
I sigilli posti alle cabine dello stabilimento Venezia (Polizia Locale di Roma Capitale)
Tutte le 212 cabine dello stabilimento balneare Venezia di Ostia sono state sequestrate nell’ambito di un’indagine della Procura di Roma su presunte irregolarità nell’occupazione del demanio marittimo.
Nella mattinata di ieri Guardia di Finanza e Polizia Locale hanno eseguito il decreto di sequestro preventivo disposto dal giudice per le indagini preliminari, apponendo i sigilli a 212 cabine presenti all’interno dello storico lido sul lungomare Amerigo Vespucci.
Secondo l’ipotesi investigativa, le strutture sarebbero state mantenute stabilmente sul demanio pubblico senza idoneo titolo demaniale ed edilizio. Per questo motivo i responsabili della società che gestisce lo stabilimento risultano indagati in concorso tra loro per le ipotesi di reato previste dagli articoli 54 e 1161 del Codice della Navigazione, che riguardano l’occupazione abusiva di spazi demaniali.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati resta valida la presunzione di non colpevolezza.
Il provvedimento arriva dopo una serie di accertamenti effettuati nelle ultime settimane sul litorale di Ostia.
Secondo quanto emerso dalle verifiche, le cabine presenti nello stabilimento sarebbero risultate prive dei necessari titoli autorizzativi che ne consentano la presenza permanente all’interno dell’area demaniale.

I sigilli posti alle cabine dello stabilimento Venezia (Polizia Locale di Roma Capitale)
Sulla base di questi elementi la Procura ha chiesto e ottenuto dal giudice il sequestro preventivo delle strutture. I gestori dello stabilimento potranno ora presentare alla magistratura eventuali documenti o autorizzazioni ritenuti utili a chiarire la posizione delle cabine oggetto dell’indagine.
Quella avviata nelle ultime ore non è la prima indagine che riguarda il Venezia.
Nel giugno del 2025 lo stabilimento era stato infatti sequestrato nell’ambito di un altro procedimento della Procura di Roma relativo a presunti abusi edilizi all’interno della struttura.
In quell’occasione gli investigatori avevano contestato la realizzazione di alcuni locali e magazzini ritenuti non conformi ai progetti approvati dal Comune di Roma, oltre ad altre difformità strutturali rispetto alle autorizzazioni urbanistiche.
I concessionari dello stabilimento, Bruno e Ruggero Barbadoro, avevano contestato le accuse sostenendo di essere in possesso dei titoli necessari per le modifiche effettuate e annunciando ricorso al Tribunale del Riesame.
Il Venezia è uno degli stabilimenti più conosciuti del lungomare di Ostia e negli anni ha ospitato eventi pubblici e iniziative politiche. In passato il lido è stato anche scenario di incontri e cene elettorali con la partecipazione di esponenti della politica nazionale e locale, tra cui Matteo Salvini, Antonio Tajani e Davide Bordoni.
La struttura dispone di numerose cabine stagionali utilizzate dagli abbonati dello stabilimento, con canoni che in alcuni casi possono arrivare a diverse migliaia di euro per l’intera stagione balneare.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di controlli amministrativi e giudiziari che negli ultimi anni hanno riguardato diversi stabilimenti del litorale romano.
A partire dallo scorso anno, il Comune di Roma ha avviato una procedura pubblica per il rinnovo delle concessioni balneari di Ostia, mettendo a bando 31 lotti tra stabilimenti, ristoranti e chioschi. Alla gara hanno partecipato oltre cento operatori e l’amministrazione ha assegnato la maggior parte delle concessioni introducendo anche un sistema di royalties sul fatturato dei concessionari.
Il procedimento giudiziario sullo stabilimento Venezia prosegue ora nelle sedi competenti, mentre le 212 cabine restano sotto sequestro in attesa dei prossimi sviluppi dell’indagine.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi