Roma, 10 marzo 2026
ultime notizie
Cultura

Roma accoglie un nuovo Caravaggio: acquistato il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini

Per il Ministero della Cultura l’acquisizione ha anche un forte significato strategico. La comparsa sul mercato di opere autografe di Caravaggio è un evento rarissimo, e l’ingresso del dipinto nelle collezioni pubbliche rafforza il patrimonio nazionale e le possibilità di studio sull’artista

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 6 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Roma accoglie un nuovo Caravaggio: acquistato il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini

Un Caravaggio torna allo Stato e alla città di Roma. Il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini, uno dei rarissimi ritratti autografi del maestro lombardo, entra nelle collezioni pubbliche italiane e troverà posto a Palazzo Barberini, nelle sale delle Gallerie Nazionali di Arte Antica.

Un’acquisizione di grande rilievo scientifico e simbolico, resa ancora più significativa dalla rarità delle opere certe del Merisi e dal legame diretto tra il dipinto, la storia della famiglia Barberini e la Capitale.

Il dipinto raffigura il futuro papa Urbano VIII, nato nel 1568 e destinato a diventare uno dei pontefici più influenti del Seicento, quando aveva circa trent’anni. Barberini appare nella veste di chierico della Camera Apostolica, in una fase decisiva della sua ascesa politica ed ecclesiastica. Il volto emerge con la consueta intensità caravaggesca. Uno sguardo diretto, privo di enfasi retorica, che restituisce la presenza viva del personaggio.

Il quadro esposto a Roma durante la mostra Caravaggio 2025

L’opera era già stata mostrata al pubblico durante la grande mostra dedicata a Caravaggio allestita a Palazzo Barberini, aperta dal novembre 2024 fino alla conclusione dell’esposizione Caravaggio 2025. In quei mesi oltre 450 mila visitatori hanno potuto osservare il dipinto dal vivo, mentre la comunità scientifica internazionale ne ha confermato unanimemente l’attribuzione al pittore.

La storia critica del quadro risale al 1963, quando lo storico dell’arte Roberto Longhi ne rivelò l’esistenza in un celebre saggio pubblicato sulla rivista Paragone. Nel testo, intitolato Il vero Maffeo Barberini del Caravaggio, Longhi individuava nel dipinto uno dei momenti fondativi della ritrattistica moderna. Secondo lo studioso, proprio in quest’opera Caravaggio inaugurava una nuova profondità psicologica nel ritratto, capace di rappresentare l’individualità del soggetto senza ricorrere a simboli o artifici celebrativi.

Un ritratto rarissimo nel corpus di Caravaggio

La rarità del dipinto ne accresce ulteriormente il valore. Nel corpus delle opere attribuite con certezza a Caravaggio — circa sessantacinque in tutto il mondo — i ritratti costituiscono infatti una categoria estremamente limitata. Se ne conoscono solo tre considerati autentici. Il ritratto di Barberini rappresenta dunque una testimonianza eccezionale della ricerca pittorica del maestro tra la fine del Cinquecento e i primi anni del Seicento.

Per il Ministero della Cultura l’acquisizione ha anche un forte significato strategico. La comparsa sul mercato di opere autografe di Caravaggio è un evento rarissimo, e l’ingresso del dipinto nelle collezioni pubbliche rafforza il patrimonio nazionale e le possibilità di studio sull’artista.

Il dialogo con la Giuditta a Palazzo Barberini

L’arrivo del ritratto assume inoltre un valore simbolico per Palazzo Barberini. Nelle sale del palazzo il dipinto potrà dialogare con la straordinaria raccolta di opere caravaggesche e con un altro celebre capolavoro del Merisi, la Giuditta che decapita Oloferne, acquistata dallo Stato nel 1971.

CONDIVIDI ARTICOLO

La Capitale, il nuovo giornale online di Roma

La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024

DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi

SEDE LEGALE

Via Giuseppe Gioacchino Belli, 86
Roma - 00193

FOLLOW US
ORA EDITORIALE SRL P.IVA 17596711006© Copyright 2025 - Made by Semplice