usciti in sala o trasmessi su reti e piattaforme televisive.

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