Roma, 20 settembre 2026
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Professoressa accoltellata a Centocelle, si indaga su una possibile regia suprematista online

Aggressione alla scuola Giovanni Verga di Centocelle: i carabinieri analizzano telefoni e chat del 13enne per chiarire il possibile ruolo della rete

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Professoressa accoltellata a Centocelle, si indaga su una possibile regia suprematista online

Proseguono gli accertamenti sull’aggressione ai danni della professoressa Isabella Marsilio, ferita venerdì all’interno della scuola media Giovanni Verga di Centocelle da uno studente di 13 anni.

Gli investigatori stanno cercando di comprendere se il ragazzo abbia agito autonomamente oppure se, nelle settimane precedenti, sia entrato in contatto con persone in grado di influenzarne il comportamento. Tra le ipotesi al vaglio delle procure di Roma e dei minorenni c’è anche quella di una possibile organizzazione virtuale dell’aggressione.

Si tratta, al momento, di una pista investigativa che dovrà essere verificata attraverso l’analisi dei dispositivi elettronici e delle comunicazioni online.

Sequestrati e analizzati i telefoni

Nella mattinata di sabato i carabinieri hanno effettuato una perquisizione informatica sul cellulare del giovane, attualmente ricoverato all’ospedale Umberto I e seguito dagli specialisti.

Gli investigatori hanno inoltre acquisito una copia forense del telefono della madre. Sul dispositivo sarebbero presenti i dati delle carte utilizzate per effettuare acquisti online, tra cui il materiale che il 13enne avrebbe portato con sé a scuola il giorno dell’aggressione.

L’obiettivo è ricostruire la rete di contatti del ragazzo, verificando l’eventuale presenza di messaggi, gruppi o conversazioni riconducibili alla preparazione dell’attacco e alla possibile diffusione di immagini in diretta.

Sono stati ascoltati anche alcuni insegnanti e diversi compagni di classe, che hanno fornito informazioni sulle abitudini e sugli interessi del giovane.

Il ruolo dei social e delle chat

Tra gli elementi esaminati dagli inquirenti ci sarebbe un conto alla rovescia pubblicato su TikTok prima dell’aggressione. Il profilo del ragazzo, successivamente oscurato, avrebbe raccolto migliaia di follower e numerose interazioni.

Gli investigatori stanno inoltre cercando di verificare l’esistenza di una diretta trasmessa attraverso Telegram e di identificare gli eventuali utenti che avrebbero assistito all’accaduto in tempo reale.

Particolare attenzione viene rivolta agli ambienti online legati al fenomeno del true crime, soprattutto nei casi in cui la violenza venga spettacolarizzata o trasformata in un modello di emulazione.

La tesi dell’arruolamento via social

Un altro filone riguarda alcuni simboli e contenuti pubblicati dal tredicenne sui social, che potrebbero suggerire un interesse verso ambienti estremisti. Anche in questo caso, tuttavia, non sono emersi elementi definitivi in grado di confermare un collegamento diretto con gruppi organizzati.

La procura dovrà valutare ogni informazione alla luce degli accertamenti tecnici e della documentazione clinica relativa al giovane.

La posizione della procura dei minorenni

Considerata l’età dello studente, il procedimento seguirà il percorso previsto per i minori non imputabili. Saranno valutate eventuali misure di carattere rieducativo e gli interventi più adeguati sulla base degli elementi raccolti.

Intanto, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha richiamato l’importanza di una collaborazione più stretta tra scuola e famiglie per prevenire i rischi legati alla violenza e all’uso distorto degli ambienti digitali.


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