Roma, 30 giugno 2026
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Revelation, a Roma la mostra di Lorenzo Meloni su guerre, tecnologia e crisi climatica

Dal 3 luglio al 2 agosto Palazzo Esposizioni Roma ospita il progetto fotografico realizzato da Emergency e curato da Giulia Tornari. L’ingresso nella Sala Fontana è gratuito

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 4'
Lorenzo Meloni_Stampa_4 FRANCIA. Marzo 2024. Giardino Botanico dell’Università di Strasburgo. Serra tropicale che ospita una variegata collezione di specie vegetali esotiche. Istituito a fini di ricerca e conservazione, il giardino botanico funge da laboratorio  vivente per lo studio della biodiversità, dell’ecologia e dell’adattamento delle piante. © Lorenzo Meloni

Lorenzo Meloni_Stampa_4 FRANCIA. Marzo 2024. Giardino Botanico dell’Università di Strasburgo. Serra tropicale che ospita una variegata collezione di specie vegetali esotiche. Istituito a fini di ricerca e conservazione, il giardino botanico funge da laboratorio vivente per lo studio della biodiversità, dell’ecologia e dell’adattamento delle piante. © Lorenzo Meloni

Dal 3 luglio al 2 agosto 2026 Palazzo Esposizioni Roma ospita “Revelation”, la mostra fotografica di Lorenzo Meloni dedicata alle connessioni tra conflitti, innovazione tecnologica, crisi climatica e sfruttamento delle risorse.

L’esposizione, allestita nella Sala Fontana e accessibile gratuitamente, è realizzata da Emergency con la curatela di Giulia Tornari e dell’Associazione culturale Zona. Il progetto è promosso dall’assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda speciale Palaexpo, che lo produce e organizza in collaborazione con l’organizzazione umanitaria.

Le immagini dei luoghi trasformati dall’uomo

La mostra raccoglie una selezione di fotografie realizzate da Meloni in diversi Paesi europei. Il fotografo ha attraversato poli industriali e tecnologici, centri di ricerca, reti energetiche, miniere dismesse e paesaggi modificati dall’intervento umano.

Le immagini mostrano luoghi sospesi tra produzione, abbandono e riconversione, nei quali sviluppo tecnologico, economia estrattiva e trasformazione ambientale si sovrappongono.

Il titolo “Revelation” deriva dal greco “apokálypsis”, cioè “svelamento”, e richiama l’obiettivo di rendere visibili processi e relazioni che spesso restano nascosti. Il progetto mette così in discussione le idee di progresso e sviluppo che hanno modellato il presente.

Dalla fotografia di guerra alle nuove forme di dominio

Membro di Magnum Photos, Lorenzo Meloni ha documentato per oltre un decennio alcuni dei principali conflitti contemporanei, sviluppando una ricerca visiva incentrata sulle trasformazioni politiche, sociali e materiali prodotte dalla guerra.

Il suo lavoro osserva il conflitto non soltanto come un evento circoscritto, ma come un processo storico capace di modificare territori, architetture e comunità.

Con “Revelation” lo sguardo del fotografo si allarga alle infrastrutture e ai sistemi che regolano il controllo delle risorse, dell’energia e delle tecnologie. Secondo Emergency, queste dinamiche sono strettamente legate alle forme di dominio che alimentano guerre e instabilità.

Una narrazione tra rigore documentario e inquietudine

La curatrice Giulia Tornari descrive il progetto come una narrazione immersiva nella quale convivono paesaggi e architetture, elementi naturali e dettagli artificiali.

Le fotografie uniscono rigore documentario e tensione visionaria, alternando meraviglia e inquietudine, tracce del passato e scenari futuri, deindustrializzazione e innovazione.

La mostra propone così una riflessione sulle conseguenze materiali dei modelli di sviluppo contemporanei e sulla necessità di immaginare relazioni più sostenibili ed eque con i territori, le risorse e la tecnologia.

Il progetto nella campagna R1PUD1A di Emergency

“Revelation” rientra nella campagna R1PUD1A, promossa da Emergency per richiamare il contenuto dell’articolo 11 della Costituzione italiana e il principio del ripudio della guerra.

La campagna ha coinvolto, secondo i dati diffusi dall’organizzazione, oltre 650 Comuni, 1.500 scuole e 300 tra cinema, teatri e festival.

All’interno della stessa iniziativa è stato lanciato anche l’appello “Io obietto la guerra”, che ha raccolto oltre 80mila adesioni.

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