
Presidio a piazzale Clodio (La Capitale)
Presidio degli anarchici questa mattina davanti al Tribunale penale di Roma, a piazzale Clodio, in occasione dell'udienza del processo relativo ai fatti del 28 gennaio avvenuti a Trastevere.
La giornata del 28 gennaio era stata caratterizzata da una manifestazione in solidarietà con Alfredo Cospito, anarchico detenuto nel carcere di Sassari, allora impegnato in uno sciopero della fame contro il regime di 41 bis e l'ergastolo ostativo. Nel corso della mobilitazione si verificarono momenti di tensione con le forze dell'ordine e, in serata, un corteo spontaneo attraversò per alcune ore le strade di Trastevere.
Per quei fatti la Procura di Roma ha ottenuto il rinvio a giudizio di diciotto persone, chiamate a rispondere di reati contestati in relazione agli avvenimenti di quella giornata.
Davanti al tribunale alcuni manifestanti hanno ribadito la propria opposizione al regime detentivo speciale.
«Il 41 bis è una tortura. Non si possono tenere in modo indefinito gli esseri umani senza contatti fisici e senza guardare il cielo».
Lo slogan è stato pronunciato durante il presidio organizzato in concomitanza con l'udienza.
Nel corso della manifestazione è stato ricordato anche il nome di Sara Ardizzone, anarchica deceduta il 19 marzo insieme ad Alessandro Mercogliano nel parco degli Acquedotti, a Roma.
Secondo l'ipotesi investigativa principale, i due sarebbero rimasti uccisi dalla deflagrazione di un ordigno artigianale che stavano assemblando all'interno di un casale. Dopo l'esplosione, gli investigatori si sono recati in uno stabile occupato di via degli Angeli, in zona Quadraro, dove sono stati sequestrati i telefoni cellulari delle due vittime nell'ambito delle indagini.
La mobilitazione si inserisce nel più ampio percorso di solidarietà nei confronti di Alfredo Cospito. Il 12 giugno il Tribunale di Sorveglianza di Roma si è riservato di decidere sul ricorso presentato dalla difesa dell'anarchico, rappresentato dall'avvocato Flavio Rossi Albertini, contro il rinnovo del regime di 41 bis.
Nei giorni precedenti, il 16 giugno, su disposizione della Procura di Roma, la polizia aveva inoltre eseguito misure cautelari nei confronti di alcuni militanti anarchici, accusati di aver costituito e organizzato una compagine criminale o gruppo di affinità finalizzato al compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo ed eversione.
L'udienza in corso riguarda gli episodi verificatisi durante la manifestazione del 28 gennaio e il successivo corteo spontaneo che attraversò Trastevere. Mentre il procedimento giudiziario prosegue nelle aule del tribunale, all'esterno alcuni anarchici hanno scelto di manifestare la propria vicinanza agli imputati e di rilanciare la campagna contro il 41 bis e l'ergastolo ostativo.
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