
Una frode fiscale da circa 5 milioni di euro nel settore della somministrazione di manodopera è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Pomezia. Al centro dell’indagine un sistema che avrebbe coinvolto 144 lavoratori e quattro società prive di una reale struttura organizzativa, utilizzate per mascherare i rapporti di lavoro e ridurre il carico fiscale e contributivo di un’impresa operante nel settore delle analisi chimiche. L’attività è stata condotta dai finanzieri della Compagnia di Pomezia nell’ambito di una complessa verifica fiscale, coordinata dal Comando provinciale di Roma.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la società principale si sarebbe avvalsa di quattro società «serbatoio», formalmente intestatarie dei rapporti di lavoro ma prive di una propria organizzazione e dei mezzi necessari per svolgere un’attività d’impresa autonoma. I 144 dipendenti risultavano così assunti dalle società intermediarie, mentre la direzione, la gestione e l’effettiva organizzazione delle prestazioni lavorative facevano capo direttamente all’impresa utilizzatrice. I rapporti tra le società erano regolati attraverso contratti di appalto di servizi che, secondo gli accertamenti, non presentavano i requisiti sostanziali di liceità. La loro funzione sarebbe stata quella di creare un circuito di fatturazione per operazioni inesistenti, con l’obiettivo di abbattere le imposte e i contributi dovuti.
L’ammontare complessivo delle fatture ritenute fittizie è stato quantificato in circa 5 milioni di euro. L’evasione dell’Iva avrebbe superato il milione di euro. Al termine della verifica, l’amministratore della società ha aderito integralmente ai rilievi contestati dai finanzieri, versando oltre un milione di euro direttamente nelle casse dell’Erario, una somma corrispondente al risparmio fiscale illecito ottenuto nel corso degli anni. Sono state inoltre regolarizzate le posizioni dei lavoratori ancora impiegati nell’azienda: i dipendenti sono stati assunti direttamente con contratti conformi alla normativa e sono state pagate le sanzioni previste.
Al termine delle indagini, cinque persone fisiche e quattro società sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Velletri. Le contestazioni riguardano, a vario titolo, i reati di emissione e annotazione di fatture per operazioni inesistenti e somministrazione fraudolenta di manodopera. Le responsabilità dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi
DIRETTORE EDITORIALE
Jacopo Nassi