
Approda giovedì 5 marzo in assemblea capitolina il nuovo regolamento per la gestione delle insegne di negozi e locali a Roma. La proposta di delibera, a prima firma dei consiglieri di Italia viva Valerio Casini e Francesca Leoncini, recentemente passati in maggioranza, interviene sulle procedure autorizzative con l’obiettivo dichiarato di snellire i tempi e sostenere le attività economiche. Il testo prevede l’accorpamento della richiesta per l’insegna alla Scia (la Segnalazione certificata di inizio attività) introducendo un meccanismo di semplificazione amministrativa che, secondo i promotori, consentirebbe di superare le lunghe attese che oggi gravano sugli esercenti.
«La finalità della proposta è semplificare le procedure amministrative, sostenere le attività economiche, migliorare la qualità e il decoro urbano», ha spiegato il capogruppo di Iv in Campidoglio, Casini. Il consigliere ha evidenziato come l’attuale sistema sia caratterizzato da tempi molto lunghi per le autorizzazioni e ha illustrato le principali novità: «La situazione attuale è caratterizzata da tempi molto lunghi per le autorizzazioni. La prima novità è quella della Scia, già prevista dalla normativa nazionale, nelle aree e negli immobili sottoposti a tutela, la Scia sarà condizionata, dovrà essere sottoposta al controllo della Sovrintendenza, abbiamo accolto il suggerimento e in questi ambiti la Scia non produce effetti immediati». Un altro punto riguarda la distinzione tra pratica per l’attività commerciale e pratica per l’insegna: «Abbiamo specificato la differenza tra Scia unificata, attività e insegna, si tratta di due pratiche diverse, irregolarità sull’insegna non bloccheranno l’attività economica». Casini ha inoltre annunciato la presentazione di emendamenti per recepire le osservazioni arrivate, «soprattutto dei municipi».
Nelle scorse settimane, il progetto ha sollevato forti perplessità da parte di comitati cittadini e municipi del centro e della città storica, in particolare nelle aree ricomprese nel sito Unesco. Le associazioni temono che l’introduzione della Scia, seppur condizionata nei contesti tutelati, possa tradursi in un allentamento dei controlli preventivi e incidere negativamente sul decoro e sulla tutela del patrimonio storico-artistico. Secondo i critici, la semplificazione procedurale rischierebbe di favorire una proliferazione di insegne e cartellonistica in zone già sottoposte a forte pressione commerciale, con possibili ripercussioni sull’identità urbana della città storica. I municipi interessati hanno chiesto maggiori garanzie e un rafforzamento del ruolo degli enti di tutela. Il confronto politico si concentrerà dunque in aula Giulio Cesare, dove la maggioranza dovrà trovare un punto di equilibrio tra esigenze di semplificazione per le imprese e salvaguardia del paesaggio urbano in una città dal valore storico e culturale unico.
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