
Policlinico Milano, arrivano due robot chirurgici cinesi (Fonte: agenzia Xinhua)
Al Policlinico di Milano sono arrivati due nuovi sistemi di chirurgia robotica di produzione cinese, destinati a entrare progressivamente nella pratica clinica dell’ospedale.
Le piattaforme si affiancheranno ai robot già utilizzati dalla struttura e potranno essere impiegate in diversi ambiti, dalla chirurgia addominale all’urologia, dalla ginecologia alla chirurgia toracica ed epatica.
Uno dei due sistemi è prodotto da Edge Medical, azienda con sede a Shenzhen. L’altra piattaforma è il MicroPort MedBot Toumai, come risulta dagli atti pubblicati dal Policlinico relativi all’introduzione dei nuovi sistemi.
A spiegare cosa cambierà è Luigi Boni, direttore della Chirurgia Generale e Mininvasiva del Policlinico.
«La disponibilità di più piattaforme permette di programmare un numero maggiore di interventi robotici, di ridurre i tempi di attesa e di rendere questa tecnologia accessibile a un numero più ampio di pazienti», ha spiegato a Xinhua.
La chirurgia robotica non sostituisce il chirurgo, ma gli fornisce strumenti attraverso i quali controllare a distanza i movimenti effettuati all’interno del corpo del paziente.
Il sistema traduce i gesti eseguiti dalla console in movimenti degli strumenti introdotti attraverso piccole incisioni, consentendo di lavorare anche in spazi ristretti con un elevato controllo del movimento.
Un altro elemento riguarda la visualizzazione del campo operatorio: il chirurgo può utilizzare immagini tridimensionali ad alta definizione e, nel caso della piattaforma Edge Medical, anche sistemi di fluorescenza intraoperatoria, che possono rendere più facilmente distinguibili determinate strutture durante l’intervento.
Il Policlinico aveva annunciato l’arrivo dei due robot già ad agosto, definendosi il primo ospedale pubblico italiano a introdurre queste piattaforme robotiche di nuova generazione provenienti dalla Cina.
I sistemi confluiranno progressivamente nel nuovo hub chirurgico del Padiglione Sforza, dove saranno presenti 26 sale operatorie dedicate a un modello che integra robotica, chirurgia mininvasiva, imaging e tecnologie digitali.
L’ospedale sottolinea però che l’adozione di una nuova tecnologia non dipende soltanto dalle prestazioni tecniche.
Secondo il direttore generale Matteo Stocco, prima dell’utilizzo clinico devono essere valutati sicurezza, affidabilità, efficacia, facilità di utilizzo, assistenza tecnica e formazione degli operatori.
Le piattaforme sono predisposte anche per possibili sviluppi futuri nella telechirurgia, nell’integrazione digitale e nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale come supporto al chirurgo, sempre sotto il controllo dell’équipe clinica.
Per il Policlinico, l’introduzione dei nuovi sistemi rappresenta quindi anche un modo per ampliare il numero di tecnologie disponibili e confrontare piattaforme prodotte da aziende diverse in un mercato della robotica chirurgica che negli ultimi anni sta diventando sempre più competitivo.
Fonte: agenzia Xinhua
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