Corrono le notizie sul giallo del presunto duplice omicidio di Villa Pamphilj. Le certezze sono ormai tante: si conosce il nome e l'identità della donna trovata morta nella notte di sabato scorso e si è alla ricerca di un uomo, in fuga. Diversi testimoni e un intenso lavoro di investigazione sui filmati delle telecamere hanno portato pezzi del puzzle a unirsi, fino ad avere un quadro quasi completo della vicenda.
Il primo importante risultato è stato raggiunto con l'identificazione di una delle due vittime. Nonostante il nome non sia trapelato, per difendere le indagini in corso, è noto che si tratti di una donna cittadina statunitense di 29 anni.
Come emerso dall'esame del dna la donna era la madre della bimba anch'essa trovata morta sempre all'interno della villa nei pressi dell'ingresso di via Leone XIII. L'età della bambina si aggira attorno ai 6-8 mesi.
Grazie alla combinazione di diverse piste, tra cui i filmati di undici telecamere, le testimonianze e almeno 40 reperti utili, gli investigatori hanno una pista anche sul presunto esecutore del duplice omicidio.
Si tratterebbe di un uomo, già fuggito dall'Italia, anche lui proveniente dallo stesso continente ma con tratti somatici differenti da quelli delle vittime. L'ipotesi, su cui ancora non si ha la certezza, è che l'uomo che si sta cercando non sia il padre della bambina. Secondo Il Corriere della Sera sarebbe quindi anche lui cittadino statunitense.
La ricostruzione del puzzle effettuata dagli investigatori coordinati dal pm Antonio Verdi e dall'aggiunto Giuseppe Cascini ha avuto diversi punti di svolta negli ultimi giorni. Due elementi sarebbero risultati cruciali: il vestito della bimba, ritrovato sul luogo del delitto, e il cappello che indossava l'uomo.
Da un filmato di una delle undici telecamere analizzate, infatti, si sarebbe trovata una corrispondenza tra gli elementi utili alle indagini e le immagini che ritraevano appunto un uomo con una bimba che indossava quel vestito. Le immagini provengono da una strumentazione installata al mercato di via San Silverio, vicino San Pietro e a una delle mense dove l'uomo si sarebbe recato per chiedere cibo e una tenda per la notte, esibendo come da procedura un documento per l'identificazione.
Su questa stessa pista porterebbero inoltre alcune testimonianze che sono state quindi raccolte nel corso dei giorni, tra cui una segnalazione al programma tv "Chi l'ha visto?" che, secondo quanto scrive Il Messaggero, sarebbe stata particolarmente rilevante per le indagini. Nella chiamata infatti un telespettatore ha parlato di una lite tra una donna e un uomo a cui aveva assistito nei giorni precedenti proprio non lontano dalla Villa, tanto accesa da richiedere l'intervento di una volante della polizia. Durante i controlli gli agenti avrebbero quindi verificato entrambe le identità e, seppur ancora non confermato, potrebbero essere proprio quelle di vittima e carnefice del giallo di Villa Pamphilj.
Mentre diversi interrogativi si chiudono, rimangono ancora molte incertezze. In particolare, non è ancora chiara la causa della morte della donna. Dalle indagini, infatti, non emergono segni di violenza mentre nel sangue non sono state trovate tracce di alcol o farmaci. Le ipotesi rimangono quelle della morte naturale o l'avvelenamento, su cui si sta indagando. Ben più chiara invece è l'ipotesi sulla morte della bambina che presenta traumi sul corpo ed è più concreta l'ipotesi che sia stata uccisa con efferata violenza.
Come già scritto in passato, però, non è chiaro come mai ci siano così tanti giorni di differenza tra la morte della piccola e quello della madre e soprattutto perché ci siano 4/5 giorni di distanza tra i decessi delle due.
Rimane inoltre da chiarire come mai entrambe le vittime siano state trovate nude nel parco e quali siano state le motivazioni che hanno portato il presunto omicida a compiere tale gesto.
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