
È di dieci Daspo il primo risultato dei controlli scattati in occasione del match tra Roma e Bologna di ieri sera. Un’operazione preventiva che ha evitato il contatto tra le fazioni, ma che ha portato alla denuncia di diversi ultras e all'allontanamento forzato dagli stadi per i prossimi anni. Sotto la lente d'ingrandimento della Questura restano ora altre nove persone, identificate grazie alle telecamere di sicurezza.
Tutto è iniziato nelle ore precedenti il fischio d'inizio, lontano dai cancelli dello Stadio Olimpico. Un gruppo di tifosi giallorossi è stato intercettato dalla Polizia mentre si muoveva strategicamente verso la Tangenziale Est, all'altezza di via degli Orti della Farnesina. Secondo gli investigatori, il gruppo non si trovava lì per caso. L'obiettivo era quello di tendere un agguato e «porre in essere azioni controindicate» ai danni dei supporter bolognesi in arrivo nella Capitale.
Il controllo immediato ha confermato i sospetti: gli agenti hanno rinvenuto oggetti atti a offendere, portando alla contestazione del reato di possesso di armi improprie in contesto sportivo. Per i dieci maggiorenni identificati, il Questore ha firmato divieti di accesso alle manifestazioni sportive che variano da 1 a 2 anni, a seconda dei precedenti penali di ciascuno.
Non solo adulti tra i fermati nella zona della Farnesina. Nel gruppo erano presenti anche cinque minorenni, immediatamente bloccati e poi riaffidati ai genitori. La loro posizione, tuttavia, è tutt'altro che archiviata: la Polizia ha confermato che è già stato avviato l’iter per applicare anche a loro le «medesime misure di prevenzione» dei compagni più grandi. Un segnale chiaro: la tolleranza è zero, indipendentemente dall'età, quando si parla di sicurezza pubblica.
Mentre fuori si evitavano gli scontri, all'interno dell'impianto il lavoro del Commissariato Prati non si è fermato. Gli agenti hanno dato un nome e un cognome a un tifoso del Bologna, ritenuto responsabile del lancio di un petardo durante la partita.
Contemporaneamente, grazie al sistema di videosorveglianza ad alta definizione gestito dal GOS (Gruppo Operativo Sicurezza), sono stati incastrati tre tifosi della Roma. I tre sono stati «immortalati» dagli occhi elettronici proprio mentre accendevano fumogeni nei settori popolari. Le immagini, nitide e inoppugnabili, hanno permesso l'identificazione immediata dei responsabili.
Il lavoro delle forze dell'ordine prosegue anche a riflettori spenti. Gli specialisti del Commissariato Prati stanno passando al setaccio ogni singolo fotogramma della gara per individuare ulteriori sostenitori giallorossi coinvolti nell'accensione di materiale pirotecnico. Al momento ci sono altri 9 soggetti sotto indagine, la cui posizione è al vaglio delle autorità e che potrebbero ricevere la notifica del Daspo già nei prossimi giorni.
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