
Rafforzare la ricerca clinica nel Lazio, semplificare l’avvio delle sperimentazioni e rendere il territorio più attrattivo per gli investimenti farmaceutici. Sono gli obiettivi del protocollo d’intesa sottoscritto dalla Regione Lazio, da Farmindustria e da Unindustria Lazio.
L’accordo avrà una durata di tre anni e punta a consolidare la collaborazione tra istituzioni, aziende sanitarie, istituti di ricerca, università e imprese del settore farmaceutico.
Tra le azioni previste figurano l’istituzione di un Comitato tecnico regionale, la creazione di una rete dei Clinical Trials Center e l’introduzione di un sistema di monitoraggio per valutare i risultati raggiunti.
Il protocollo intende migliorare l’efficienza dei processi necessari all’attivazione e alla conduzione degli studi clinici.
L’obiettivo è mettere in relazione in modo più stabile la Regione, le aziende sanitarie, gli Irccs, le università, i comitati etici territoriali e le imprese, favorendo una maggiore uniformità delle procedure e riducendo i tempi amministrativi.
L’intesa prevede inoltre attività di formazione per gli operatori coinvolti nella ricerca e il rafforzamento delle collaborazioni tra settore pubblico e privato.
Particolare attenzione sarà dedicata anche al coinvolgimento delle associazioni dei pazienti e alla possibilità di facilitare la loro partecipazione alle sperimentazioni cliniche.
Tra gli obiettivi dell’accordo rientra l’utilizzo di strumenti innovativi come la Real World Evidence, basata sull’analisi dei dati raccolti nella pratica clinica, e l’Health Technology Assessment, impiegato per valutare l’impatto sanitario, economico e organizzativo delle tecnologie mediche.
Il protocollo punta a favorire l’accesso ai dati sanitari per finalità secondarie di ricerca e valutazione, promuovendone l’interoperabilità nel rispetto delle norme sulla privacy e della sicurezza delle informazioni.
L’impiego coordinato dei dati dovrebbe consentire di migliorare la programmazione sanitaria, misurare gli effetti delle terapie e sostenere lo sviluppo di nuovi trattamenti.
«Con questo protocollo puntiamo a rendere più efficiente e coordinato il sistema della ricerca clinica nel Lazio», ha dichiarato il presidente della Regione Francesco Rocca.
Secondo Rocca, la collaborazione con Farmindustria e Unindustria dovrà semplificare le procedure, ridurre i tempi necessari per l’avvio degli studi e rendere il Lazio più competitivo nell’attrazione degli investimenti in ricerca e sviluppo.
«Vogliamo rendere il Lazio più attrattivo per gli investimenti, ma soprattutto favorire un accesso più rapido dei pazienti alle terapie innovative», ha aggiunto il presidente.
Un ruolo centrale sarà affidato al Comitato tecnico regionale e alla futura rete dei Clinical Trials Center, chiamati a definire priorità comuni, coordinare le strutture coinvolte e verificare i risultati ottenuti.
«La Regione intende svolgere fino in fondo il proprio ruolo di indirizzo e coordinamento, affinché la ricerca clinica produca benefici misurabili per il servizio sanitario e per i cittadini», ha concluso Rocca.
La Regione Lazio sta istituendo un Comitato tecnico regionale per la promozione e lo sviluppo della sperimentazione clinica.
L’organismo coinvolgerà rappresentanti delle istituzioni, del sistema sanitario, del mondo scientifico e dell’industria, oltre alle associazioni dei pazienti.
Il Comitato dovrà contribuire al rafforzamento della governance regionale della ricerca, individuare priorità condivise e proporre soluzioni per semplificare le procedure.
Tra i principali obiettivi figurano la riduzione dei tempi di attivazione degli studi e il miglioramento del coordinamento tra le diverse strutture impegnate nelle sperimentazioni.
Il protocollo prevede anche la creazione di una rete regionale dei Clinical Trials Center, denominati anche Unità di ricerca clinica.
La rete collegherà ospedali, Irccs, aziende sanitarie, università e comitati etici territoriali, favorendo lo scambio di informazioni e la collaborazione nella gestione degli studi.
Il sistema dovrebbe inoltre facilitare l’individuazione e il coinvolgimento dei pazienti potenzialmente interessati alle sperimentazioni, garantendo procedure più coordinate tra le strutture regionali.
L’attuazione dell’accordo sarà verificata attraverso un sistema di monitoraggio basato su indicatori specifici.
Saranno presi in considerazione: il numero degli studi clinici attivati; i tempi medi necessari per l’avvio; il numero dei pazienti arruolati; la quantità di studi profit e no profit; le attività formative realizzate; l’impatto scientifico e assistenziale delle sperimentazioni.
I dati permetteranno di valutare nel tempo l’efficacia delle iniziative e di individuare eventuali criticità nel sistema regionale della ricerca clinica.
«Dove si fa ricerca si cura meglio», ha sottolineato il presidente di Farmindustria Marcello Cattani.
Secondo Cattani, il protocollo rappresenta un passo concreto per valorizzare le competenze scientifiche e industriali presenti nel Lazio, in una fase caratterizzata da una forte concorrenza internazionale nell’attrazione degli studi clinici.
La semplificazione dei processi, la collaborazione tra gli attori del sistema e l’impiego dei dati e delle nuove tecnologie possono, secondo Farmindustria, accelerare lo sviluppo delle terapie innovative e consentire ai pazienti di accedervi più rapidamente.
L’aumento degli studi potrebbe inoltre produrre effetti positivi sulla formazione dei professionisti sanitari e sulle risorse investite dalle aziende nel territorio.
Il presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo ha ricordato il peso del comparto farmaceutico nell’economia regionale, definendo il Lazio uno dei principali poli italiani ed europei delle scienze della vita.
Per Biazzo, l’accordo rafforza un ecosistema già competitivo e consolida la collaborazione tra istituzioni, sanità, ricerca e imprese, proseguendo il percorso intrapreso anche con il Rome Technopole.
«Ora la sfida è dare piena attuazione a un protocollo ambizioso, traducendolo in azioni capaci di rafforzare l’attrattività del territorio, favorire nuovi investimenti e consolidare ulteriormente un settore strategico per l’economia regionale e nazionale», ha dichiarato.
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